Osimhen : “Ecco cosa è successo davvero”
“Giuntoli ha provato a portarmi alla Juve, Galatasaray club che amo. Addio al Napoli? Ecco cosa è successo davvero”
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Victor Osimhen ha rilasciato queste dichiarazioni.
“Ho trovato un club e una città che amo, forse è stato un colpo di fortuna. Appena arrivi a Istanbul capisci come mai chiunque abbia giocato qui si sia innamorato della squadra e della gente. Non avevo mai provato nulla di simile”.
SPALLETTI – “Si diceva che litigassimo, però non era vero: lo stimo tanto. Ha dormito per mesi nel centro sportivo del Napoli, lavorando giorno e notte per convincerci che potevamo vincere lo scudetto. Ha portato Kim, Anguissa, Kvaratskhelia e anche me al top della condizione, trionfando con un club che non ci riusciva da decenni. Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore”.
“Sarà stimolante sfidare un top club. Sappiamo di non poterci concedere distrazioni, perché contro di loro ogni errore può costare carissimo. E poi ritroverò Spalletti”.
“Oggi potrei essere in altri due top club di Serie A. Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve. Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse ma sapevo che lui (De Laurentiis, che Osimhen non cita mai, ndr) non mi avrebbe lasciato partire. In ogni caso, l’interesse c’era eccome. E quando ti chiama la Juve, a prescindere da tutto, devi sederti e ascoltare”.
“A me dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto. Alcuni di loro si sono presentati davanti a casa mia chiedendomi spiegazioni. Ci siamo confrontati, a loro chiedevo di mettersi nei miei panni. Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente”.
“Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana”.
RAPPORTO IN PRECEDENZA CON DE LAURENTIIS – “Avevamo un gentlemen agreement in base al quale l’estate successiva sarei potuto partire, ma dall’altra parte l’impegno non è stato mantenuto del tutto. Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di trattamento. Non sono un burattino”.
RICUCIRE LO STRAPPO – “Certo, anche se hanno detto in giro che non mi voleva in squadra. Siamo seri? Quale allenatore in quel momento non mi avrebbe voluto? Appena arrivato, Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che, nonostante tutto, voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta: non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice”.
COSA MI DISPIACE DI PIU’? – “Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis mi ha chiamato più volte. Stop. Nel frattempo si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque. Per loro il Napoli viene prima di tutto”.


[…] Ho sentito l’intervista di Osimhen, in cui ha parlato in inglese, diceva di essere stato trattato come un cane. Ma c’è una distinzione linguistica da fare, perché intendeva dire che il Napoli lo volesse cedere ad altri club. In italiano invece usiamo questa terminologia per qualcosa di più offensivo e pesante. Per quanto riguarda il caso del video di TikTok, ricordo che io e Nicola Lombardo abbiamo calmato Osimhen, era inviperito il giorno dopo l’uscita di quel video. Siamo stati accusati di razzismo ma non c’era nulla nel voler colpire un calciatore nostro, si voleva solo fare un po’ di ironia. […]
[…] mi è mai successo che un calciatore si comportasse come ha fatto Osimhen con Spalletti, ma devo dire che è giusto. Ha fatto bene a […]
[…] Puoi dirci qualcosa sul suo rapporto con Lang? E magari anche con Osimhen […]
[…] che c’erano all’interno: c’era malumore generale, problemi con la società, Osimhen che non si allenava mai, Kvara che non era felice. Insomma, potrei elencare tantissimi […]