Napoli, tanti interrogativi e una sosta da conquistare
Il Napoli si appresta ad affrontare la trasferta di Firenze con più di qualche interrogativo. L’inizio di campionato non è stato quello che l’ambiente si sarebbe aspettato, soprattutto considerando le ambizioni legittime di una società che festeggia il centenario. Ma nonostante le difficoltà resta una sensazione di fiducia che continua ad accompagnare il gruppo. La sfida contro la Fiorentina rappresenta così un passaggio importante. Il Napoli cerca una prestazione capace di restituire certezze, di dare continuità al lavoro di Massimiliano Allegri e, soprattutto, di permettere alla squadra di arrivare alla sosta con una condizione psicologica diversa. Una vittoria o comunque una prova convincente potrebbero infatti consentire di affrontare la pausa con maggiore serenità, anche in vista del possibile recupero di McTominay e degli altri calciatori attualmente indisponibili, con l’eccezione di Buongiorno.
Napoli, una stagione nata sotto il segno della transizione
Era stata immaginata come una stagione di transizione, quasi una necessità dopo gli sforzi economici e tecnici compiuti nella precedente gestione Conte. Eppure il Napoli si è ritrovato immediatamente costretto a rincorrere, in salita, praticamente tutti gli obiettivi. Il centenario avrebbe potuto rappresentare il filo conduttore di un’annata speciale, ma la realtà del campo ha imposto un percorso più complicato. La società aveva la necessità di rimettere ordine nei conti, ridurre il monte ingaggi e riequilibrare una rosa costruita attraverso investimenti importanti. L’idea, dunque, sembrava essere quella di procedere con poche cessioni mirate e alcuni acquisti capaci di completare l’organico. Il problema è che proprio il mercato ha lasciato alcune lacune difficili da ignorare. La sensazione che nonostante il low profile il Napoli avrebbe dovuto e potuto fare di più.
Napoli, il mercato e quei vuoti ancora da colmare
Al Napoli servivano probabilmente due o tre interventi mirati per rendere la rosa realmente completa. Soprattutto in attacco mancavano alternative strutturali: un vice-Lukaku e, più in generale, una soluzione adeguata per garantire continuità e rotazioni nel reparto offensivo, anche considerando la necessità di gestire Højlund. Non si tratta soltanto di avere undici titolari. Una squadra che vuole competere su più fronti deve poter contare su ricambi all’altezza, soprattutto quando arrivano infortuni, squalifiche e momenti di calendario particolarmente intensi. Il Napoli, invece, si è ritrovato a dover gestire alcune emergenze con una rosa che, numericamente e qualitativamente, presenta ancora dei punti interrogativi. Uno su tutti l’investimento di Lucca che il Napoli spera ancora di poter recuperare ma che sta imbavagliando il club in un’illusione, più che una speranza.
Napoli, Allegri e un’idea di calcio da modificare
Allegri, però, sembra aver compreso una questione fondamentale: questo Napoli non può permettersi di aspettare troppo basso e lasciare l’iniziativa agli avversari. Il suo calcio, per caratteristiche e convinzioni, è spesso associato alla capacità di leggere le partite, controllarle e colpire nei momenti giusti. Ma questo Napoli sembra chiedere qualcosa di diverso. Non può concedere agli avversari la possibilità di palleggiare con troppa facilità, anche perché la squadra non dispone di una batteria di grandi difensori e marcatori tale da poter sostenere per lunghi tratti una partita giocata nella propria metà campo. E lo stesso discorso vale davanti. Il Napoli non ha, soprattutto a livello numerico, un reparto offensivo talmente profondo da poter vivere esclusivamente sulle ripartenze o sulle giocate individuali. Per questo Allegri deve, in qualche modo, ridimensionare e modificare il proprio credo tattico. Il Napoli deve provare a essere protagonista, non spettatore.
Napoli, possesso e personalità per tornare grande
La partita di Firenze sarà anche un esame sulla capacità del Napoli di prendere il controllo del gioco. Per essere una grande squadra, infatti, non basta difendersi bene: bisogna saper gestire la palla, uscire dal pressing, avere personalità e soprattutto dare qualità alle proprie scelte. È probabilmente questo il passaggio più importante nel percorso di Allegri. Il Napoli deve imparare a comandare le partite attraverso il pallone, evitando di trasformare ogni fase di possesso avversario in una situazione di sofferenza. Servono personalità, coraggio e qualità tecnica. E serve una squadra capace di mantenere il controllo anche quando la partita si sporca, quando l’avversario alza la pressione e quando il risultato non arriva immediatamente. Il Napoli sa di dover crescere proprio in questo. Allegri lo sa ancora meglio.
Napoli, Lang verso una maglia e Favasuli come simbolo
A Firenze potrebbe esserci spazio dal primo minuto per Lang, una delle possibili novità di formazione. Ma la curiosità maggiore riguarda anche Favasuli, la sorpresa che potrebbe rappresentare una delle chiavi emotive della partita. Che parta dall’inizio o che venga utilizzato a gara in corso, Favasuli può incarnare qualcosa che al Napoli è mancato in questo avvio di stagione: freschezza, entusiasmo, gioventù e quella voglia di mangiarsi il campo che spesso permette a una squadra di cambiare ritmo. In questo senso, il giovane calciatore può diventare quasi il simbolo delle lacune del Napoli di quest’anno. Non perché possa risolvere da solo i problemi della squadra, ma perché rappresenta quell’energia che può servire per modificare una partita e, più in generale, per dare un segnale diverso.
Napoli, Firenze per cambiare marcia prima della sosta
La trasferta di Firenze arriva dunque in un momento delicato, ma proprio per questo può diventare un’occasione. Il Napoli ha bisogno di risposte, non necessariamente definitive, ma sufficienti per capire quale direzione prendere. Allegri dovrà trovare il modo di rendere la squadra più propositiva, più sicura con il pallone e più aggressiva nelle intenzioni. La società, dal canto suo, dovrà continuare a monitorare una rosa che presenta ancora alcune carenze, mentre il recupero degli infortunati potrebbe restituire profondità e soluzioni. Il Napoli arriva a Firenze con interrogativi, ma anche con la possibilità di trasformarli in una spinta. La sosta può diventare un punto di ripartenza, soprattutto se la squadra riuscirà a regalarsi una prestazione convincente. Perché questo Napoli, in una stagione che doveva essere di transizione e che invece si è trasformata rapidamente in una rincorsa, ha soprattutto bisogno di ritrovare sé stesso. E Firenze, in questo senso, può essere il primo vero banco di prova del Napoli di Allegri.


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[…] “Una partita difficile per il Napoli, ma difficile anche per la Fiorentina. Non è che la Fiorentina, perché ha vinto con il Venezia e il Pisa, sia completamente guarita da questo avvio di campionato, in cui ha perso tre partite consecutivamente. Io credo che ci sia molto da riflettere su quello che è successo quest’estate in casa viola, perché c’è stata una campagna acquisti molto importante, accompagnata anche da una scelta come quella di Fabio Grosso. Purtroppo, però, alla fine non ha portato i frutti sperati, visto che la Fiorentina nelle prime tre giornate ha portato a casa tre sconfitte, nove gol subiti e una sola rete all’attivo. Chiaramente tutto questo ha portato anche a una riflessione e a richiamare Paolo Vanoli, che, lo ribadisco per la miliardesima volta, l’anno scorso ha fatto una vera e propria impresa, un miracolo sportivo, perché nessuno era mai riuscito a salvare una squadra che in dieci partite di campionato aveva fatto appena quattro punti. […]