Ci sono giocatori che arrivano nel grande calcio facendo rumore e altri che, invece, si conquistano ogni centimetro di campo in silenzio. Costantino Favasuli appartiene alla seconda categoria.

Classe 2004, nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, Favasuli è arrivato al Napoli nell’estate del 2026 dopo una crescita costruita lontano dai riflettori. Un percorso fatto di sacrificio, gavetta e tanta Serie B, fino alla chiamata della Nazionale e al grande salto in azzurro.

Dalla Calabria alla Fiorentina

Il suo viaggio nel calcio professionistico comincia molto presto. Dopo i primi passi nella scuola calcio Segato, entra nel settore giovanile della Fiorentina nel 2018, completando il percorso dalle categorie giovanili fino alla Primavera.

Con i viola arriva anche la prima bacheca importante: una Supercoppa Primavera e due Coppe Italia Primavera.

Ma per trasformare il talento in un calciatore vero serve la gavetta. E Favasuli la affronta senza scorciatoie.

Nel 2023 arriva il prestito alla Ternana, dove debutta tra i professionisti in Serie B. La stagione successiva veste la maglia del Bari, trovando anche il primo gol tra i professionisti. Nel 2025 arriva quindi il passaggio al Catanzaro, la squadra che rappresenterà il vero punto di svolta della sua carriera.

Catanzaro, la stagione della consacrazione

È al Catanzaro che Favasuli diventa davvero protagonista.

Nella stagione 2025/26 colleziona 41 presenze, 2 gol e 9 assist secondo i dati riportati dal club calabrese, contribuendo alla grande stagione dei giallorossi, arrivati fino ai playoff per la promozione in Serie A.

Non sono soltanto i numeri ad attirare l’attenzione.

Favasuli si distingue soprattutto per la capacità di percorrere la fascia per novanta minuti, accompagnare l’azione offensiva e contemporaneamente garantire applicazione nella fase difensiva.

È un giocatore moderno: corsa, fisicità, duttilità e disponibilità al sacrificio.

Può giocare sulla fascia destra ma anche a sinistra, sia come esterno a tutta fascia sia come terzino in una difesa a quattro. Una caratteristica che ha convinto il Napoli a puntare su di lui.

Il Napoli e il sogno diventato realtà

Il 19 agosto 2026 arriva l’ufficialità: Favasuli diventa un giocatore del Napoli con la formula del prestito con obbligo di riscatto. Il club azzurro lo individua come alternativa a Giovanni Di Lorenzo, ma le sue caratteristiche gli permettono di essere utilizzato su entrambe le corsie.

E c’è una frase che racconta bene la mentalità con cui il ragazzo si presenta a Napoli.

Parlando di Di Lorenzo, Favasuli ha detto:

“È un giocatore incredibile e un grandissimo professionista. Con lui posso migliorare tanto, mi basterà guardarlo.”

Non l’atteggiamento di chi arriva pensando di avercela fatta. Piuttosto quello di un ragazzo consapevole di essere appena entrato in una nuova dimensione.

Dalla Serie B alla Nazionale

La crescita non passa inosservata nemmeno a livello internazionale.

Dopo le esperienze con le selezioni giovanili, nel 2026 arriva la convocazione con la Nazionale maggiore. Il debutto arriva il 3 giugno contro il Lussemburgo, nella vittoria per 1-0 degli Azzurri.

In pochi mesi, dunque, il percorso diventa impressionante: dalla Serie B con il Catanzaro alla maglia della Nazionale, fino alla Champions League con il Napoli.

Proprio contro l’Arsenal, il 9 settembre, Favasuli ha vissuto la sua prima notte europea con la maglia azzurra, entrando nella ripresa al posto di Politano.

Poi arriva il Bologna

E infine arriva la serata che potrebbe rappresentare un’altra tappa fondamentale.

Napoli-Bologna è una partita complicata, bloccata e povera di occasioni nel primo tempo. Allegri decide di cambiare qualcosa nella ripresa e manda in campo Favasuli.

Il suo ingresso cambia il volto della partita.

Più gamba sulla destra, più aggressività, più profondità e soprattutto maggiore qualità nelle giocate. Favasuli entra subito nel vivo della partita e al 66′ è proprio lui a creare l’azione che porta al gol di Stanislav Lobotka.

Una giocata precisa, intelligente, decisiva.

Il Napoli vince 1-0 e porta a casa tre punti fondamentali. Ma oltre al risultato, al Maradona c’è una notizia ancora più interessante: il Napoli ha scoperto una nuova risorsa.

Non è soltanto l’assist a impressionare.

Dopo il gol, Favasuli continua a spingere, fino ad andare a pressare praticamente da solo la costruzione del Bologna. Un atteggiamento che racconta perfettamente il suo modo di interpretare il calcio: energia, coraggio e nessuna paura di prendersi responsabilità. Anche Allegri, dalla panchina, ha dovuto invitarlo alla calma.

Una freccia ancora tutta da scoprire

È presto per parlare di consacrazione definitiva. Favasuli deve ancora confrontarsi con la continuità della Serie A, con la pressione di una piazza come Napoli e con una stagione che porterà gli azzurri a giocare su più fronti.

Ma una cosa è già evidente.

Il ragazzo non sembra avere paura del salto.

La sua storia è quella di un calabrese partito da un piccolo paese, passato dalla Fiorentina, cresciuto attraverso la gavetta in Serie B, diventato protagonista a Catanzaro e arrivato prima in Nazionale e poi al Napoli.

Ora il palcoscenico è il Maradona.

E dopo l’assist a Lobotka contro il Bologna, Costantino Favasuli ha mandato un messaggio chiaro: questa maglia non vuole soltanto indossarla. Vuole meritarsela.

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1 commento su “Costantino Favasuli, dalla Serie B al Maradona: la nuova freccia del Napoli”

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