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Sanità, migliora l’assistenza ma l’Italia resta divisa: Veneto, Emilia-Romagna e Toscana ai vertici

SANITA’ significa VITA e di fronte ad un valore unico e inestimabile -ovvero questo termine si riferisce a qualcosa che non può essere valutato economicamente o quantificato per quanto è grande, raro o infinitamente prezioso- tutti i cittadini del Mondo dovrebbero essere garantiti affichè possano vivere la loro esistenza in un modo decoroso e privo di sofferenze varie. Sofferenze? Si, la maggiore è rappresentata dalla precaria Salute: principio inviolabile da cui non possono esimersi – a livello di responsabilità- i vari GOVERNI del Pianeta Terra.

INGIUSTIZIA

Se poi trasliamo questa situazione in Paesi dove ci sarebbe la possibilità economica di fare fronte ad un dramma che accomuna molte persone, allora il dramma prende una connotazione diversa ed acquisisce l’atavico termine INGIUSTIZIA. Una disuguaglianza nell’accesso alle cure spinge milioni di italiani a rinunciare alle prestazioni mediche per motivi economici.

Incredibile, invece, che in uno Stato che viene considerato CIVILE, l’insieme delle istituzioni politiche, economiche e religiose sviluppate da una collettività in un determinato territorio ed epoca, peropetua queste disuguaglianze all’interno del propri territorio favorendo il divario tra Nord e Sud.

L’Italia godeva – illo tempore- di un servizio all’avanguardia: LA SANITA’ PUBBLICA che garantiva ogni cittadino, indipendentemente dalle regioni di appartenenza ed a varie condizioni sociali, le adeguate cure in tempo utile.

…MA OGGI E’ TUTTO CAMBIATO E SI ASSISTE INERTI AD UNA SITUAZIONE PIETOSA E DEPLOREVOLE:

Crescono prevenzione, cure territoriali e qualità dell’assistenza sanitaria in gran parte del Paese, ma resta il divario tra Nord e Sud. Il monitoraggio del Ministero della Salute sui Livelli conferma ai primi posti Veneto, Emilia-Romagna e Toscana

Tanto per cambiare o per renderci conto di assurde disparità – La sanità italiana migliora, ma non cancella la distanza tra Nord e Sud

La sanità italiana migliora, ma non cancella la distanza tra Nord e Sud. È questa la fotografia scattata dal monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) del Ministero della Salute, che registra progressi quasi ovunque, soprattutto nella prevenzione e nelle cure sul territorio, ma conferma una geografia sanitaria ancora profondamente diseguale. 

In cima alla classifica si ritrovano ancora una volta …!

In cima alla classifica si ritrovano ancora una volta Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, regioni che continuano a distinguersi per qualità dei servizi, organizzazione e capacità di risposta ai bisogni dei cittadini. Il Veneto, in particolare, guida sia l’assistenza ospedaliera sia quella territoriale, confermandosi il punto di riferimento del sistema sanitario nazionale. 

Sanità- Evidenziati però miglioramenti riguardo alle cure di prossimità…

Evidenziati però miglioramenti riguardo alle cure di prossimità: quelle che dovrebbero evitare ai cittadini di dover ricorrere sempre all’ospedale. È proprio l’assistenza territoriale a registrare i progressi più significativi rispetto agli anni precedenti, con miglioramenti evidenti anche in regioni tradizionalmente più in difficoltà come Sicilia, Abruzzo e Calabria. 

Passi avanti anche sul fronte della prevenzione:

Passi avanti anche sul fronte della prevenzione: screening, vaccinazioni e attività di controllo mostrano risultati in crescita in molte aree del Paese, con Trento, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Lombardia ai vertici degli indicatori ministeriali.

La qualità dell’assistenza continua a dipendere troppo dal luogo in cui si vive!

Resta però un dato difficile da ignorare: la qualità dell’assistenza continua a dipendere troppo dal luogo in cui si vive. Se nelle regioni più virtuose i servizi raggiungono livelli elevati, nel Mezzogiorno persistono criticità che si riflettono sui tempi di cura, sull’organizzazione dei servizi e, spesso, sulla mobilità sanitaria dei cittadini costretti a spostarsi per ricevere prestazioni migliori. 

Sanità – rapporto del Ministero

Il rapporto del Ministero racconta dunque una sanità che mostra segnali di vitalità e capacità di recupero, ma che non ha ancora risolto il grande tema di garantire a tutti gli stessi diritti indipendentemente dalla regione di residenza.

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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