La partita di ieri contro il Lecce mostra all’Italia intera cosa avrebbe potuto dare quest’anno il Napoli senza l’incredibile serie di infortuni. Moltissimi infortuni che hanno devastato una stagione programmata per il raggiungimento di obiettivi molto ambiziosi. Questa programmazione era possibile effettuarla grazie all’allestimento di una squadra competitiva, variegata, forte già da subito ma con ampie prospettive future. Una rosa lunga insomma che avrebbe dovuto garantire una stabilità e continuità di risultati su ogni fronte che vedeva impegnata la squadra partenopea. Ieri infatti abbiamo assistito ad una partita dalla doppia faccia quasi a voler sintetizzare il volto oscuro e allo stesso tempo il volto luminoso di questa annata bizzarra.
Napoli: primo tempo da rivedere…
Il Napoli affronta la partita sotto ritmo subendo un ottimo e spavaldo Lecce. La squadra salentina affronta i partenopei senza paura e con sfrontatezza sin da subito. Trova il gol su calcio d’angolo mettendo in risalto tutti gli automatismi difensivi che quest’anno a Napoli, sui calci da fermo sopratutto, sembra incredibilmente aver smarrito. Il Napoli sembra subire il colpo e si mostra per quasi 40 minuti incapace di imbastire una reazione organizzata. Una manovra convinta, in grado di destare alla difesa avversaria preoccupazioni reali. Poche occasioni da gol, quasi nessun tiro in porta. Mostra poi a centrocampo grosse lacune con un Elmas fuori forma ed un Anguissa angora lento e non in condizione.
Secondo tempo: entra il vero Napoli in campo…
De Bruyne e Mc Tominay portano luce, gioco e qualità ad una squadra che ne aveva più che mai bisogno. Prima il pareggio e poi la rimonta sono contraddistinte da azione di gioco veloci e di spessore, mettendo in luce qualità tecniche di cui il Napoli non aveva potuto usufruire prima. Passaggi di prima, verticalizzazioni improvvise hanno ridato vivacità e vigore ad un gioco bloccato e prevedibile. Insomma di Napoli, due facce della stessa medaglia che sinteticamente riassumono la stagione azzurra, fra alti e bassi. Una stagione che per troppo tempo non ha potuto godere pienamente dell’enorme potenziale azzurro messo a disposizione dalla società ad inizio stagione.
Cosa aspettarsi da qui a fine stagione ?
Il Napoli oggi è quasi al completo, deve solo ritrovare alcuni giocatori importanti soprattutto a difesa come Rahmani e Di Lorenzo. Oggi il Napoli ha a disposizione un potenziale enorme con due cambi almeno di qualità per ogni reparto. Se a questo si aggiunge che il calendario conclusivo di questa stagione non è qualcosa di irresistibile veramente. Il Napoli può pensare di completare quest’anno con una striscia di risultati positivi notevole. Quali possono essere le aspettative? Molto dipenderà dalle contendenti e dal loro calendario, ma sicuramente il Napoli potrà centrare l’obiettivo stagionale della qualificazione Champions League. Poi nel calcio tutto può accadere e mai dire mai anche se nove punti di vantaggio sono veramente un distacco quasi insormontabile, soprattutto se lo si paga contro la squadra come l’Inter che, almeno con le piccole, sembra non fallire mai.
Considerazioni conclusive
Il cambio di passo del Napoli sembra finalmente transitare dai piedi di due giocatori che hanno portato esattamente ciò che mancava: ritmo, personalità e qualità nelle scelte. L’ingresso e l’impatto di De Bruyne e di Scott non hanno soltanto inciso sul risultato, ma soprattutto sull’atteggiamento della squadra. In pochi minuti il gioco azzurro è apparso più fluido, più coraggioso e meno prevedibile. Come se qualcuno avesse improvvisamente acceso la luce in una stanza rimasta troppo a lungo in penombra. È proprio questa la sensazione più evidente: quando la qualità tecnica si unisce alla velocità di pensiero, il Napoli torna ad essere una squadra capace di cambiare il volto di una partita nel giro di pochi minuti. Resta però il simbolo di una stagione fatta di contrasti: momenti di grande calcio alternati a fasi di smarrimento. Due facce della stessa medaglia, appunto. Se però prestazioni come questa dovessero diventare la normalità e non l’eccezione, allora il potenziale costruito dalla società potrebbe finalmente trovare la continuità che finora è mancata. E a quel punto, il vero Napoli potrebbe ancora dire la sua.

