Mathias Olivera si racconta nel corso del ritiro del Napoli a Castel di Sangro e svela anche un particolare legato alla propria infanzia calcistica. Il terzino uruguaiano ha infatti indicato Martín Cáceres come uno dei suoi grandi punti di riferimento, un difensore che conosce molto bene il calcio italiano per aver indossato, tra le altre, le maglie di Juventus, Fiorentina, Lazio, Verona e Cagliari.
“Cáceres l’ho sempre ammirato”, ha raccontato Olivera parlando del calciatore che guardava con particolare attenzione quando era più giovane. Un modello non soltanto per le caratteristiche tecniche, ma anche per quella mentalità tipicamente uruguaiana fatta di carattere, sacrificio e disponibilità verso la squadra.
Cáceres l’idolo di Olivera
La scelta non sorprende considerando le caratteristiche dei due calciatori.
Olivera e Cáceres condividono la nazionalità uruguaiana e soprattutto una notevole duttilità difensiva. Entrambi possono infatti essere utilizzati in differenti posizioni della linea arretrata e interpretano il ruolo con grande intensità.
Cáceres ha trascorso una parte importante della propria carriera proprio in Serie A, diventando soprattutto con la Juventus un elemento prezioso grazie alla capacità di adattarsi alle esigenze dei diversi allenatori.
Olivera ne ha sempre apprezzato soprattutto l’atteggiamento e la mentalità.
Lavoro, umiltà e sacrificio: la filosofia dell’azzurro
Nel raccontare il proprio percorso, Olivera ha indicato tre concetti fondamentali: lavoro, umiltà e sacrificio.
Tre parole che spiegano anche il modo nel quale l’uruguaiano ha costruito la propria esperienza napoletana.
Arrivato nell’estate del 2022, il difensore ha progressivamente conquistato spazio attraverso la continuità e la capacità di farsi trovare pronto quando chiamato in causa.
Non è un calciatore che cerca necessariamente la giocata spettacolare. Il suo contributo passa soprattutto attraverso intensità, duelli, corsa e disponibilità tattica.
Olivera: “Voglio dare sempre tutto per il Napoli”
L’uruguaiano ha ribadito anche il proprio legame con la maglia azzurra, spiegando di voler continuare a dare tutto per il Napoli.
Il tempo trascorso in Campania è volato e il bilancio personale è estremamente positivo. Olivera ha sottolineato come, al momento del suo arrivo nel 2022, difficilmente avrebbe potuto immaginare di raggiungere tutti i traguardi conquistati successivamente.
Un percorso che lo ha reso uno degli elementi ormai più esperti del gruppo azzurro.
Napoli è diventata casa
Olivera non nasconde inoltre il proprio rapporto particolare con la città.
Per il difensore, Napoli rappresenta un mondo a parte per il modo in cui viene vissuto il calcio. Anche la sua famiglia si trova bene in città e il giocatore ha manifestato grande soddisfazione per la propria esperienza.
Parole importanti in un momento nel quale il Napoli sta costruendo un nuovo ciclo tecnico sotto la guida di Massimiliano Allegri.
Olivera vuole continuare a farne parte e non intende porsi limiti per la stagione che sta per iniziare.
Con Allegri anche una nuova posizione
Proprio Allegri potrebbe sfruttare ancora maggiormente la duttilità dell’uruguaiano.
Olivera ha infatti confermato la propria disponibilità a essere utilizzato anche come difensore centrale qualora ce ne fosse bisogno. Non si tratta della sua posizione naturale, ma il giocatore è pronto ad adattarsi per aiutare la squadra.
Un’opzione che potrebbe diventare particolarmente preziosa considerando i problemi che hanno interessato il reparto arretrato durante la preparazione estiva.
Allegri sta imparando a conoscere sempre meglio il giocatore e Olivera, dal canto suo, ha spiegato di essere ancora nella fase di assimilazione delle richieste del nuovo allenatore, essendosi aggregato soltanto durante la seconda parte della preparazione.
La “garra” uruguaiana nel sangue
Quando si parla di calciatori uruguaiani è quasi inevitabile arrivare al concetto di garra.
Olivera non si sottrae, riconoscendo di possedere quel tipo di carattere, ma allo stesso tempo offre una lettura interessante: la garra da sola non basta.
Nel calcio moderno servono qualità, preparazione e capacità di migliorarsi continuamente. Ciò che non deve mai mancare, secondo il difensore, è invece la volontà di sudare la maglia.
Una filosofia che richiama inevitabilmente proprio ciò che Olivera ammirava in Cáceres.
Da Cáceres a Olivera, il filo uruguaiano della Serie A
Cáceres ha rappresentato per anni uno degli uruguaiani più conosciuti del campionato italiano.
La sua carriera in Serie A lo ha portato a vestire diverse maglie e soprattutto a conquistare numerosi trofei con la Juventus. Olivera ha seguito quel percorso quando era più giovane e ne ha fatto un riferimento per la propria crescita.
Oggi è lui a essere diventato un protagonista del calcio italiano.
Con una differenza importante: il suo percorso in Serie A è legato soprattutto al Napoli, club nel quale ha trovato continuità, successi e un rapporto sempre più forte con l’ambiente.
Ora Olivera vuole continuare a vincere
Guardare indietro significa ricordare i traguardi raggiunti, ma Olivera preferisce soprattutto pensare a ciò che può ancora conquistare.
Il Napoli si prepara a una nuova stagione con Allegri e l’uruguaiano non vuole fissare un limite alle ambizioni della squadra. La concorrenza sarà importante e lo stesso difensore considera l’Inter una delle principali formazioni di riferimento del campionato.
Per affrontare una stagione ad alto livello serviranno proprio quelle caratteristiche che Olivera ha imparato ad apprezzare fin da bambino guardando Cáceres: lavoro, umiltà e sacrificio.
L’idolo giocava in Italia. Adesso è Olivera a voler lasciare il proprio segno in Serie A, continuando a farlo con la maglia del Napoli.

