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Ven. Ott 30th, 2026

​Dopo il rischio di chiusura, nel 2026 l’ippodromo riparte grazie alla collaborazione tra Roma Capitale e MASAF. Recuperate le strutture e affidata la gestione temporanea a Zètema, prende forma un progetto che punta a trasformare oltre 130 ettari di patrimonio storico in uno spazio aperto alla città durante tutto l’anno.

​A cura di Manila Scaramella

​ROMA — Capannelle torna a vivere e si prepara a scrivere un nuovo capitolo della propria storia. Nel 2026, dopo aver rischiato la chiusura definitiva a seguito della crisi della precedente gestione, lo storico ippodromo romano ha avviato una nuova fase grazie all’intervento di Roma Capitale e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). Un passaggio decisivo per preservare un patrimonio sportivo, architettonico e sociale di grande valore e restituirlo progressivamente alla collettività.

​La sfida va oltre la ripresa delle corse dei cavalli. L’obiettivo è trasformare Capannelle in un polo polifunzionale dedicato allo sport, alla cultura, allo spettacolo e all’aggregazione, capace di accogliere pubblici diversi e di vivere durante tutto l’anno. In questa prospettiva si inserisce la gestione temporanea affidata a Zètema Progetto Cultura, società in-house di Roma Capitale attiva nel settore dei servizi culturali. Una scelta che accompagna il rilancio del complesso e apre nuove prospettive per il suo utilizzo.

​Il salvataggio dell’ippodromo: una partita decisiva per Roma

​Il punto di partenza è una crisi che ha messo in discussione il futuro stesso di Capannelle. Il fallimento della precedente gestione ha aperto una fase delicata per la continuità delle corse e per la salvaguardia dell’intero complesso. Il rischio non riguardava soltanto un impianto sportivo, ma un luogo profondamente legato alla memoria e all’identità della Capitale.

​La risposta istituzionale ha coinvolto Roma Capitale e il MASAF, con l’obiettivo di garantire la ripresa dell’attività ippica e salvaguardare le strutture. L’intervento ha assunto un significato che supera la dimensione amministrativa: evitare la chiusura di Capannelle significa proteggere un patrimonio storico e mantenerlo al servizio della città.

​Il complesso si estende su un’area di oltre 130 ettari e comprende piste, tribune, scuderie e ampi spazi aperti. Un insieme di strutture che racconta una parte importante della storia sportiva romana e che, al tempo stesso, offre opportunità per nuove attività culturali e sociali. Salvare l’ippodromo significa quindi preservare non soltanto la tradizione delle corse, ma anche le potenzialità di un’area che può diventare un punto di riferimento per il territorio.

​Piste, tribune Liberty e scuderie: il recupero per ripartire

​La ripartenza è stata accompagnata da interventi di ripristino e riqualificazione necessari per riportare l’impianto in condizioni adeguate allo svolgimento delle attività. I lavori hanno interessato le piste in erba e in sabbia, fondamentali per le competizioni ippiche, insieme alle storiche tribune in stile Liberty e alle scuderie, indispensabili per ospitare i cavalli e garantire la continuità dell’attività sportiva.

​L’obiettivo è stato recuperare in tempi rapidi la funzionalità degli spazi e creare le condizioni per la ripresa delle attività: un passaggio importante anche per le professionalità e le competenze che ruotano intorno al mondo dell’ippica. Il recupero delle strutture rappresenta la base materiale su cui costruire il futuro dell’impianto. Un luogo storico rimane vivo quando viene conservato, ma anche quando torna a essere frequentato, riconosciuto e condiviso.

​La riqualificazione assume così un valore che unisce tutela del patrimonio e prospettive di sviluppo: restituire funzionalità agli spazi significa renderli nuovamente utilizzabili e prepararli a ospitare attività capaci di coinvolgere un pubblico più ampio.

​La svolta polifunzionale: Capannelle aperto alla città tutto l’anno

​È proprio qui che si colloca il passaggio più significativo del nuovo corso. La prospettiva non è più limitata alla sola attività ippica: l’ambizione è fare di Capannelle un polo culturale, sociale e aggregativo aperto alla cittadinanza durante tutto l’anno.

​Il modello guarda ai grandi parchi urbani europei, dove patrimonio storico, tempo libero, spettacolo e iniziative pubbliche convivono, attirando persone con interessi ed età differenti. Applicata a Capannelle, questa visione significa mettere in relazione la tradizione delle corse con eventi culturali, manifestazioni, spettacoli, iniziative per le famiglie e occasioni di incontro.

​La trasformazione non comporta l’abbandono dell’identità sportiva dell’ippodromo. Al contrario, punta a conservarla e a integrarla in una proposta più ampia, capace di ampliare il pubblico e distribuire la frequentazione nel corso dell’anno. Gli spazi verdi, le strutture storiche e le dimensioni del complesso rappresentano una risorsa importante per questa strategia. La sfida sarà tradurre le potenzialità in una programmazione stabile, sostenibile e accessibile, conciliando la tutela del patrimonio con le esigenze della città.

​Zètema alla guida: la cultura entra nel progetto Capannelle

​In questo scenario si inserisce l’affidamento temporaneo della gestione a Zètema Progetto Cultura, società in-house di Roma Capitale che opera nel settore dei servizi culturali e contribuisce alla realizzazione di iniziative ed eventi cittadini.

​La scelta assume un significato particolare perché associa il futuro di Capannelle a una prospettiva che comprende, oltre allo sport, la cultura, lo spettacolo e la fruizione pubblica. Non si tratta soltanto di assicurare il funzionamento di un impianto, ma di accompagnare una fase di rilancio nella quale il complesso è chiamato a dialogare con pubblici differenti.

​L’esperienza di Zètema nel contesto culturale romano può rappresentare uno strumento per costruire una programmazione articolata e rafforzare il rapporto tra l’ippodromo e il territorio. La gestione temporanea costituisce, tuttavia, una fase da consolidare: la continuità del progetto dipenderà dalla capacità di garantire risorse, manutenzione, organizzazione e iniziative coerenti con la nuova vocazione.

​Autunno 2026: il Centenario e il cinema per rilanciare Capannelle

​La nuova fase dell’ippodromo trova una prima espressione negli appuntamenti che riportano il complesso al centro della vita cittadina. Tra memoria storica, sport e cultura, due iniziative contribuiscono a raccontare la volontà di coinvolgere pubblici diversi e rafforzare il legame con Roma.

​Il Centenario: il 20 settembre la festa della rinascita

​La giornata dedicata al Centenario, svoltasi il 20 settembre 2026, ha rappresentato uno dei momenti simbolici del rilancio. Il programma ha riunito corse di galoppo, visite guidate, attività per bambini, Pony Village, proposte gastronomiche, una mostra filatelica e momenti musicali. Una festa rivolta non soltanto agli appassionati di ippica, ma anche alle famiglie e ai cittadini. L’iniziativa ha collegato la memoria dell’impianto alle prospettive della sua nuova stagione, restituendo visibilità a un patrimonio fondamentale.

​Febbre da cavallo: cinquant’anni di cinema e memoria romana

​Il programma autunnale comprende anche la celebrazione dei cinquant’anni del celebre film Febbre da cavallo, opera entrata nell’immaginario collettivo e profondamente legata alla cultura ippica romana. L’appuntamento è previsto per il 29 ottobre 2026, con una proiezione gratuita e un incontro con Enrico Vanzina, dedicato alla nascita del film, al lavoro con il padre Steno e al rapporto con il mondo delle corse. L’incontro è moderato dalla giornalista Laura Delli Colli.

​I due appuntamenti si rivolgono a pubblici diversi: una pluralità di proposte che contribuisce a dare concretezza all’idea di un ippodromo aperto alla città e capace di superare i confini della sola attività sportiva.

​Il futuro di Capannelle: una sfida che riguarda tutta Roma

​La rinascita di Capannelle non si esaurisce nella riapertura dei cancelli. Il recupero delle piste, delle tribune e delle scuderie rappresenta il primo passaggio; la costruzione di una programmazione culturale e sociale continuativa è la sfida successiva.

​Il valore del progetto sarà misurato dalla capacità di mantenere efficiente il complesso, tutelarne le strutture storiche, sostenere l’attività ippica e garantire iniziative accessibili. Sarà altrettanto importante assicurare continuità gestionale e una strategia di lungo periodo.

​Capannelle dispone di caratteristiche difficilmente replicabili: una lunga storia sportiva, architetture riconoscibili, ampi spazi verdi e un legame profondo con l’immaginario romano. La vera svolta del 2026 non è soltanto aver evitato la chiusura di un ippodromo, ma aver riaperto una possibilità per Roma: quella di riconoscere in Capannelle un luogo in cui sport, cultura, spettacolo e vita sociale possano convivere.

​Fonti e riferimenti

  • ​Roma Capitale – Turismo Roma: Centenario e riapertura dell’ippodromo.
  • ​Ippodromo Capannelle – Sito Ufficiale: Programma del Centenario.
  • ​Ippodromo Capannelle – Sito Ufficiale: Evento dedicato a Febbre da cavallo.
  • ​MASAF: Comunicazioni sul rilancio di Capannelle.
  • ​Roma Capitale: Documentazione amministrativa relativa all’impianto.

​Nota editoriale: Articolo redatto da Manila Scaramella sulla base delle informazioni e dei riferimenti istituzionali indicati. I dettagli relativi agli interventi di riqualificazione, alla gestione e al programma degli eventi devono essere considerati nel quadro delle comunicazioni ufficiali disponibili alla data di pubblicazione.

​© 2026 Manila Scaramella – Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione integrale o parziale del presente articolo senza il consenso dell’autrice, fatti salvi gli utilizzi consentiti dalla normativa vigente sul diritto d’autore.

di Manila Scaramella

​Manila Scaramella ​"Essere la voce di chi non ha voce." ​Caporedattrice per Terzo Tempo | Fondatrice e Direttrice di Focus Psiche Magazine | Autrice e Redattrice d'Inchiesta ​Biografia Manila Scaramella è caporedattrice di Terzo Tempo e direttrice editoriale, guidata da un preciso impegno etico, umano e sociale. ​Attraverso un approccio basato sull'inchiesta rigorosa, sulla divulgazione scientifica e sulla neuroetica, indaga i contesti più complessi della società contemporanea, della mente umana e degli equilibri internazionali. Il suo percorso unisce la sensibilità per la giustizia sociale al rigore dell'analisi giuridica e scientifica, ponendo al centro la tutela dei diritti fondamentali: dalle approfondite inchieste sull'applicazione del Codice Rosso e la protezione delle vittime di violenza, fino alle battaglie civili per il riconoscimento dei caregiver familiari e della disabilità. ​Specializzata anche in diritto marittimo e geopolitica, ha curato dettagliate analisi su scenari strategici globali, come le dinamiche e le crisi nello Stretto di Hormuz, integrando la visione delle normative internazionali con le ripercussioni socio-economiche. ​Con una prospettiva multidisciplinare che intreccia neuroscienze, diritto e trasformazioni culturali, ha fondato e dirige Focus Psiche Magazine, testata indipendente dedicata all'approfondimento della psiche e del pensiero contemporaneo. ​Nel suo lavoro d'autore e di direzione editoriale, Manila Scaramella coniuga rigore scientifico, competenza analitica e passione civile, mettendo l'approfondimento al servizio della comunità per offrire un'informazione etica, profonda e accessibile.

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