Al termine di Pisa-Napoli, gara vinta dagli azzurri per 0-3, Conte, allenatore del SSC Napoli, ha parlato a cuore aperto nella conferenza stampa di fine stagione, affrontando temi delicati come il futuro personale, gli infortuni, il rapporto con il presidente e la crescita del gruppo azzurro.

Domanda: Mister, che giudizio dà alla stagione e cosa può dire sul suo futuro?

Se ricordate bene, nella prima conferenza a Dimaro dissi che dovevamo prepararci ad una stagione complessa. Lo dissi anche perché già l’anno scorso c’erano tante voci sulla mia possibile partenza. Però ho sempre detto una cosa: spero che quando finirà il mio ciclo qui io possa lasciare una base solida

Una base che continui a lottare per dare fastidio alle solite note, cioè Juventus, Inter e Milan.

Noi quest’anno siamo stati costretti a cambiare tantissimo. Sono arrivati undici giocatori nuovi. E non perché volevamo spendere soldi, come ho sentito dire. Quando non hai determinati giocatori sei costretto ad intervenire sul mercato.

Io avrei fatto volentieri a meno di inserire undici calciatori tutti insieme, ma era inevitabile. Quando cambi così tanto è normale avere difficoltà, perché entrano undici teste nuove che devono andare in simbiosi con il gruppo già esistente.

Ci sono state difficoltà di inserimento e questo ci ha penalizzato soprattutto nel gestire tutte le competizioni.”

“Gli infortuni? Basta parlare di metodologie”

Il tecnico ha poi risposto alle critiche ricevute durante la stagione riguardo ai numerosi stop fisici.

Ho sentito parlare di metodologie, di allenamenti… ma qui parliamo di infortuni traumatici.

Cosa significa? Che non è colpa della preparazione se si fanno male giocatori come Romelu Lukaku o Kevin De Bruyne.

Non è che abbiamo preso una mazza e abbiamo rotto le caviglie a Meret o il ginocchio a Di Lorenzo.

Sono stati infortuni gravi, traumatici, e in quei casi puoi solo essere bravo a gestire l’emergenza. E secondo me noi lo siamo stati.”

Il ringraziamento ai giocatori meno utilizzati

L’allenatore ha elogiato chi si è fatto trovare pronto nei momenti difficili.

Ringrazierò sempre ragazzi come Vergara ed Elmas. Dovevano essere dei comprimari e invece sono diventati importanti.

Ci hanno permesso di restare nelle posizioni alte della classifica e oggi ci giochiamo la Champions anche grazie a loro.

In quel periodo difficile siamo riusciti pure a vincere la Supercoppa contro squadre fortissime.”

Tra i club citati:

  • Juventus
  • Internazionale Milano
  • AC Milan
  • Bologna FC

Il grande rimpianto europeo

C’è una delusione che le è rimasta dentro?

La delusione di Copenaghen è stata enorme. Anche se eravamo pochi e stanchi, stavamo vincendo 1-0 in dieci contro undici

Con quella vittoria avremmo fatto qualcosa di importante. Invece siamo usciti per un rigore e quella ferita è rimasta dentro lo spogliatoio.”

Il rapporto con i tifosi

Il mister ha poi dedicato parole importanti ai sostenitori azzurri.

Devo ringraziare le curve e tutti i tifosi. Non lo dico per fare il ruffiano, ma perché ci sono stati vicini davvero.

Parliamo di persone che lavorano, fanno sacrifici e spendono soldi per seguirci ovunque. Potevano mollarci nei momenti difficili, invece non l’hanno fatto.

Questa sinergia tra squadra e tifosi ci ha aiutato tantissimo.”

Futuro e rapporto con il presidente

Ha già deciso cosa farà il prossimo anno?

Con il presidente c’è un rapporto di amicizia sincero. Lui conosce già da un mese il mio pensiero

Abbiamo parlato delle cose positive e di quelle che mi sono piaciute meno. Poi sarà giusto fare chiarezza con serenità.

Io sarò sempre grato a Napoli e al presidente perché mi hanno dato la possibilità di allenare in una piazza unica.”

Il tecnico ha poi spiegato cosa significhi vivere l’esperienza Napoli:

“Napoli devi viverla per capirla davvero. Qui la passione la senti ogni giorno, nel bene e nel male

E la cosa più bella sono stati i festeggiamenti. Mi hanno sempre detto una cosa: vincere a Napoli vale dieci volte più che altrove.”

McTominay e Hojlund hanno battuto i loro record tra gol e assist. Quanto sono cresciuti?

Sono cresciuti tantissimo.

McTominay è diventato un centrocampista completo, è cresciuto in maniera esponenziale.

Hojlund invece è ancora molto giovane, ha 23 anni e deve continuare a lavorare ogni giorno per migliorarsi. Deve ascoltare l’allenatore e continuare così perché ha margini enormi.

Sono ragazzi positivi, sorridenti, che amano Napoli e questa passione.

Secondo me Olund può diventare uno dei migliori attaccanti in circolazione.

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