Nazionale ancora fuori dai Mondiali

Il pensiero della procuratrice sportiva Katia D’Avanzo

Nazionale per la terza volta esclusa dai Mondiali, ragioni di una crisi ormai decennale, con la
felice parentesi degli europei 2020 2021 . Più allenatori, club fuori dalle coppe , perchè il calcio
italiano è in crisi, e con l’avvicendamento ai vertici e tecnici cambierà qualcosa?
“La situazione della Nazionale italiana di calcio non è frutto di un singolo errore o di un allenatore sbagliato: è una crisi strutturale che dura da anni, con la vittoria agli UEFA Euro 2020 (giocati nel 2021) come parentesi quasi “anomala” più che punto di ripartenza.

Mondiali: Difatti negli ultimi 10–15 anni l’Italia ha prodotto meno talenti rispetto ad altre nazione, questo perchè sicuramente ci sono meno spazio ai giovani

Difatti negli ultimi 10–15 anni l’Italia ha prodotto meno talenti rispetto ad altre nazione, questo perchè sicuramente ci sono meno spazio ai giovani nei club di Serie A, i settori giovanili spesso meno innovativi rispetto a quelli di paesi come Francia o Germania, per non parlare di extra UE, inoltre c’è una scarsa continuità nel far crescere i talenti fino al livello internazionale, .non si crede nel valore del talento e nella possibilità di esternarlo, finchè ci sono solo pratiche clientelari. Un altro fattore inoltre è esser meno competitivi a livello europeo.

Le squadre italiane, infatti, faticano economicamente rispetto a Premier League e Liga

Le squadre italiane, infatti, faticano economicamente rispetto a Premier League e Liga, hanno meno appeal per i top player (ci vogliono riforme come il decreto crescita), infine arrivano meno spesso fino in fondo nelle Coppe europee. Questo incide direttamente sulla Nazionale: meno giocatori infatti sono abituati ad altissimi livelli.
Inoltre l’instabilità tecnica a capo Roberto Mancini (che aveva costruito un ciclo vincente), la Nazionale ha perso identità con cambi frequenti di CT, Idee di gioco poco consolidate, e una pressione mediatica altissima.

Il risultato è una squadra senza continuità

Negli ultimi anni sono mancati poi grandi attaccanti (post Gianluigi Buffon / generazione d’oro anche se lui era portiere, simbolo di un’epoca), centravanti di livello mondiale e difensori iconici come quelli del passato. Questa condizione abbassa il livello medio della squadra.
Per uscire davvero dalla crisi servono una Riforma dei settori giovanili, maggior utilizzo dei giovani italiani in Serie A,

Stabilità tecnica (non cambiare CT ogni 2 anni), investimenti strutturali (stadi, infrastrutture), una visione a lungo termine della FIGC.

Stabilità tecnica (non cambiare CT ogni 2 anni), investimenti strutturali (stadi, infrastrutture), una visione a lungo termine della FIGC. Il problema quindi non è solo “chi allena” o “chi comanda”è l’intero sistema calcio italiano che è rimasto indietro rispetto ad altri paesi. La vittoria dell’Europeo al contrario è stata possibile grazie a un gruppo eccezionale, un allenatore forte, un momento perfetto.

Totonomi al posto di Gattuso?

Desideri personali tra realtà e fantasia, investimenti nei settori giovanili, troppi stranieri nel
nostro campionato.
Antonio Conte: l’uomo delle ripartenze, già capace di dare identità e risultati immediati alla Nazionale. Roberto Mancini, Ritorno clamoroso ma non impossibile, Stefano Pioli profilo equilibrato e gestore di gruppi, più utopia che realtà Il sogno di molti enorme esperienza e prestigio ma difficilissimo liberarlo dai club.

Il “totonomi” riflette spesso più i desideri dei tifosi che le reali strategie della FIGC

Si cercano figure forti, risolutive, quasi salvifiche. Ma il rischio è quello di affidarsi all’uomo solo al comando, ignorando le fragilità strutturali del sistema.

La vittoria agli UEFA Euro 2020 aveva illuso

La vittoria agli UEFA Euro 2020 aveva illuso che il problema fosse superato. In realtà, quel trionfo è stato costruito su una generazione irripetibile e su un equilibrio difficile da replicare.
Il cuore della crisi resta la produzione di talento. Negli ultimi anni l’Italia ha investito meno — e spesso peggio — nei settori giovanili rispetto ad altre grandi nazioni europee.
in sintesi e mi ripeto mancano:
strutture moderne e diffuse
metodologie innovative
continuità nel percorso verso il professionismo

Per questo motivo in Italia abbiamo pochi giocatori pronti per il salto internazionale

Per questo motivo in Italia abbiamo pochi giocatori pronti per il salto internazionale e una Nazionale che fatica a rinnovarsi.
Altro tema ricorrente è la presenza massiccia di stranieri nel campionato. Non è un problema in sé — i grandi tornei europei sono tutti internazionali — ma diventa critico quando limita lo spazio per i giovani italiani.
Senza minuti in campo, senza responsabilità, senza errori concessi, i talenti non crescono.

E la Nazionale paga il conto. Abbiamo bisogno di un nome o di riforme?

“Ai posteri ardua sentenza”.

Torneo nazionale nel Mondiale

Ritieni qualitativamente di livello modesto o non all’ altezza.?
Premetto che la Nazionale italiana di calcio resta storicamente una delle più forti al mondo (4 Mondiali vinti). Però devo ammettere che il livello attuale è in calo rispetto al passato
infatti il Ranking FIFA circa 13° posto nel 2026 tenuto conto che tre Mondiali consecutivi sono mancati (2018, 2022, 2026) e le qualificazioni difficili, con sconfitte contro squadre non top, ciò significa che non è più tra le 5-6 migliori al mondo e che fatica contro squadre organizzate anche di medio livello. In conclusioni potrei definire questo torneo certamente non modesto , ma nemmeno all’altezza delle top mondiali oggi.

Le favorite per questo mondiale restano Francia , Argentina , Brasile, Inghilterra e…

Le favorite per questo mondiale restano Francia , Argentina , Brasile, Inghilterra e soprattutto più in linea con le riforme FIFA e con le politiche americane, oltre ad avere un talento individuale, sono più continue, arrivano sempre infondo ai tornei

Soluzione: un passo decisivo ed un cambio radicale in Federazione dopo le dimissioni del Presidente Gravina seguito da Buffon

Questa fase di transizione rappresenta una crisi istituzionale profonda per il calcio italiano
collegata ai risultati sportivi negativi e alla richiesta di riforme da più parti (politiche e delle componenti federali) sulla governance del movimento. Al momento non c’è ancora un nome ufficiale, ma
sono circolati profili di spicco nel dibattito pubblico, come ad esempio:

Giovanni Malagò o Giancarlo Abete, una volta deciso il nome , mi aspetto delle riforme in grado di dare giustizia ai settori giovanili

ll 22 giugno per il nome ufficiale e dopo quella data vorrei commentare con le riforme a favore dei giovani talenti italiani. Nel frattempo aprite i cancelli che avete da tempo chiusi ai giocatori
italiani affinchè possano giocare liberamente nei campi per esprimere il proprio talento liberamente senza troppi vincoli.

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