L’ex allenatore azzurro torna sulla sua esperienza a Napoli e sulla crescita di alcuni protagonisti dello storico Scudetto, soffermandosi sul ruolo avuto nelle carriere di Lobotka e Kvaratskhelia
Luciano Spalletti torna a parlare della sua esperienza sulla panchina del Napoli, una delle tappe più importanti della sua carriera. Nel capoluogo campano il tecnico ha conquistato il suo primo Scudetto in Italia, riportando il tricolore in città a distanza di oltre trent’anni dall’ultima volta.
Un successo costruito attraverso un’identità di gioco molto precisa e grazie alla crescita di diversi calciatori diventati fondamentali nella cavalcata verso il titolo.
Spalletti e la crescita di Lobotka e Kvaratskhelia
Tra i giocatori sui quali Spalletti ritiene di aver avuto un impatto particolarmente significativo ci sono Stanislav Lobotka e Khvicha Kvaratskhelia.
Il tecnico ha ricordato diversi calciatori valorizzati durante la propria carriera, inserendo i due ex protagonisti del Napoli in un elenco che comprende anche David Pizarro, Mohamed Salah e Joao Cancelo.
Spalletti ha però sottolineato come, al di là del lavoro dell’allenatore, a fare realmente la differenza sia sempre il valore del singolo calciatore.
Lobotka, da comprimario a fulcro del Napoli
Particolarmente evidente fu la trasformazione di Lobotka. Lo slovacco diventò uno degli elementi imprescindibili del sistema costruito da Spalletti, assumendo un ruolo centrale nella gestione del possesso e nell’uscita del pallone.
La sua capacità di giocare sotto pressione, trovare rapidamente linee di passaggio e dettare i tempi della manovra lo rese uno dei simboli del Napoli campione d’Italia.
Diverso il percorso di Kvaratskhelia, arrivato in azzurro nell’estate del 2022 e diventato immediatamente protagonista. L’esterno georgiano rappresentò una delle grandi sorprese della stagione dello Scudetto, formando con Victor Osimhen una coppia offensiva determinante.
Il legame con Napoli resta speciale
L’esperienza napoletana resta inevitabilmente un capitolo speciale della carriera di Spalletti. Il tecnico riuscì a costruire una squadra capace non soltanto di vincere, ma anche di imporsi attraverso un calcio offensivo e riconoscibile.
Una stagione entrata nella storia del club e della città, anche se nel percorso dell’allenatore resta un rimpianto legato alla sua avventura napoletana, come ricordato dallo stesso Spalletti.

