Mondiali 2026, i grandi assenti
Da Kvara a Osimhen, Lewandowski e gli Azzurri, chi non ci sarà. La top 11 degli esclusi
Il Mondiale a 48 squadre doveva essere una festa globale. Invece, la rassegna al via l’11 giugno rischia di passare alla storia come l’edizione dei grandi rimpianti. Un paradosso: aumentano i posti, ma lo show perde i suoi pezzi pregiati tra verdetti del campo, infortuni e scelte dei ct.
Chi non sarà ai Mondiali
La ferita più profonda sanguina in Italia. Per la terza volta consecutiva la Nazionale guarderà il torneo in tv: un digiuno dal 2014 che tiene fuori Gianluigi Donnarumma, Riccardo Calafiori, Sandro Tonali e Nicolò Barella. Ma i verdetti delle qualificazioni sono stati spietati ovunque, privando la manifestazione di nomi pesantissimi e di primissimo piano.
I grandi assenti
L’Europa perde anche la Danimarca del bomber Rasmus Hojlund, la Serbia il portiere Mile Svilar (in realtà desideroso di giocare con il Belgio), l’Ungheria di Dominik Szoboszlai. Il flop della Polonia taglia Robert Lewandowski e Piotr Zielinski, l’eliminazione dell’Austria ferma David Alaba, mentre la caduta della Georgia costa il posto a Khvicha Kvaratskhelia. Fuori dal Vecchio Continente, se per Camerun e Costa Rica lo stop è recente, e il Cile certifica il crollo della sua generazione d’oro, spegnendo l’ultimo ballo di Alexis Sánchez. Clamoroso anche il vuoto della Nigeria, priva di Victor Osimhen e Ademola Lookman.
l dramma degli infortunati
C’è poi il dramma degli infortunati, che spezza i sogni dei brasiliani Eder Militao, Rodrygo e Wesley, del tedesco Marc-André ter Stegen, del francese Lucas Hernandez e del talento olandese Xavi Simons. Infine, le scelte dei ct: il francese Didier Deschamps rinuncia a Khéphren Thuram e Randal Kolo Muani, mentre l’Argentina fa a meno di Paulo Dybala.
La Top 11 degli esclusi
Insieme, gli esclusi formerebbero una “Top 11” da titolo, con alternative di lusso in ogni reparto. In porta Donnarumma. Difesa con Calafiori e Militão centrali, Alaba a sinistra ed Ederson a destra. In mediana Tonali e Szoboszlai. Sulla trequarti Kvaratskhelia e Rodrygo a supporto del tandem Osimhen-Dybala, con Højlund pronto a subentrare.
Mondiali 2026, i grandi assenti
Da Best a Weah, i grandi esclusi della storia
La storia ha spesso respinto i più forti, da George Best e Ryan Giggs fino a George Weah. Il caso più clamoroso resta Alfredo Di Stéfano: la leggenda del Real Madrid non giocò mai un Mondiale tra ritiri politici delle federazioni, mancate qualificazioni e un infortunio nel 1962. Il conto alla rovescia sta per scadere. Lo spettacolo rischia di debuttare senza la sua luce migliore. Lo sapeva bene César Luis Menotti, CT dell’Argentina campione nel 1978: “I giocatori sono la parte più importante del gioco”. Il torneo troverà nuovi eroi, come sempre, ma raramente si era lasciato a casa così tanti protagonisti.


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