Il risultato racconta una partita decisa da un solo gol, ma quanto visto sul terreno di gioco racconta qualcosa di diverso. Il Napoli perde 1-0 contro l’Arsenal al Diego Armando Maradona nella prima giornata della League Phase di Champions League e comincia il proprio cammino europeo con una sconfitta.

La rete decisiva arriva nella ripresa con Martin Odegaard, protagonista di una giocata di grande qualità al limite dell’area. Ma il vero problema per la squadra di Massimiliano Allegri è soprattutto quello che non riesce a produrre nella metà campo avversaria.

Il Napoli resta in partita fino alla fine grazie al punteggio e agli interventi dei propri uomini difensivi, ma crea troppo poco per mettere realmente in difficoltà l’Arsenal.

I Gunners controllano il possesso, costruiscono le occasioni migliori e sprecano più volte la possibilità di chiudere anticipatamente la sfida.

Arsenal subito padrone del gioco al Maradona

Mikel Arteta modifica quattro uomini rispetto alla precedente partita contro il Chelsea e decide inizialmente di lasciare fuori anche Havertz e Calafiori.

Le rotazioni non cambiano però l’identità della formazione inglese.

L’Arsenal prende rapidamente il controllo del pallone e prova a costringere il Napoli nella propria metà campo.

Gli azzurri scelgono un atteggiamento più prudente. Allegri prepara una partita basata sull’attesa e sulla possibilità di sfruttare gli spazi lasciati dagli inglesi attraverso rapide ripartenze.

Il piano funziona soltanto parzialmente.

Il Napoli riesce infatti a mantenere la partita in equilibrio nel risultato ma fatica enormemente quando deve trasformare un recupero del pallone in una vera azione offensiva.

Napoli troppo basso e Arsenal pericoloso

La pressione dell’Arsenal aumenta progressivamente.

Gli inglesi muovono velocemente il pallone e riescono con maggiore facilità ad arrivare negli ultimi metri.

Il Napoli difende con molti uomini dietro la linea della palla e prova a chiudere gli spazi centrali.

Il problema nasce quando bisogna ripartire.

Le distanze diventano troppo grandi e Hojlund rimane spesso isolato contro i difensori dell’Arsenal. Anche quando gli azzurri recuperano il pallone manca la precisione necessaria per costruire una transizione realmente pericolosa.

Merino vicino al vantaggio, Meret salva il Napoli

Una delle occasioni più importanti del primo tempo capita a Mikel Merino.

Il centrocampista dell’Arsenal riesce a trovare la conclusione da posizione estremamente favorevole ma sulla sua strada trova una grande risposta di Alex Meret.

Il portiere azzurro interviene d’istinto e impedisce agli inglesi di passare in vantaggio.

Una parata pesantissima considerando il momento della partita e soprattutto la qualità dell’occasione costruita dai Gunners.

La serata di Meret però cambia poco dopo a causa di un problema fisico che lo costringe ad abbandonare il terreno di gioco.

Saka spreca una grande occasione

L’Arsenal continua ad attaccare e costruisce un’altra opportunità enorme con Bukayo Saka.

L’attaccante inglese avrebbe la possibilità di sbloccare la partita ma non riesce a concretizzare.

È uno dei grandi rimpianti della squadra di Arteta nel primo tempo.

I Gunners producono molto ma non riescono a trasformare la propria superiorità territoriale nel gol del vantaggio.

Il Napoli resta così aggrappato allo zero a zero.

Expected goals impietosi nel primo tempo

I numeri della prima frazione fotografano perfettamente la differenza nella produzione offensiva.

Il Napoli chiude il primo tempo con appena 0.16 expected goals, mentre l’Arsenal arriva a 2.01.

Un divario enorme.

Il dato non rappresenta semplicemente una questione di possesso palla. Evidenzia soprattutto la differenza nella qualità delle occasioni costruite.

L’Arsenal arriva diverse volte in condizioni favorevoli alla conclusione.

Il Napoli praticamente mai.

De Bruyne non riesce ad accendere il Napoli

In una serata complicata anche Kevin De Bruyne fatica a lasciare il proprio segno.

Il Napoli avrebbe bisogno della qualità del belga per superare la prima pressione dell’Arsenal e mettere gli attaccanti nelle condizioni di ricevere palloni maggiormente giocabili.

Gli spazi però sono ridotti e la pressione inglese rende complicata la costruzione.

De Bruyne prova a muoversi per trovare zone nelle quali ricevere ma raramente riesce a incidere negli ultimi metri.

La conseguenza è evidente.

Il Napoli non trova continuità nella propria proposta offensiva e Hojlund riceve pochissimi palloni realmente utilizzabili.

Hojlund isolato contro la difesa inglese

Dopo il gol realizzato contro l’Inter, Rasmus Hojlund non riesce a ripetersi nella notte di Champions.

Non è soltanto una questione individuale.

Il centravanti danese deve giocare gran parte della partita lontano dalla porta avversaria e circondato dai difensori dell’Arsenal.

Quando il Napoli recupera il pallone manca spesso il sostegno immediato dei centrocampisti e degli esterni.

Hojlund prova a lavorare fisicamente per la squadra ma non riesce praticamente mai ad arrivare alla conclusione in condizioni favorevoli.

Nella ripresa il Napoli fatica ancora di più

Se nel primo tempo gli azzurri riescono almeno in alcune circostanze a provare la ripartenza, nella seconda frazione le difficoltà aumentano.

L’Arsenal continua a controllare il pallone e il Napoli abbassa ulteriormente il proprio baricentro.

Le transizioni offensive diventano sempre più rare.

La sensazione è che gli inglesi possano trovare il vantaggio da un momento all’altro.

Allegri prova a mantenere compatta la squadra ma il Napoli non riesce ad alleggerire la pressione attraverso il possesso.

Tzolis entra bene e cambia il ritmo

Arteta interviene dalla panchina e trova immediatamente risposte importanti.

L’ingresso di Christos Tzolis aumenta la qualità delle combinazioni offensive dell’Arsenal.

Il nuovo entrato riesce rapidamente a entrare nel ritmo della partita e partecipa all’azione che porta alla rete decisiva.

L’Arsenal trova così quella giocata negli ultimi metri che era mancata nel primo tempo.

Odegaard inventa il gol decisivo

A decidere Napoli-Arsenal è Martin Odegaard.

Il capitano dei Gunners confeziona una giocata di altissimo livello al limite dell’area.

La combinazione nello stretto con Tzolis permette al norvegese di trovare lo spazio necessario per concludere e superare la difesa azzurra.

È il gol dello 0-1.

Una rete che premia quanto costruito dall’Arsenal nel corso della partita.

Odegaard corona così una prestazione di grande qualità nella quale riesce a essere costantemente al centro del gioco inglese.

Napoli incapace di reagire dopo lo svantaggio

La parte maggiormente preoccupante della serata azzurra arriva però dopo il gol.

Una volta passato in svantaggio il Napoli avrebbe bisogno di aumentare ritmo e pressione per cercare il pareggio.

La reazione invece è limitata.

L’Arsenal continua a gestire la partita e gli azzurri non riescono a costruire un vero assalto finale.

Manca la capacità di portare uomini con continuità vicino all’area inglese e soprattutto di creare occasioni pulite.

Milinkovic e Rafa Marin evitano il raddoppio

Nel finale è ancora l’Arsenal ad andare maggiormente vicino al gol.

I Gunners trovano spazi più ampi e hanno la possibilità di chiudere definitivamente la partita.

Milinkovic-Savic e Rafa Marin risultano decisivi in alcune situazioni evitando che il punteggio diventi più pesante.

Il Napoli rimane così teoricamente in corsa fino agli ultimi secondi.

Ma il pareggio non arriva.

Un risultato minimo che non racconta tutto

Il tabellone del Maradona dice Napoli 0 Arsenal 1.

Una sconfitta di misura.

Il divario visto durante la partita è però superiore a quello espresso dal punteggio.

L’Arsenal costruisce molto di più e soprattutto dimostra una maggiore capacità di occupare la metà campo avversaria.

Il Napoli difende a lungo e riesce a evitare un passivo più pesante ma offensivamente produce troppo poco.

Allegri deve ritrovare pericolosità offensiva

Per Massimiliano Allegri la principale riflessione dopo questa partita riguarda inevitabilmente la fase offensiva.

Difendere contro una squadra forte come l’Arsenal può richiedere sacrificio e prudenza.

Ma per competere a questo livello serve anche la capacità di creare problemi all’avversario.

Contro i Gunners questa componente è mancata quasi completamente.

Hojlund è rimasto isolato. De Bruyne non è riuscito ad accendere la manovra. Le ripartenze preparate alla vigilia sono state poche e raramente precise.

Napoli sconfitto all’esordio in Champions

Il cammino europeo degli azzurri comincia quindi con una sconfitta.

L’Arsenal passa 1-0 al Maradona grazie alla rete di Odegaard e conquista tre punti meritati per quanto mostrato durante la partita.

Il Napoli può consolarsi soltanto con la capacità di essere rimasto in gara fino alla fine.

Per il resto servirà cambiare passo.

La Champions League concede poco e contro squadre di questo livello non è sufficiente limitare i danni aspettando l’episodio favorevole.

Il risultato è stato minimo.

La differenza nella produzione di gioco e nella pericolosità offensiva è stata invece molto più evidente.

Marcatori: 75′ Odegaard

NAPOLI (4-3-3): Meret (46′ Milinkovic-Savic); Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Gilmour, Lobotka (77′ Neres), De Bruyne; Politano (58′ Favasuli), Hojlund (77′ Lucca), Alisson Santos (58′ Vergara). All. Allegri.

ARSENAL (4-2-3-1): Raya; White (83′ Zubimendi), Gabriel, Konsa, Hincapié; Rice, Odegaard; Saka (73′ Madueke), Merino (66′ Guimaraes), Eze (66′ Tzolis); Gyokeres (73′ Havertz). All. Arteta.

Arbitro: Nyberg

Ammoniti: Gilmour, Lucca, Odegaard

Espulsi: nessuno

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9 commento su “Napoli-Arsenal 0-1, Gunners superiori al Maradona: azzurri spenti in attacco”
  1. […] Il Napoli contro l’Arsenal ha retto bene nella prima parte di gioco, nella ripresa nella condizione fisica invece non ha retto. Va detto che il Napoli non ha il potenziale per vincere la Champions e il campionato perchè la rosa non è qualitativamente e quantitativamente al top, ma può certamente fare un buon campionato e fare bene anche in Champions. Con un episodio a favore, magari a San Siro con Anguissa, potevi portarla a casa. Ora, il Napoli ha davanti partite in cui può ritrovare il cammino per cui questo Napoli è stato costruito. Per il valore che ha il Napoli nei singoli, è bene avere un allenatore come Allegri. […]

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