Stravolti i ruoli: il Club comanda. Il Napoli potrebbe ripetere il finale di stagione dell’anno scorso …

Foto: Gli Eroi del Calcio

Il Napoli è chiamato in questo minitorneo ad affrontare le partite come se fossero delle autentiche finali

A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla Giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Paolo Paganini, giornalista Rai

“Napoli? Mi sembra che si siano stravolti i ruoli. La Società è quella che comanda, l’allenatore è pur sempre un dipendente. Conosciamo Conte, e queste cose non le ha fatte solo a Napoli. Con il Chelsea andò in causa. Quando lo prendi ad allenare, ci sono sicuramente tantissimi vantaggi, ma anche dei contro. Dopo le recenti dichiarazioni sui tifosi, non sarei così certo della sua permanenza. Come si fa a dire una cosa del genere? Il calcio è passione, e Napoli è un emblema da questo punto di vista. La gente magari prende le ferie e va in vacanza lì per vedere i propri beniamini.

Ormai il calcio è diventato uno Sport che non appassiona più; invece, deve tornare ad attrarre la gente. Secondo me De Laurentiis sta già valutando un ipotetico nuovo allenatore, che potrebbe essere il suo vecchio pallino Vincenzo Italiano, anche perché non arriverebbe solo lui, visto che va aggiunta una figura di carisma. Per me sta pensando anche a Sartori come direttore generale, con Italiano in panchina e Manna come direttore sportivo, essendo bravo a livello di mercato estero. Sartori a Bergamo con Gasperini non ha avuto un rapporto idilliaco. Lui è come Massara, parla pochissimo. Il piano A di De Laurentiis credo sia quello di smussare gli angoli di Conte, che ha un contratto fino al 2027, altrimenti per me il primo a cui sta pensando è proprio Vincenzo Italiano.

Mercato del Napoli? Lang e Lucca sono costati tantissimo, e non ti puoi permettere di deprezzarli. Ora ti torneranno indietro. Lang ha fatto bene al Galatasaray e probabilmente verrà riscattato, ma di Lucca cosa si farà? Il Napoli ci tiene al bilancio, però ha speso tanto in questi mesi. Ti ritorna uno come Lucca, pagato quasi 40 milioni, e non puoi deprezzarlo. Devi trovare il modo per piazzarlo nella maniera giusta. Monte ingaggi? L’atteggiamento di Lukaku lo valuto come indizio del fatto che Conte potrebbe andare via, perché il belga fu la prima richiesta del mister quando divenne l’allenatore del Napoli, malgrado ci fosse ancora Osimhen in rosa.

Ora non credo che Lukaku sia impazzito, nonostante questo non sia un atteggiamento da professionista. Ha sempre avuto un rapporto padre-figlio con Conte, quindi mi sembra strano. Ha ancora un anno di contratto, ma non so se resterà. De Bruyne è stato la ciliegina del mercato del Napoli, voluta da De Laurentiis. Se fosse stato per Conte, non so, siccome lui voleva fortemente Ndoye. Sono due situazioni che andranno valutate”.

A Stile Tv, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Nando Coppola, doppio ex della sfida Parma-Napoli

“Se penso che Paolo Paganini e Nando Coppola Il calcio ti porta a dover e a poter pensare in ottica ottimistica, soprattutto per chi insegue. Oltretutto, l’Inter oggi è orfana di Lautaro e in passato ha dimostrato scricchiolii senza di lui, perché a prescindere dai gol è comunque un giocatore che impregna la squadra di personalità e trasmette anche ai compagni un senso di sicurezza, un appoggio. Oltre a questo, anche la difficoltà altalenante che si è dimostrata negli ultimi tempi dal punto di vista fisico, può essere un contraccolpo. È ovvio che il Napoli è chiamato in questo minitorneo ad affrontare le partite come se fossero delle autentiche finali.

Conte? Per quanto mi riguarda posso confermare la sua grande abilità e capacità nel trasmettere la sua fame di vittoria ai giocatori. Questo sicuramente è stato un crocevia della mia carriera, ti tira fuori delle cose che pensi di non avere e di non poter fare. Quanto è cambiato da questo punto di vista negli anni? Non saprei, perché non lo vivo più come ai tempi; ci siamo incontrati a Napoli spesso, ma credo che non sia cambiato di una virgola: la fame di vittorie, e questo senso di responsabilità che chiede ai calciatori, sono le qualità che non cambierà mai.

Con Pecchia abbiamo fatto due anni e mezzo fantastici, in una piazza che ti permette comunque di esprimerti e di proporre le tue idee e il tuo modo di lavorare. Ci siamo riusciti anche molto bene, al di là dell’epilogo finale con l’esonero, però penso che siamo usciti a testa alta e con la coscienza a posto. A posteriori è facile parlare, però la partita contro il Napoli dell’anno scorso, ad agosto, è stata uno sparti acque perché la prestazione ci ha fatto credere che potevamo giocare in un certo modo. Invece alla lunga con l’accumulo di sconfitte si creano incertezze e dopo non puoi più lavorare tanto sull’entusiasmo ma sul convincimento dei giocatori a continuare.

Per il Napoli probabilmente lo è stato in senso opposto e in senso positivo perché veniva dalla sconfitta di Verona e poi la vittoria con il Bologna, aver vinto ha comunque permesso di lavorare con più serenità. A noi non ha tolto serenità però magari con una vittoria avremmo lavorato più sulla convinzione, più su certezze e invece dopo dovevamo convincere i giocatori – giovanissimi oltretutto – a dover affrontare un campionato più in salita”.

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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