Paolini eliminata agli Internazionali di Roma: Mertens annulla tre match point e vola avanti

Paolini, lacrime e rimpianti a Roma: Mertens annulla tre match point e ribalta il match

Il sogno di Jasmine Paolini agli Internazionali d’Italia si spegne nel modo più doloroso possibile. Sul Centrale del Foro Italico, davanti a migliaia di tifosi pronti a trascinarla verso un’altra notte magica, l’azzurra cade contro Elise Mertens dopo una battaglia lunghissima e piena di colpi di scena. Finisce 4-6, 7-6, 6-3 per la belga, capace di annullare tre match point consecutivi nel secondo set e cambiare completamente l’inerzia dell’incontro.

Una sconfitta che lascia ferite profonde, perché Paolini aveva davvero il match in pugno. Per lunghi tratti la numero uno italiana aveva mostrato il suo tennis migliore: aggressiva in risposta, veloce negli spostamenti e lucidissima nei momenti decisivi. Il pubblico del Foro Italico ci aveva creduto fino alla fine, trascinando Jasmine punto dopo punto in un’atmosfera elettrica.

Un primo set da vera leader

L’inizio della partita sembrava confermare le ottime sensazioni della vigilia. Paolini entra in campo con personalità, spinge da fondo e mette subito pressione a Mertens. La belga prova a rallentare il ritmo con variazioni e palle profonde, ma l’azzurra risponde con intensità e coraggio.

Il break arriva nel momento giusto. Jasmine sfrutta qualche errore della sua avversaria e prende il controllo del set. Sul Centrale cresce l’entusiasmo e il pubblico accompagna ogni punto con un boato. Paolini gestisce bene i turni di servizio e chiude il primo parziale 6-4, dando la sensazione di poter controllare il match.

In quel momento tutto sembrava apparecchiato per una grande serata italiana.

Il secondo set e quei tre match point che cambiano tutto

Il tennis, però, sa essere spietato. Nel secondo set Mertens alza il livello e prova a restare aggrappata alla partita. Paolini continua a giocare bene, ma la belga diventa più aggressiva nei momenti importanti.

Si arriva così al momento che cambierà completamente il match. Sul 6-5 per Jasmine, Mertens serve per restare viva nel torneo. Paolini conquista tre match point consecutivi. Il Centrale si alza in piedi, pronto ad esplodere.

Ma la belga non crolla.

Con freddezza e grande esperienza, Mertens salva tutte e tre le occasioni, costringe il set al tie-break e lì trova energie nuove. Jasmine accusa il contraccolpo psicologico. Alcuni errori di troppo permettono alla belga di chiudere il tie-break e portare la sfida al terzo set.

Da quel momento la partita cambia volto.

Nel terzo set Paolini paga la delusione

Il terzo parziale si apre con una Paolini meno brillante. Le energie mentali iniziano a calare e Mertens, al contrario, gioca con fiducia crescente. La belga muove bene l’azzurra, varia il gioco e sfrutta ogni minima esitazione.

Paolini prova a reagire spinta dal pubblico romano, che non smette mai di sostenerla. Ogni punto conquistato dall’italiana viene accolto da un boato del Foro Italico. Ma Mertens ormai sente il match nelle proprie mani.

Il break decisivo arriva nella fase centrale del set. Jasmine tenta il tutto per tutto, ma la lucidità non è più quella del primo set. La belga controlla gli ultimi game e chiude 6-3 dopo quasi tre ore di lotta.

Sul Centrale resta il silenzio. Un silenzio pesante, fatto di delusione e incredulità.

Una sconfitta che pesa anche nel ranking

L’eliminazione anticipata non pesa soltanto dal punto di vista emotivo. Paolini perde infatti punti importanti nel ranking WTA e rischia di uscire dalla top 10 dopo una lunga permanenza tra le migliori giocatrici del mondo.

Un duro colpo per una tennista che negli ultimi mesi aveva regalato emozioni straordinarie al tennis italiano, diventando uno dei simboli della crescita del movimento femminile azzurro.

Nonostante la delusione, il pubblico del Foro Italico ha applaudito a lungo Jasmine al termine del match. Un tributo sincero a una giocatrice che continua a lottare con cuore, grinta e personalità.

Perché anche nelle sconfitte più dolorose, Paolini riesce sempre a lasciare qualcosa. E Roma, ancora una volta, lo ha capito.

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