De Laurentiis parla del futuro del calcio italiano: ”Rivedere tutto il sistema e cambiarlo in modo radicale stile NBA”

De Laurentiis: ”Se il calcio è un’industria di Sport e intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più possibile i ricavi”

Presente negli Stati Uniti per assistere dal vivo ad alcune partite del Mondiale, come ad esempio quella disputata ieri tra Belgio e Iran, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato anche dello stato attuale del calcio italiano. Queste le sue parole alla Gazzetta dello Sport:

“Dovremmo rivedere tutto il sistema e cambiarlo in modo radicale stile NBA. Loro sono arrivati a valorizzare le 30 franchigie con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club”.

De Laurentiis parla del futuro del calcio italiano

In Italia quanto siamo ancora lontani da quella cultura di sport-spettacolo che c’è in America?

“Dobbiamo capire se il calcio è Sport e intrattenimento o solo sport. Se è un’industria di Sport e intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più possibile i ricavi. Per renderlo più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi, ne abbiamo di vecchi e obsoleti. Servirebbe un aiuto economico dallo Stato, perché il calcio muove 28 milioni di elettori. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare… Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Ci vorrebbe coraggio per azzerare tutto e rifondare un sistema in modo che guardi al futuro”.

Conclude Aurelio De Laurentiis

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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