Trump inaugura il Board of Peace: “Alcuni Paesi fanno i furbi, ma si uniranno tutti | Il Board vigilerà che l’Onu funzioni bene”
I partecipanti si impegnano a versare oltre sette miliardi di dollari. Cinque Paesi hanno offerto soldati per una forza di pace
“Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso”: Donald Trump ha aperto così la prima riunione del Board of Peace a Washington. Il presidente degli Stati Uniti -come riporta TGCom – ha parlato di “un grande giorno”, affermando che l’intento della riunione “è molto semplice: la pace”. Pace, ha detto, “è una parola semplice da dire, ma difficile da produrre”. Il tycoon ha iniziato la riunione divagando dal tema di Gaza al Board of Peace, per il quale è nato, parlando di economia, dazi, elencando ed elogiando i leader presenti, le relazioni che ha con ciascuno e vantandosi dell’endorsement che ha dato ad alcuni di loro, come l’argentino Milei e l’ungherese Orbán.
Alla riunione anche il vicepremier Antonio Tajani per rappresentare l’Italia, presente in qualità di Paese ossevatore. “Quasi tutti hanno accettato” l’invito “e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po’ facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me”, ha commentato l’inquilino della Casa Bianca. “Stanno giocando un po’, ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente”.
Una serie di Paesi, ha aggiunto, si è impegnata a versare complessivamente oltre sette miliardi di dollari per il Board of Peace, mentre gli Stati Uniti contribuiranno con dieci miliardi: “Se si confronta questo dato con il costo della guerra, si tratta di due settimane di combattimenti, sono una cifra molto piccola. Sembra tanto, ma è una cifra molto piccola”, ha sottolineato il tycoon.
Cos’è il Board of Peace per Gaza promosso da Trump?
È un organismo internazionale creato su iniziativa degli Stati Uniti nel 2026 per supervisionare cessate il fuoco, stabilizzazione e ricostruzione della Striscia di Gaza.
È un’agenzia dell’Onu?
No. È richiamato in una risoluzione ONU ma non è un’agenzia delle Nazioni Unite né un organismo multilaterale tradizionale.
Chi lo guida?
Donald Trump ne è presidente a vita, con poteri di nomina, invito e revoca dei membri.
Chi ne fa parte?
Vi aderiscono Stati che hanno firmato lo statuto su invito americano, tra cui Paesi del Medio Oriente e altri partner come Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e Ungheria. Sono presenti anche figure nominate dagli Stati Uniti nell’organo esecutivo.


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