Dalla Juventus al Milan, passando per le stagioni più vincenti della sua carriera: ecco come si sono comportate le squadre di Massimiliano Allegri sotto il profilo degli infortuni e della gestione atletica.
Con l’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli, uno degli argomenti che incuriosisce maggiormente i tifosi riguarda la gestione fisica della squadra. Negli ultimi anni il tema degli infortuni è diventato centrale nel calcio moderno e ogni allenatore viene inevitabilmente valutato anche in base alla capacità di mantenere la rosa nelle migliori condizioni possibili.
Ma qual è stato realmente il bilancio delle squadre allenate da Allegri negli ultimi dieci anni?
Gli infortuni non dipendono solo dall’allenatore
Prima di analizzare i dati è necessario fare una premessa. Attribuire il numero degli infortuni esclusivamente all’allenatore sarebbe riduttivo.
Entrano infatti in gioco numerosi fattori:
- preparazione atletica;
- lavoro dello staff medico;
- calendario sempre più fitto;
- partecipazione alle coppe europee;
- età media della rosa;
- caratteristiche fisiche dei calciatori;
- componente casuale.
Per questo motivo gli esperti invitano sempre a leggere i numeri nel loro contesto.
La Juventus di Allegri: tante partite, tanti problemi muscolari
Durante il secondo ciclo alla Juventus, Allegri ha dovuto fare spesso i conti con numerose assenze. Giocatori come Paul Pogba, Federico Chiesa, Arkadiusz Milik, Weston McKennie, Mattia De Sciglio, Danilo e Dusan Vlahovic hanno attraversato, in momenti diversi, periodi di stop più o meno lunghi.
Molti di questi infortuni sono stati di natura traumatica (come il grave infortunio al ginocchio di Chiesa) oppure conseguenze di interventi chirurgici e ricadute. Altri, invece, hanno riguardato problemi muscolari, una situazione comune a molte squadre impegnate su più competizioni.
Una gestione orientata alla prevenzione
Nel corso della sua carriera Allegri è sempre stato considerato un allenatore molto attento alla gestione delle energie.
Le sue squadre raramente adottano un pressing ultra-offensivo e continuo per tutti i novanta minuti. L’obiettivo è spesso quello di controllare i ritmi della partita, limitando il dispendio fisico quando possibile.
Questa filosofia, secondo diversi preparatori atletici, può contribuire a ridurre il rischio di sovraccarico, anche se non elimina naturalmente la possibilità di infortuni.
Le stagioni migliori
Nelle annate più vincenti della Juventus, in particolare tra il 2014 e il 2018, Allegri riuscì generalmente ad avere a disposizione gran parte della rosa nei momenti decisivi della stagione.
Pur convivendo con fisiologici problemi muscolari, la squadra bianconera mantenne quasi sempre un livello elevato di disponibilità dei titolari, elemento fondamentale per conquistare cinque Scudetti consecutivi e disputare due finali di Champions League.
Il Milan e la nuova esperienza
Anche nella successiva esperienza al Milan, Allegri ha continuato a lavorare con particolare attenzione sulla gestione del gruppo, privilegiando spesso il recupero graduale dei giocatori piuttosto che accelerarne il rientro.
Questa prudenza è una delle caratteristiche che gli vengono maggiormente riconosciute nel corso della carriera.
Cosa cambia per il Napoli
Per il Napoli il tema assume un’importanza particolare. Negli ultimi anni gli azzurri hanno dovuto convivere con diversi stop che hanno coinvolto alcuni elementi chiave della rosa.
L’obiettivo del nuovo staff sarà quello di limitare il numero degli infortuni attraverso una programmazione accurata dei carichi di lavoro, un’attenta gestione dei minuti giocati e una maggiore rotazione della rosa durante una stagione ricca di impegni.
L’importanza della profondità della rosa
Uno degli aspetti sui quali Allegri ha sempre insistito è la necessità di avere una rosa ampia e competitiva.
Le sue squadre hanno spesso alternato molti titolari nel corso della stagione proprio per distribuire il minutaggio ed evitare sovraccarichi nei periodi più intensi del calendario.
Questa filosofia potrebbe rivelarsi particolarmente utile anche al Napoli, chiamato ad affrontare campionato, coppe nazionali e competizioni europee.
I numeri vanno interpretati
Negli ultimi dieci anni le squadre di Allegri hanno registrato stagioni con pochi problemi fisici e altre con numerose assenze, un andamento sostanzialmente in linea con quello dei principali club europei impegnati su più fronti.
Non emerge un dato che permetta di definire le sue squadre come particolarmente soggette agli infortuni rispetto alla media. Piuttosto, la gestione del tecnico livornese è spesso stata apprezzata per l’attenzione alla condizione atletica e alla distribuzione delle energie nel corso dell’anno.
Per il Napoli sarà ora fondamentale trovare il giusto equilibrio tra preparazione fisica, prevenzione e gestione della rosa. Se Allegri riuscirà a mantenere il gruppo nelle migliori condizioni, la disponibilità dei giocatori potrebbe diventare uno dei principali punti di forza della prossima stagione.

