L’Inter non si nasconde e guarda alla nuova Champions League con grandi ambizioni. A parlare, subito dopo il sorteggio della League Phase 2026/27, è stato il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, che ha rivendicato il percorso europeo compiuto dal club negli ultimi anni e indicato chiaramente quale dovrà essere la mentalità della squadra di Cristian Chivu.
Il concetto espresso dal dirigente è netto: avere grandi obiettivi non significa essere arroganti. L’Inter, secondo Marotta, deve rispettare la propria storia, presentarsi in Europa con la consapevolezza di essere un club vincente e concedersi anche il diritto di sognare in grande.
Marotta: ”Ambizione non significa arroganza”
Intervenuto dopo il sorteggio, Marotta ha voluto chiarire immediatamente quale sarà lo spirito con cui i nerazzurri affronteranno la competizione.
L’Inter non vuole partecipare alla Champions semplicemente per fare presenza. L’ambizione deve accompagnare una società che negli ultimi anni ha ritrovato continuità ai massimi livelli europei.
”Siamo sempre ambiziosi, bisogna essere così nello sport”, ha spiegato il presidente, sottolineando però come ambizione e arroganza siano due concetti completamente differenti.
Una dichiarazione che suona anche come un messaggio alla squadra: rispetto per qualsiasi avversario, ma nessun complesso di inferiorità.
”Siamo l’Inter e abbiamo il diritto di sognare”
Marotta ha poi richiamato direttamente la storia del club.
Il percorso compiuto negli ultimi anni obbliga l’Inter, secondo il presidente, a presentarsi in ogni competizione cercando di ottenere il massimo.
I nerazzurri hanno il dovere di onorare una società abituata storicamente a vincere, ma contemporaneamente possono guardare alla Champions con un sogno ben preciso.
Marotta ha infatti sottolineato che l’Inter ha il diritto di sognare, ricordando come nello sport i sogni possano trasformarsi in realtà quando società, allenatore e calciatori lavorano concretamente per raggiungerli.
Il sorteggio regala subito grandi emozioni
La nuova Champions offrirà all’Inter appuntamenti di enorme fascino.
Tra questi spicca il confronto con il Real Madrid, che significherà anche il ritorno dei nerazzurri al Santiago Bernabeu.
Ma c’è soprattutto un incrocio dal fortissimo valore emotivo: quello con José Mourinho.
Marotta non ha nascosto quanto sia particolare ritrovare sulla strada europea dell’Inter l’allenatore che nel 2010 guidò i nerazzurri alla conquista dello storico Triplete.
Per il presidente, proprio partite di questo tipo rappresentano perfettamente il fascino della Champions.
Nono anno consecutivo in Champions per l’Inter
Marotta ha evidenziato anche un dato che considera motivo di grande orgoglio.
Quella 2026/27 sarà infatti la nona partecipazione consecutiva dell’Inter alla Champions League, una continuità che testimonia la presenza stabile dei nerazzurri ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Per lo stesso Marotta si tratta ormai del tredicesimo o quattordicesimo sorteggio consecutivo vissuto personalmente tra le sue diverse esperienze dirigenziali.
L’emozione, però, secondo il presidente non cambia.
La Champions rimane una competizione speciale e rappresenta uno dei principali palcoscenici sui quali misurare la forza di una squadra.
L’Inter vuole cancellare la delusione della scorsa stagione
Le ambizioni nerazzurre assumono ancora maggiore significato dopo quanto accaduto nella passata edizione.
L’Inter era stata eliminata prematuramente dal Bodø/Glimt ai playoff, un risultato molto lontano dalle aspettative della società.
La nuova stagione rappresenta quindi anche l’occasione per tornare a recitare un ruolo importante in Europa.
Il club ha lavorato sul mercato proprio per consegnare a Chivu una rosa in grado di sostenere contemporaneamente gli impegni italiani e quelli internazionali.
Marotta esalta il mercato: ”Nello spogliatoio arrivano titoli”
Il presidente si è soffermato anche sulle scelte effettuate durante il mercato.
L’Inter ha inserito diversi calciatori inglesi e Marotta ha spiegato come queste operazioni siano state il risultato di valutazioni condivise dall’intera area tecnica, citando Piero Ausilio, Dario Baccin e Cristian Chivu.
Più della nazionalità dei nuovi acquisti, però, Marotta considera importante un altro elemento: l’abitudine a vincere.
Secondo i calcoli citati dal presidente, i nuovi inglesi portano complessivamente nello spogliatoio 27-28 trofei conquistati in carriera.
Esperienza e mentalità vincente che possono diventare particolarmente preziose proprio nelle grandi notti di Champions.
L’esperienza può fare la differenza in Champions
In una competizione europea, soprattutto nei momenti decisivi, la capacità di gestire pressione e difficoltà può diventare determinante.
È anche per questo che Marotta attribuisce grande valore all’esperienza internazionale accumulata dai giocatori presenti nella rosa.
L’Inter vuole costruire un gruppo che sappia affrontare le grandi partite senza farsi condizionare dal peso dell’appuntamento.
La continuità di partecipazione alla Champions rappresenta già una base importante. A questa la società ha provato ad aggiungere calciatori abituati a competere per vincere.
Marotta avverte: «Nuovo format imprevedibile»
Ambizione sì, dunque, ma senza sottovalutare le difficoltà.
Marotta ha ricordato come il nuovo formato della Champions renda la League Phase particolarmente imprevedibile.
Con 36 squadre inserite in un’unica classifica e otto partite contro avversarie differenti, ogni risultato può avere conseguenze importanti.
Secondo il presidente nerazzurro sarà difficile, fino alle ultime giornate, comprendere con certezza quali squadre riusciranno a qualificarsi e in quale posizione.
L’obiettivo è partire forte
Proprio per questa ragione diventerà fondamentale evitare passi falsi.
Ogni punto conquistato nella League Phase può fare la differenza tra l’accesso diretto agli ottavi, il passaggio attraverso i playoff o addirittura l’eliminazione.
L’Inter dovrà quindi trovare rapidamente continuità.
Marotta si è detto comunque fiducioso e convinto che la squadra possa disputare una grande prima fase di Champions.
Chivu chiamato alla prova europea
Una parte importante della responsabilità passerà naturalmente attraverso le scelte di Cristian Chivu.
Il tecnico avrà a disposizione una rosa costruita per competere su più fronti e dovrà riuscire a gestire energie, rotazioni e grandi appuntamenti.
Il sorteggio ha consegnato ai nerazzurri avversarie prestigiose e partite che richiederanno prestazioni di alto livello.
La società, però, non vuole utilizzare la difficoltà del percorso come alibi.
Il messaggio proveniente dal presidente è esattamente l’opposto: l’Inter deve affrontare le grandi d’Europa sapendo di poter competere.
Inter, vietato nascondersi in Champions
Le parole di Marotta rappresentano quindi una vera dichiarazione d’intenti.
Nessuna promessa di vittoria e nessun proclama fuori misura, ma neppure la volontà di nascondere le ambizioni.
L’Inter arriva alla Champions con una storia importante alle spalle, una presenza ormai costante nella competizione e una rosa rinforzata con giocatori abituati a sollevare trofei.
Per Marotta tutto questo comporta una responsabilità precisa: dare il massimo e provare ad arrivare il più lontano possibile.
Marotta accende il sogno Champions dell’Inter
La parola che accompagna il presidente nerazzurro dopo il sorteggio è dunque ambizione.
L’Inter rispetterà ogni avversario e conosce perfettamente l’imprevedibilità della nuova formula, ma non vuole partire battuta contro nessuno.
Il ritorno al Bernabeu, l’incrocio con Mourinho e le altre grandi notti europee rappresenteranno alcuni dei momenti più attesi della stagione.
E Marotta non intende porre limiti preventivi alla squadra: essere ambiziosi non significa essere arroganti. Significa, secondo il presidente, rispettare la storia dell’Inter e provare a scriverne un’altra pagina importante.
Perché un club abituato a vincere, nelle parole del suo massimo dirigente, ha anche il diritto di sognare.

