A Cura del Redattore Prof.Luigi D’Angelo
Un tema di pregnante attualità
L’azionariato popolare rappresenta oggi un argomento di pregnante attualità, anche perché in Italia è “in itinere” al Senato il DDL del Sen. Alberto Marti, già approvato dalla Camera dei Deputati il 24 aprile 2024, recante “Disposizioni in materia di partecipazione popolare alla titolarità di azioni e quote delle società sportive”. L’obiettivo è consentire ai tifosi di diventare soci di società sportive, professionistiche e dilettantistiche. Essendo il calcio lo sport più diffuso e popolare, è naturale che sia proprio questo settore ad alimentare le maggiori aspettative.
L’iniziativa del Comitato “Con Te Napoli”
Ad accrescere l’interesse su questo tema è anche la recente iniziativa di un gruppo di tifosi del Calcio Napoli che, affiancando il Presidente Ing. Luigi Iaquinta, ha costituito il Comitato “Con Te Napoli”, avviando una campagna associativa e rilevando una squadra di calcio ribattezzata Athletic Napoli, che milita nel campionato regionale di Prima Categoria.
Come ricordava il compianto Riccardo Pazzaglia, oggi la domanda è sempre la stessa: “Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?” Le prime due risposte sono semplici: veniamo dal tifo per il Napoli e dalla cosiddetta “Società Civile”. Più importante è invece cercare di capire dove andiamo.
Che cos’è l’azionariato popolare
L’azionariato popolare nel calcio professionistico ha come finalità quella di consentire ai tifosi di diventare soci e comproprietari del club, acquistando una quota azionaria “pro capite”. Il principio è che la squadra appartenga ai tifosi.
Nato in Inghilterra negli anni Novanta, il modello si è poi sviluppato in Spagna e Germania, prevedendo generalmente diverse categorie di soci: ordinari, sostenitori, soci con diritto di voto e trust, ai quali possono essere conferite le quote dei tifosi. Il trust, detenendo almeno il 51% delle quote, può partecipare direttamente alla governance della società, eleggere il Consiglio di Amministrazione e contribuire alla nomina del Presidente.
I modelli internazionali
In Spagna, club prestigiosi come Barcellona e Real Madrid sono società ad azionariato popolare, con migliaia di associati che eleggono il Presidente ogni quattro anni.
In Germania, il Bayern Monaco rappresenta uno degli esempi più significativi: gli azionisti detengono il 51% (50+1) delle quote, mentre importanti partner industriali partecipano con quote di minoranza, consentendo ai tifosi di mantenere il controllo della società attraverso i propri rappresentanti.
La situazione italiana
In Italia, l’azionariato popolare non ha ancora conosciuto uno sviluppo analogo, soprattutto per la mancanza di chiarezza legislativa, il forte legame tra le grandi società e i loro proprietari e la limitata capacità organizzativa delle associazioni di tifosi.
Non sono tuttavia mancati alcuni tentativi, come (iniziativa denominata “Valore Roma”)”, promossa nel 2011, Il Venezia F.C., a sua volta, è una società che si è aperta in parte (ai tifosi), che detengono tuttora il 10% delle quote ed hanno il potere di nominare un consigliere nel CdA.
Attualmente soltanto Juventus e Lazio (club attualmente soggetto a mercato ristretto) risultano quotate, mentre altre società, come Atalanta, Fiorentina e Roma, hanno successivamente lasciato il mercato azionario.
Punti di forza e criticità
L’azionariato popolare presenta numerosi aspetti positivi: solidità, continuità nel tempo, maggiore coinvolgimento della tifoseria, trasparenza nella gestione e una migliore tutela contro eventuali operazioni speculative.
Esistono però anche criticità importanti: gli elevati costi di gestione di una società di Serie A, la necessità di una leadership forte, capace di assumere decisioni rapide, e il rischio che una gestione troppo condizionata dalla ricerca del consenso possa compromettere l’equilibrio economico della società.
Per queste ragioni, il modello che appare oggi più realistico è quello misto, con un imprenditore illuminato affiancato da una significativa partecipazione dell’azionariato popolare.
Il ruolo del Calcio Napoli e dell’Athletic Napoli
Nel caso del Calcio Napoli, è doveroso riconoscere che la gestione del Presidente Aurelio De Laurentiis ha riportato la società ai vertici del calcio italiano ed europeo. Per questo motivo il ruolo dei tifosi deve essere, come sempre, di sostegno alla S.S. Calcio Napoli, nel pieno rispetto della società e delle sue scelte.
L’Athletic Napoli non nasce per entrare in competizione con il Calcio Napoli, ma per disputare campionati minori, valorizzare i giovani calciatori della Campania e rappresentare un’opportunità di crescita per il territorio.
Le future forme di collaborazione dipenderanno anche dall’apertura che il Presidente Aurelio De Laurentiis vorrà riservare a queste iniziative.
L’obiettivo resta quello di sostenere il movimento calcistico campano, offrendo ai giovani un’opportunità di crescita e contribuendo, ciascuno secondo le proprie possibilità, al futuro della nostra squadra del cuore.
Il Comitato “Con Te Napoli” intende contribuire con iniziative concrete, tra cui la realizzazione di strutture sportive “chiavi in mano”, la promozione di iniziative benefiche, anche attraverso possibili sinergie con sponsor, e il lancio di start-up nei settori informatico, robotico, medico e ingegneristico-sportivo, valorizzando il know-how dei professionisti che ne fanno parte.
In conclusione, l’Athletic Napoli sarà sempre al fianco e cercherà di contribuire, in tutti i modi possibili, ai futuri successi della nostra squadra del cuore: la S.S. Calcio Napoli!

