Caos arbitri, Moggi: “Riedizione di Calciopoli”
“Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il più bravo. La differenza con me? Lui ha una società alle spalle”
Luciano Moggi non ha dubbi: “Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il più bravo di tutti”
Sono giorni caldi per il calcio italiano, l’indagine sui vertici arbitrali che ha portato agli avvisi di garanzia per il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni ha scosso ulteriormente l’ambiente.
La novità delle ultime ore è che non figurano tesserati di Inter o altri club nel registro degli indagati, nonostante le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni.
Secondo Moggi, le insinuazioni su Giuseppe Marotta (presidente dell’Inter) non sono casuali ma dipendono dalla sua bravura. “Chi vuole fargli le scarpe? Questo non lo deve chiedere a me”, nicchia l’ex direttore generale della Juventus
Per Moggi siamo a una sorta di “riedizione di Calciopoli“, è lo stesso ex direttore generale della Juventus, estromesso vent’anni fa dal calcio alla vigilia dei Mondiali vinti dall’Italia, a spiegarlo in un’intervista a Libero.
Caos arbitri, Moggi: “Riedizione di Calciopoli”
Che poi spiega provando a far notare analogie con il suo caso.
“Marotta è uno che sa costruire le squadre, conosce a memoria il calcio, è uno che sa dirigere, viene osannato. In questo calcio mediocre, distrutto nel 2006, i presidenti e i dirigenti capaci si contano sulle dita di una mano, le cito De Laurentiis e Percassi. E poi mi scusi: che interesse avrei, io, a difendere l’Inter?”.
Quale è stato il pensiero una volta letto dell’inchiesta su Rocchi? Moggi non ha dubbi:
“Siamo alla riedizione di Calciopoli, c’è qualcuno che vuole mettersi in evidenza indagando sul calcio. Da Calciopoli non è uscito niente: c’è stato un pm, Narducci, che ha detto che ho chiuso un arbitro in uno spogliatoio. Ha scambiato una battuta con un sequestro di persona: ma dai, su!”.
La giustizia tuttavia ha preso una traiettoria diversa:
La giustizia tuttavia ha preso una traiettoria diversa: “La Cassazione ha confermato che nessuna partita del campionato 2004-2005, quello finito al centro dell’attenzione di tutti, è stata alterata. Nessuna. In 170mila intercettazioni sa cos’hanno trovato su Moggi? Zero. Sono stati costretti a ricorrere al reato a consumazione anticipata”.
Marotta non è indagato, ma quali sono le differenze tra il presidente dell’Inter e Moggi? E’ lo stesso ex dirigente bianconere a spiegarle:
“La differenza che c’è tra Calciopoli e il caos di questi giorni è che Marotta ha una società alle spalle.
Pure ai miei tempi non era stato fatto niente: guarda caso l’avvocato della Juve, Zaccone, al quale spesso e volentieri quand’era in vita ho detto che o non aveva letto niente o non aveva capito niente, non mi ha mai querelato.
Così come Carraro, l’allora presidente della Figc, che ha detto un sacco di bugie
Così come Carraro, l’allora presidente della Figc, che ha detto un sacco di bugie. L’avvocato della Juventus che patteggia la retrocessione in serie B… È stato smentito dalla stessa sentenza del processo sportivo, “campionato regolare e nessuna partita alterata”.
Alla Juventus per Moggi, insomma, c’era voglia di scaricarlo cosa che invece non accade oggi all’Inter: “Morti l’avvocato Agnelli, il dottor Umberto e l’avvocato Chiusano è cambiato tutto. Evidentemente ero indigesto, ma mica solo io, l’intera triade (Moggi, Giraudo, Bettega, ndr), forse qualcuno anche più di me. Io in Fiat non ci sono mai stato…”.
Si passa poi a Gianluca Rocchi, indagato per frode sportiva in concorso. Moggi interviene in difesa dell’ex designatore:
“Io Rocchi lo conosco bene e le dico che è un galantuomo, una persona che non guarda in faccia nessuno, né il padre né la madre. E se rimprovera un arbitro di aver preso delle decisioni sbagliate ha pienamente ragione”.
Tra le contestazioni, oltre alla “bussata” al VAR di Udinese-Parma
Tra le contestazioni, oltre alla “bussata” al VAR di Udinese-Parma, Rocchi è indagato per aver “accomodato” alcune designazioni arbitrali favorevoli all’Inter: “Non entro nel dettaglio, non posso conoscere i particolari dell’inchiesta, però lui è una persona integerrima, di questo sono certo”, commenta Moggi.
L’ex dirigente della Juventus dice che “c’è un’aria particolare, si respira qualcosa come ai miei tempi”. Ma a cosa si riferisce Moggi?
“Prima di tutto devono eleggere il presidente federale, quindi c’è uno scontro tra diversi gruppi di interesse. Poi si ricorda quando volevano far fuori i designatori, Bergamo e Pairetto, perché erano in carica da troppi anni?”.

