Il futuro di Giovanni Simeone sembrava poter essere nuovamente lontano dall’Italia. Dopo una stagione importante con la maglia del Torino, l’ex attaccante del Napoli aveva infatti preso seriamente in considerazione la possibilità di tornare in Argentina, anche per ragioni familiari. A cambiare lo scenario è stato però l’intervento diretto del presidente granata Urbano Cairo.
Il numero uno del Torino ha raccontato il retroscena che ha portato alla permanenza del Cholito, confermando come il desiderio del giocatore di rientrare nel proprio Paese fosse concreto e come il River Plate fosse interessato al suo ritorno.
Simeone pensava seriamente al ritorno in Argentina
Per Giovanni Simeone quella argentina non rappresentava soltanto una suggestione di mercato. Il centravanti aveva manifestato la volontà di valutare un ritorno in patria soprattutto per questioni legate alla famiglia.
Il River Plate aveva inserito da tempo il suo nome nella lista degli attaccanti valutati per rinforzare il reparto offensivo. Simeone, del resto, è cresciuto proprio nel settore giovanile dei Millonarios prima di iniziare la sua lunga esperienza nel calcio europeo.
La possibilità di chiudere idealmente il cerchio tornando nel club nel quale tutto era cominciato aveva quindi un fascino particolare.
Cairo interviene personalmente
Il Torino, però, non aveva alcuna intenzione di perdere uno dei suoi principali punti di riferimento offensivi. Cairo ha deciso così di intervenire personalmente, parlando direttamente con il giocatore.
Il presidente granata ha spiegato di aver chiesto a Simeone di restare a Torino come una sorta di favore personale, facendo leva sul rapporto costruito con il centravanti e sull’importanza che il Cholito continua ad avere all’interno del progetto tecnico.
La risposta dell’argentino ha confermato la forza del rapporto con il club: pur avendo voglia di tornare in patria per motivi familiari, Simeone ha scelto di accogliere la richiesta del presidente e continuare la propria avventura in granata.
Il River Plate aveva messo Simeone nel mirino
L’interesse del River non era soltanto teorico. Già nelle scorse settimane dall’Argentina erano arrivate conferme sul gradimento nei confronti dell’ex Napoli.
Il club di Buenos Aires aveva valutato concretamente la possibilità di riportarlo a casa, considerandolo uno dei profili adatti per aumentare esperienza e qualità del proprio attacco. Anche la volontà iniziale del giocatore sembrava poter favorire l’operazione.
Il muro del Torino e soprattutto il colloquio tra Cairo e Simeone hanno però cambiato la situazione.
Simeone resta un uomo fondamentale per il Torino
La scelta del presidente è facilmente comprensibile guardando al peso assunto dall’attaccante all’interno della squadra. Simeone viene da una stagione nella quale è riuscito a ritrovare continuità e centralità dopo gli anni trascorsi al Napoli, dove spesso era stato utilizzato come alternativa.
Con il Torino ha invece avuto maggiori responsabilità, diventando uno dei riferimenti del reparto offensivo e chiudendo la stagione con 11 gol e 2 assist, numeri che hanno ulteriormente rafforzato la volontà del club di trattenerlo.
Dal Napoli alla rinascita in granata
L’esperienza torinese ha permesso al Cholito di ritrovare soprattutto quel minutaggio che gli era mancato durante l’avventura napoletana.
In azzurro Simeone aveva comunque saputo ritagliarsi momenti importanti, entrando nel cuore dei tifosi grazie alla sua generosità e ad alcuni gol pesanti. La concorrenza nel reparto offensivo, però, gli aveva impedito di diventare stabilmente il centravanti titolare.
A Torino la situazione è cambiata: maggiore fiducia, più spazio e responsabilità offensive hanno permesso all’argentino di tornare protagonista.
Cairo vuole ripartire dal Cholito
La permanenza di Simeone assume quindi un significato importante anche nella costruzione del nuovo Torino. Cairo lo considera un elemento attorno al quale continuare a costruire la squadra, non soltanto per i gol ma anche per personalità, esperienza e capacità di trascinare i compagni.
Il presidente aveva già chiarito nelle scorse settimane di considerare l’argentino un punto di riferimento fondamentale per la squadra.
Per questo, davanti alla possibilità concreta di perderlo, ha preferito muoversi in prima persona.
Il mercato può riservare sorprese, ma la volontà è chiara
Nel calciomercato nulla può essere considerato definitivo fino alla chiusura della sessione, soprattutto quando esiste un club prestigioso come il River Plate interessato al giocatore. La situazione, però, oggi appare decisamente più chiara.
Simeone aveva pensato al ritorno in Argentina, spinto anche da esigenze personali e familiari, ma il Torino è riuscito a convincerlo a restare.
Il Cholito è quindi pronto a proseguire la propria esperienza in granata e a ricoprire ancora un ruolo centrale nel reparto offensivo. Una permanenza che per Cairo ha un valore particolare, perché ottenuta non soltanto attraverso ragionamenti di mercato, ma grazie al rapporto diretto costruito con il giocatore.

