L’ex numero uno del CONI succede a Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex numero uno del CONI succede a Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, è stato eletto nell’assemblea FIGC di oggi, vincendo la sfida con Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Sono stati 343,084 i voti per Malagò, con percentuale del 68,58%. Per Abete 145,936 voti, con una percentuale del 29,17%.
Le schede bianche sono state 11,272, con una percentuale del 2,25%. Adesso per Malagò si apre una fase complessa, con il compito di ricompattare le componenti federali e affrontare i principali dossier del calcio italiano: la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, la valorizzazione dei giovani, le riforme del sistema, il rapporto con la politica, il tema degli stadi e l’avvicinamento a Euro 2032.
Le parole di Malagò dopo l’elezione a presidente FIGC
“Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto”. Le prime parole di Giovanni Malagò, nuovo presidente della Figc, dicono tutto. Cambiare presidente, eleggerlo con il 68,58% dei voti (Abete ha preso il 29,17%) non basta. Gabriele Gravina era stato eletto con il 98,68% dei voti e abbiamo visto come è andata a finire. Esser stato presidente del Circolo Aniene, del Coni, della Fondazione Milano-Cortina non gli ha impedito di emozionarsi quando sono stati letti i risultati elettorali..
Malagò: “Sono qui per la mia storia, per il mio curriculum”
“Sono qui per la mia storia, per il mio curriculum”, ha detto nel suo discorso elettorale, – come riportato da Il Foglio- prima di elencare i suoi successi. Compresi quelli da atleta nel calcio a 5 quando con un pizzico di orgoglio ha sottolineato: “Sarei il primo presidente federale ad esser stato Campione d’Italia”.
Se il calcio italiano ha giocato la sua ultima partita ad un Mondiale il 24 giugno di 12 anni fa…
Se il calcio italiano ha giocato la sua ultima partita ad un Mondiale il 24 giugno di 12 anni fa, la colpa non può essere solo di chi in questi anni è stato presidente della Federazione, anche perché tra Presidenti e Commissari speciali ne abbiamo davvero provare di ogni.modo.
A dover cambiare è il sistema e Malagò sa bene che non potrà farlo da solo
A dover cambiare è il sistema e Malagò sa bene che non potrà farlo da solo. Come hanno detto tutti coloro che hanno preso la parola prima delle elezioni, serve un aiuto della Politica che come ha sottolineato Abete “deve prendere parte ma non essere partner”.
Il calcio non è il Coni
Il calcio non è il Coni. Per gli italiani è molto di più di uno Sport e la politica non potrà intervenire a piedi uniti come ha fatto con la riforma che ha depotenziato Coni. E poi questa legislatura ha poco più di un anno di vita e altro a cui pensare. Malagò potrebbe riuscire a lavorare senza bastoni tra le ruote.

