Tensione tra il tifo organizzato e la SSC Napoli prima della sfida contro la Roma. La Curva B denuncia il divieto di esporre una coreografia dedicata alla città e ai suoi tifosi. Durissimo l’attacco alla società e al presidente Aurelio De Laurentiis.
Napoli-Roma, la coreografia della Curva B bocciata dalla società
Non c’è pace nel rapporto tra la SSC Napoli e una parte del tifo organizzato azzurro. A poche ore dalla sfida contro la Roma, in programma allo stadio Diego Armando Maradona, esplode una nuova polemica che coinvolge direttamente la Curva B e la dirigenza partenopea.
Al centro della contestazione c’è una coreografia che gli ultras avrebbero voluto realizzare sugli spalti, accompagnata dalla scritta «Napoli è della gente», una frase profondamente legata alla passione popolare e all’identità del tifo napoletano.
Secondo quanto denunciato dalla Curva B attraverso la fanzine Evoluzione, la società azzurra avrebbe negato l’autorizzazione alla realizzazione della coreografia, ritenendo il messaggio provocatorio nel contesto delle tensioni esistenti tra il club e i gruppi organizzati.
La risposta attribuita alla SSC Napoli: «Contenuto provocatorio»
A far discutere è soprattutto la motivazione del divieto. Nella fanzine viene infatti riportata una comunicazione attribuita alla società, nella quale si spiega perché la coreografia non sarebbe stata autorizzata.
«Gentile tifoso, le comunichiamo che la coreografia non può essere approvata. Difatti, il contenuto della stessa è ritenuto provocatorio, alla luce dei dissidi e delle contestazioni in essere nei confronti della società. Restiamo a disposizione per informazioni e chiarimenti».
Una posizione che ha immediatamente alimentato il malcontento degli ultras, convinti che la frase non contenga alcuna offesa o provocazione nei confronti del club.
Per la Curva B, infatti, «Napoli è della gente» rappresenta un messaggio di appartenenza, un’espressione dell’amore per la maglia e per una squadra che costituisce una parte fondamentale dell’identità cittadina.
La Curva B attacca De Laurentiis: «Vogliono estromettere il tifo organizzato»
La reazione degli ultras non si è fatta attendere. Attraverso le pagine di Evoluzione, la Curva B ha contestato duramente la decisione, interpretandola come un ulteriore episodio dello scontro con la società.
«La risposta assurda è l’ennesima negazione da parte della SSC Napoli. Ancora adesso ci domandiamo cosa ci sia di provocatorio in questa frase a tutti noi tanto cara».
Ma la protesta va ben oltre la singola coreografia. Gli ultras accusano il presidente Aurelio De Laurentiis di voler progressivamente ridimensionare il ruolo del tifo organizzato all’interno dello stadio.
«Le ragioni di questa follia, apparentemente ignote, rendono evidente il suo disegno di estromettere il tifo organizzato dallo stadio».
Si tratta di accuse pesanti, che testimoniano quanto sia diventato complicato il rapporto tra una parte della tifoseria e i vertici del Napoli.
Dallo stadio al centro sportivo: tutte le accuse della Curva B
Nel comunicato, gli ultras allargano il fronte della contestazione, chiamando in causa anche alcune questioni legate alla programmazione e alle infrastrutture del club.
La Curva B sostiene che le tensioni con il tifo organizzato finiscano per distogliere l’attenzione da problematiche societarie considerate ben più importanti.
«Arma di distrazione di massa! Non è superfluo supporre che voglia distogliere l’attenzione dalle reali lacune societarie».
Nel mirino finiscono il settore giovanile, il centro sportivo e il progetto per un nuovo stadio, argomenti sui quali gli ultras lamentano promesse non mantenute.
«Basti pensare a tutte le promesse fatte e mai mantenute: settore giovanile mai decollato; celebrazione della prima pietra del centro sportivo annunciato e mai realizzato; progetto di costruzione del nuovo stadio più volte proclamato nei vari territori (Bagnoli, Afragola e Gianturco) e puntualmente arenatosi».
La contestazione si conclude con un’ulteriore accusa rivolta direttamente al presidente.
«Motivo per il quale il sig. De Laurentiis mette in atto una sistematica denigrazione nei nostri confronti».
Napoli, cresce la distanza tra società e ultras: il Maradona al centro dello scontro
La vicenda della coreografia vietata rappresenta un nuovo capitolo di un rapporto sempre più difficile tra la società azzurra e il tifo organizzato.
A rendere particolarmente delicata la questione è il significato della frase scelta dagli ultras. «Napoli è della gente» non è soltanto uno slogan da esporre sugli spalti, ma un concetto che richiama il legame storico tra la squadra, la città e i suoi sostenitori.
Da una parte c’è la posizione attribuita alla società, che considera il messaggio provocatorio alla luce delle contestazioni in corso. Dall’altra quella della Curva B, che rivendica il diritto di esprimere la propria appartenenza attraverso una coreografia.
Intanto, mentre il Napoli si prepara ad affrontare la Roma, la polemica rischia di spostare l’attenzione dal campo agli spalti, alimentando ulteriormente una frattura che continua a far discutere l’ambiente partenopeo.

