Starace: “Il ritiro è un dramma sia per i calciatori che per lo staff. A Molveno porto ancora nel cuore ricordi bellissimi”
Lo storico magazziniere del Napoli racconta i retroscena della preparazione estiva: “Sono settimane durissime, ma anche ricche di emozioni”
Quando si parla di Napoli, non si può non pensare a Tommaso Starace, storico magazziniere azzurro e autentica istituzione del club partenopeo. Dopo aver vissuto decine di ritiri estivi al fianco di allenatori, dirigenti e campioni che hanno scritto la storia della società, Starace ha raccontato alcuni retroscena della preparazione precampionato, tra sacrifici, aneddoti e ricordi che ancora oggi custodisce con grande affetto.
Con il suo immancabile sorriso, Starace ha descritto il ritiro estivo come uno dei momenti più impegnativi dell’intera stagione.
“Il ritiro è un dramma sia per i calciatori che per lo staff.”
Una frase pronunciata con ironia, ma che rende perfettamente l’idea dell’intensità di quelle settimane, durante le quali la squadra lavora senza sosta per costruire la condizione fisica e tattica che servirà ad affrontare una stagione lunga e ricca di impegni.
Giornate infinite tra allenamenti e organizzazione
Il lavoro durante il ritiro non riguarda soltanto i calciatori. Dietro ogni seduta d’allenamento c’è un’organizzazione meticolosa che coinvolge decine di persone.
Lo staff tecnico, i preparatori atletici, i fisioterapisti, i medici e i magazzinieri iniziano a lavorare dalle prime ore del mattino e spesso terminano soltanto a tarda sera. Ogni dettaglio deve essere perfetto: dalla preparazione del materiale tecnico alla gestione dell’abbigliamento, fino all’organizzazione dei campi e delle sedute di lavoro.
Starace conosce meglio di chiunque altro questa realtà, avendola vissuta per tantissimi anni al fianco del Napoli.
Il ricordo speciale di Molveno
Tra i tanti ritiri che hanno accompagnato la storia recente del club, ce n’è uno che occupa un posto speciale nel cuore dello storico magazziniere.
“A Molveno porto un ricordo bellissimo.”
Le estati trascorse nella località trentina sono rimaste impresse nella memoria di Starace per l’atmosfera familiare che si respirava, per il calore dei tifosi e per il rapporto speciale che si era creato tra squadra, staff e sostenitori.
Ogni allenamento diventava una festa, con centinaia di appassionati pronti ad attendere i giocatori per un autografo o una fotografia. Momenti semplici, ma capaci di rafforzare il legame tra il Napoli e il suo popolo.
Il valore umano del ritiro
Oltre al lavoro atletico, il ritiro rappresenta anche un’occasione preziosa per costruire il gruppo. È il periodo in cui i nuovi arrivati si integrano con il resto della squadra, nascono amicizie, si consolidano i rapporti all’interno dello spogliatoio e si gettano le basi per affrontare insieme le difficoltà della stagione.
Starace ha avuto il privilegio di osservare da vicino generazioni di campioni, assistendo alla nascita di gruppi che hanno poi conquistato trofei e regalato emozioni indimenticabili ai tifosi azzurri.
Una figura simbolo del Napoli
Con la sua disponibilità, la sua simpatia e il suo attaccamento alla maglia, Tommaso Starace è diventato negli anni molto più di un semplice magazziniere. È uno dei volti più amati dell’ambiente azzurro, un punto di riferimento per giocatori, allenatori e tifosi.
Le sue parole raccontano un lato del calcio spesso poco conosciuto, fatto di sacrificio, dedizione e passione. Dietro ogni successo ci sono infatti tante persone che lavorano lontano dai riflettori, contribuendo ogni giorno alla crescita della squadra.
Con l’inizio del nuovo ciclo guidato da Massimiliano Allegri, anche Starace si prepara a vivere un’altra estate intensa. Cambiano gli allenatori e i protagonisti in campo, ma lo spirito del ritiro resta sempre lo stesso: tanto lavoro, fatica e il sogno di costruire un Napoli capace di regalare nuove soddisfazioni ai propri tifosi.

