Notizie
Lun. Nov 2nd, 2026
Foto: Change.org

Pioli : “Ho sfiorato la panchina della Nazionale italiana”

“Moreira mi ha impressionato, a Firenze ho sbagliato”

Stefano Pioli torna a parlare del proprio futuro e del calcio italiano. L’ex allenatore di Milan e Fiorentina è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, durante la trasmissione Sky Calcio Club, affrontando diversi argomenti legati alla sua carriera e all’attuale stagione di Serie A 2026/2027.

Dalla delusione vissuta a Firenze alla possibilità di guidare la Nazionale italiana, fino ai ricordi dello scudetto conquistato con il Milan: Pioli ha ripercorso alcuni momenti significativi del proprio percorso professionale.

Non sono mancate le considerazioni sulla Juventus di Luciano Spalletti, vittoriosa contro il Napoli, e sul lavoro di Cesc Fabregas al Como. Spazio anche alle prestazioni dei rossoneri allenati da Ruben Amorim, con particolare attenzione a Moreira, Rabiot e Rafael Leao.

SULLA POSSIBILITÀ DI ALLENARE LA NAZIONALE ITALIANA – «Ho sfiorato la panchina della Nazionale italiana, non da moltissimo».

SULLA VITTORIA DELLA JUVENTUS CONTRO IL NAPOLI E SULLE SCELTE DI SPALLETTI – «La Juve ha tanti esterni, ha fuori Yildiz e Conceicao e penso che la coppia Kolo Muani e Woltemade abbia un senso. Credo sia stato bravo Luciano ad interpretare bene la partita, i cambi gli hanno dato ragione e sono stati premiati.

magari gli sta mancando la giocata decisiva. Non mi piace il ritiro. Nei momenti negativi stare cosi dentro tutto il giorno, pensi sempre a quello. Secondo me bisogna lavorare di qualità e quando le cose non vanno bene l’unica soluzione non può essere il ritiro.

Non credo che la Juve oggi abbia vinto perché è andata in ritiro. Nel secondo tempo è stata una partita equilibrata poi un gran gol di Alajbegovic ha cambiato la partita».

SULL’ESPERIENZA ALLA FIORENTINA, GLI ERRORI COMMESSI E LA VOGLIA DI TORNARE IN PANCHINA – «In questo momento mi manca allenare. Dopo l’esperienza di Firenze… lì ci tenevo tanto a fare bene e invece è andata male, ho avuto bisogno di staccare. Ho avuto qualcosa dall’estero ma non l’ho preso in considerazione.

Credo di aver sbagliato ad avere alzato troppo l’asticella in un’ambiente cosi caloroso e cosi passionale ho messo sotto pressione la squadra e non ce n’era bisogno.

Qualche risultato poteva essere diverso per le prestazioni che abbiamo fatto però le pressioni che ci sono state non ci hanno permesso di esprimerci.

Sicuramente oggi è stata fatta una campagna acquisti di livello, sono stati presi giocatori forti e di prospettiva. Ci vuole pazienza ma non sempre in Italia e soprattutto a Firenze c’è questa pazienza».

SUL COMO DI FABREGAS E SUL CONFRONTO CON IL CALCIO DI GASPERINI – «Il Como ha messo al centro la figura dell’allenatore, la figura di Cesc. Ho visto delle cose interessanti. Ha scelto giocatori funzionali, sono tutti giocatori che sanno stare in campo che si sanno smarcare e sanno muoversi.

E’ il primo anno che fanno le coppe, si stanno prendendo delle grandi soddisfazioni. Stanno continuando sulla loro strada con grande qualità e grande convinzione, è un bellissimo ambiente.

Ogni allenatore ha il suo modo di giocare. Tra Gasperini e Fabregas c’è distanza, ma entrambi propongono un calcio spettacolare e offensivo. Ci sono diverse mentalità e diversi modi di approcciare la partita. Ci sono tanti modi per arrivare a un risultato positivo».

SULLO SCUDETTO CONQUISTATO CON IL MILAN, IL PRESSING E IL RENDIMENTO DI LEAO – «Credo che la bravura dell’allenatore sia adattarsi alle caratteristiche dei giocatori. In quella squadra lì avevo giocatori che se li facevo difendere bassi li mettevo in difficoltà.

Dipende sempre dall’intensità e dell’energia con la quale pressi in avanti, o stai basso o stai alto ma se vuoi stare alto devi farlo con un’intensità importante. L’anno dello scudetto Rafa è stato devastante, quando si vince si crea qualcosa di particolare nello stesso gruppo di lavoro. Post scudetto non siamo stati bravi io, Paolo (Maldini, ndr) e Ricky (Massara, ndr), ma anche lui. Rafa non può seguire un terzino fino in fondo, può farlo ma poi non lo fa».

SUL MILAN DI AMORIM, LA CRESCITA DI MOREIRA E RABIOT E IL CONTRIBUTO DI MODRIC E GONCALO RAMOS – «Moreira come Leao? L’ho visto anche contro il Sassuolo è mi ha impressionato. Lui e Rabiot hanno un gamba davvero importante. Il Milan ha fatto un’ottima partita, Maignan ha fatto una grande parata… però con i primi 11 è una squadra forte per davvero, quando Amorim ha fatto qualche cambio in più ha fatto più fatica.

Ci ha messo un po’ ad arrivare a questo punto perché aveva giocatori che arrivavano probabilmente sono arrivati con dei problemi e ci vuole tempo a trovare ritmo e condizione. I risultati si stanno vedendo.

Anche Modric ha ancora una gamba importante. Goncalo Ramos fa un grande lavoro per la squadra è un giocatore molto valido“.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *