Malagò: “Mancini, Conte e Guardiola? Non ho parlato con nessuno di loro”

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Malagò: “Mancini, Conte e Guardiola? Non ho parlato con nessuno di loro, gli allenatori potrebbero prendere altre strade, il mio è un atto d’amore per il calcio”

Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e candidato presidente della FIGC, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Queste le sue dichiarazioni:

“Mancini, Conte e Guardiola? Non ho parlato con nessuno di loro, non sarebbe serio. Perché non mi avete chiesto di Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo.

Malagò: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct

Disponibilità totale. il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione. Lo stesso mio atto di generosità verso uno sport, che ha milioni e milioni di tifosi amareggiati, deve esserci da altre parti.

Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo

Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo. Fino al 23 giugno non mi metto a parlare di ruoli e cariche. Ammesso che venga eletto, ora che cosa dovrei promettere? Mi chiedono: chi porti in FIGC? Bisogna guardare alle possibilità finanziarie, la credibilità si ricostruisce attraverso i risultati sportivi,

Sul tema ineleggibilità, Malagò ha le idee chiare

”Una cosa fa riflettere: c’è qualcuno che aveva chiesto il commissariamento della FIGC ed è andato avanti per settimane ma non c’erano i presupposti. Poi ci sono stati tentativi, di pochi, di non sostenere la mia candidatura. Beh, mi sembra che la manovra abbia fatto aumentare i consensi. Improvvisamente è arrivata questa terza mossa per cercare di impedire la candidatura a seguito di un’interpellanza parlamentare, che guarda caso è stata fatta il 19 maggio, 34 giorni prima delle elezioni…E la lettera all’Anac è arrivata venerdì scorso”.

A proposito del programma da portare avanti in caso di elezione a presidente della FIGC, Malagò ha spiegato di essere

”Un inguaribile ottimista ma il contesto non è semplice. Le aspettative mi fanno riflettere e non voglio deluderle. Sono un uomo di dialogo, rispetto gli impegni. Porto con me i risultati ottenuti in situazioni molto complesse. C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare. Ma vorrei dedicare un pensiero a Gravina che in questa fase si è comportato con stile e senso istituzionale”.

Bisogna guardare alle possibilità finanziarie, la credibilità si ricostruisce attraverso i risultati sportivi. Bisogna qualificarsi per le Olimpiadi con l’Under 21, bisogna partire bene nella Nations League, così anche con la Nazionale femminile, è tutto combinato. La vittoria dell’Under 17 all’Europeo ha fatto bene, magari non abbiamo più fenomeni ma buoni giocatori sì. E io guardo a un orizzonte di sei anni. La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro”,

Conclude Giovanni Malagò, ex presidente del CONI

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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