Conte: “Spalletti porti rispetto, lo Scudetto è sulla nostra maglia! Peccato per Copenaghen…”

Alla vigilia della sfida contro il Chelsea, il tecnico del Napoli Antonio Conte è intervenuto nella sala conferenze dallo Stadio Diego Armando Maradona per rispondere alle domande della stampa. Queste le sue parole:

Per Conte come si superano queste onde altissime?

“Al peggio non c’è mai fine (ride, ndr), ma bisogna essere ottimisti. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre, c’era un giocatore che usciva e diventava determinante per noi come Neres che invece s’è operato. Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Quando il vento te lo trovi contrario ci sono onde alte, altrimenti sono bravi tutti. Io ho un gruppo di calciatori che è pronto ad andare avanti.

Conte: Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse…

Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse… ma inutile guardare al passato, col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi. Ora c’è il Chelsea, campione del mondo per club, lo conosco benissimo, che visione ha, che investimenti fa, che ambizione ha, dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo. Il tifoso sa che al di là del risultato dovrà essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare da noi col sostegno dei tifosi, sarebbe bello vedere un’onda azzurra che ci spinge”.

Spalletti ha definito il Napoli la squadra ex campione d’Italia. Il Napoli si sente campione in carica? Con quale spirito giocherete domani?

“Dopo la partita preferisco staccare, soprattutto quando ci sono le tre partite. Io non ho capito cosa ha detto. Ex campioni? Se ha detto una cosa del genere non è stata una frase felice.. è stata una frase infelice, noi abbiamo ancora lo Scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere verso un’altra squadra. Lo sento ora e mi dispiace perché Luciano Spalletti è un bravo allenatore, ma deve stare un po’ più attento quando parla. Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite, poi se ci ha visto così male… ci ha tolto già lo Scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto, in bocca al lupo a lui!”.

Quanti minuti ha Lukaku ed in futuro Conte valuta le due punte?


“Posso valutare tante soluzioni, ce ne sono anche tante altre, senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 servono di creatività, bravi a saltare l’uomo. Se non dovesse accadere il recupero di Lukaku speriamo sia al 100% perché il ragazzo non è al 100%, gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. Non è tornato al 100%, avendo avuto un distacco del tendine non è una cosa proprio semplice.

E’ arrivato Giovane…

E’ arrivato Giovane… il compromesso è di chiamarlo Giò, ci può dare una mano sia da 10 anche se al Verona giocava più da seconda punta. Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi noi siamo gli stessi della Juventus, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall’infermeria, Gilmour, lo stesso Frank, poi non ne abbiamo altre particolari, Rrahmani è di poco conto, Politano…”.

E’ il periodo più difficile da quando fa l’allenatore?

“Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano, avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare. Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne da 5, Gilmour pubalgia, Neres speravamo proprio non accadesse niente, operato alla caviglia, Anguissa si strappa in nazionale 4 mesi, è difficile da gestire. Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni, ma sfido chiunque a portarmi una squadra con queste problematiche e siamo a metà anno, incrociamo le dita.

L’emergenza non è finita ma è peggiorata

L’emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero “ma dove vanno?” invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest’anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo”.

Conclude Conte

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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