Napoli, caso striscioni al Maradona: richiesta del club respinta dalla Questura

Una vicenda destinata a far discutere scuote l’ambiente azzurro a pochi giorni dal debutto casalingo contro il Como. Il Napoli avrebbe chiesto di vietare l’esposizione degli striscioni in tutti i settori dello Stadio Diego Armando Maradona durante le partite casalinghe, ma dalla Questura sarebbe arrivata una risposta negativa.

L’indiscrezione è riportata dal Corriere dello Sport e trova riscontro in diverse ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore: la Questura di Napoli si sarebbe opposta alla richiesta per motivi di ordine pubblico.

Il risultato è che, salvo le limitazioni già previste dalle norme vigenti, gli striscioni autorizzati potranno continuare a essere esposti all’interno dell’impianto di Fuorigrotta.

Napoli, la richiesta sugli striscioni

La notizia emerge proprio alla vigilia della prima partita casalinga della stagione.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club avrebbe chiesto che il divieto riguardasse tutti i settori dello stadio e le partite casalinghe del Napoli, andando quindi ben oltre un provvedimento relativo a una singola gara.

Una richiesta particolarmente significativa considerando quanto gli striscioni rappresentino da sempre una componente importante del tifo organizzato.

Curve e altri settori del Maradona sono tradizionalmente caratterizzati dalla presenza di messaggi, simboli e striscioni attraverso i quali i sostenitori accompagnano la squadra o manifestano le proprie posizioni.

La Questura dice no

La proposta non avrebbe però ottenuto il via libera delle autorità.

La Questura avrebbe respinto la richiesta del Napoli per ragioni legate all’ordine pubblico, impedendo così l’introduzione di un divieto generalizzato.

Di conseguenza, non dovrebbe esserci una stretta indiscriminata nei confronti degli striscioni in occasione delle gare interne.

Naturalmente resta necessario rispettare tutte le procedure e le disposizioni già esistenti: il diniego alla proposta del club non significa che qualsiasi striscione possa entrare liberamente nello stadio.

Gli striscioni autorizzati potranno entrare

Questo è uno degli aspetti centrali della vicenda.

Secondo una ricostruzione riportata da Repubblica, possono essere bloccati gli striscioni che non rispettano le regole previste, mentre una limitazione generalizzata anche per quelli regolarmente autorizzati sarebbe stata difficilmente giustificabile.

La distinzione è importante.

Il tema non riguarda infatti la possibilità di intervenire su contenuti vietati o materiale non conforme alle disposizioni di sicurezza, ma l’ipotesi di eliminare in maniera generalizzata gli striscioni dai vari settori dello stadio durante le partite del Napoli.

Ed è proprio su questa prospettiva che sarebbe arrivato il no delle autorità.

Dietro la richiesta anche una questione di spazi?

Emergono inoltre ulteriori dettagli sulle possibili ragioni alla base della proposta.

Secondo la ricostruzione attribuita da Il Napolista a Repubblica, Aurelio De Laurentiis avrebbe voluto destinare agli sponsor alcuni degli spazi normalmente occupati dagli striscioni dei gruppi organizzati, puntando a un’immagine dello stadio più simile al cosiddetto “dressing” utilizzato nelle partite di Champions League.

Si tratterebbe quindi anche di una questione legata alla gestione visiva e commerciale dell’impianto.

È un particolare che aggiunge un elemento importante alla vicenda, anche se resta opportuno distinguere le ricostruzioni giornalistiche dai provvedimenti ufficialmente adottati.

Il rapporto con il tifo organizzato

La questione inevitabilmente riporta l’attenzione anche sui rapporti tra la proprietà e una parte della tifoseria organizzata.

Negli anni non sono mancati momenti di tensione tra Aurelio De Laurentiis e alcuni gruppi delle curve, alternati a periodi di maggiore distensione.

La vicenda degli striscioni rischia inevitabilmente di diventare un nuovo elemento di discussione.

La richiesta di un divieto esteso a tutti i settori avrebbe infatti avuto un impatto diretto anche sulla componente più visibile del tifo organizzato, modificando in maniera significativa l’immagine delle curve durante le partite.

Un Maradona senza striscioni avrebbe cambiato volto

Gli striscioni rappresentano da decenni uno degli elementi caratteristici degli stadi italiani.

Al Maradona, in particolare, le Curve A e B sono state accompagnate nel corso della storia da sigle, messaggi e simboli diventati parte integrante dell’immaginario legato alla tifoseria napoletana.

Un eventuale divieto generalizzato avrebbe quindi prodotto un cambiamento immediatamente visibile.

Non sarebbe stata soltanto una questione estetica. Per i gruppi organizzati lo striscione rappresenta spesso un elemento identitario e uno degli strumenti utilizzati per comunicare all’interno dello stadio.

La Questura sceglie la linea dell’ordine pubblico

Proprio per questo assume particolare importanza la motivazione attribuita alla Questura.

Il diniego sarebbe infatti legato a ragioni di ordine pubblico.

Un elemento che lascia intuire quanto la gestione del rapporto tra società, tifoseria e autorità richieda particolare attenzione, soprattutto quando vengono ipotizzati cambiamenti in grado di incidere sulle abitudini consolidate dei gruppi organizzati.

La soluzione scelta, almeno per il momento, è dunque quella di non introdurre un divieto generalizzato.

Tutto accade alla vigilia di Napoli-Como

La tempistica rende la vicenda ancora più significativa.

Il Napoli si prepara infatti a disputare domenica alle 18:30 contro il Como la prima partita casalinga della stagione.

Una gara per la quale è attesa una presenza importante di pubblico al Maradona.

La società ha invitato i sostenitori a riempire lo stadio e, contemporaneamente, emerge questa vicenda relativa alla gestione degli striscioni.

Due elementi che inevitabilmente concentrano l’attenzione sull’atmosfera che accompagnerà la squadra al debutto interno.

Gli occhi saranno puntati anche sulle curve

Contro il Como l’attenzione non sarà quindi rivolta esclusivamente al terreno di gioco.

Sarà interessante capire quale sarà la risposta del pubblico e, in particolare, dei gruppi organizzati dopo la diffusione della notizia.

Al momento il dato principale resta quello relativo alla decisione delle autorità: la richiesta di vietare in maniera generalizzata gli striscioni non è stata accolta.

I tifosi potranno quindi continuare a esporre il materiale che rispetta le procedure e le regole previste.

Un nuovo caso intorno al Maradona

La vicenda apre inevitabilmente un dibattito più ampio sul rapporto tra società e tifoseria e sulla gestione degli spazi all’interno dello stadio.

Da una parte ci sarebbe stata la volontà del Napoli di regolamentare in maniera decisamente più rigida la presenza degli striscioni; dall’altra la valutazione della Questura, che avrebbe ritenuto non opportuno introdurre il divieto per motivazioni di ordine pubblico.

La decisione, almeno per ora, chiude la questione dal punto di vista pratico.

Gli striscioni autorizzati resteranno al Maradona.

Resta invece aperto il fronte dei rapporti con la tifoseria organizzata, soprattutto dopo la diffusione della notizia e alla vigilia di una stagione nella quale il Napoli avrà bisogno anche della spinta del proprio pubblico.

Domenica, con l’arrivo del Como di Cesc Fabregas, il Maradona tornerà a riempirsi. E sugli spalti, oltre alle bandiere e ai colori azzurri, potranno continuare a esserci anche gli striscioni.

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