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Nazionale Italiana Sanitari, non solo calcio: una nuova missione per la salute e la solidarietà. Il 28 ottobre il Gran Galà con Alessandro Ristori & The Portofinos

A un anno dalla nascita, la NIS presenta il nuovo organigramma, il Board Scientifico, i settori di attività e i progetti di prevenzione e assistenza sanitaria. A Roma una grande serata benefica condotta da Cristiana Buonamano, con Alessandro Ristori & The Portofinos.

Roma, 12 ottobre 2026 – La Nazionale Italiana Sanitari (NIS) non è più soltanto una squadra di calcio. A un anno dalla sua fondazione, l’associazione amplia la propria missione, puntando su solidarietà, prevenzione, salute, inclusione sociale ed erogazione di prestazioni sanitarie a sostegno di chi ne ha bisogno.

Un percorso iniziato attraverso lo sport e cresciuto grazie a importanti iniziative benefiche. Dal quadrangolare dello scorso novembre, che ha contribuito alla realizzazione del progetto di umanizzazione del reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, alle donazioni di giocattoli e dispositivi per bambini in strutture di Roma e dell’Umbria. Senza dimenticare il triangolare benefico di Frosinone a favore della LILT e la partita disputata contro i detenuti della Casa Circondariale di Frosinone, per promuovere inclusione e sensibilizzazione sociale.

Il calcio resterà parte dell’identità NIS, ma non sarà più il suo unico orizzonte. L’obiettivo è diventare un’associazione capace di intervenire a 360 gradi, mettendo competenze e professionalità al servizio delle persone.

Il 28 ottobre il Gran Galà: la NIS presenta il suo futuro

Questa nuova fase sarà ufficialmente presentata durante “The NIS Gala – Charity Night”, in programma mercoledì 28 ottobre 2026, dalle ore 20:00, presso Another Studio di Roma. Davanti agli ospiti della serata, saranno illustrati il nuovo organigramma, il Board Scientifico, i nuovi settori operativi e i progetti dedicati alla prevenzione, alla promozione della salute e all’erogazione di prestazioni sanitarie. La serata sarà condotta da Cristiana Buonamano, giornalista di Sky Sport, con lo spettacolo di Alessandro Ristori & The Portofinos, la musica del Phoinikes Sax Quartet, la cena curata da Cherubini Banqueting e la fornitura delle bevande di Moretti Bevande.

Nazionale Italiana Sanitari – Una serata per sostenere progetti benefici

Il contributo di partecipazione è di 200 euro a persona. L’intero ricavato, al netto delle sole spese vive organizzative, sarà destinato a progetti benefici a sostegno di:

• Associazione Scuola Viva: potenziamento delle attività e delle attrezzature dedicate alle persone

con disabilità.

• Presso istituzione ospedaliera (progetto in fase di definizione)

• Progetto Spirito NIS: sostegno ai bambini e alle famiglie in difficoltà, attraverso sport, inclusione e formazione.

Acquista il tuo biglietto e sostieni i progetti della Nazionale Italiana Sanitari:

Anche le aziende possono sostenere la NIS. Le imprese potranno contribuire attraverso tre formule di partnership:

Supporting Partner – 2.500 euro: visibilità ufficiale e 4 ingressi.

Official Partner – 5.000 euro: visibilità ampliata, menzione durante il Gala e 8 ingressi.

Main Partner – 10.000 euro: massima visibilità, intervento aziendale e da 10 a 12 ingressi.

Per partecipare alla serata e sostenere la missione della NIS:

La giornalista di Sky e presentatrice della serata Cristiana Buonamano:

“Da questa serata spero di trasmettere emozione e empatia. Mettersi davvero nei panni degli altri che hanno bisogno e attendono un gesto. Guardarli negli occhi e dir loro, sono dalla tua parte”

1. Alessandro, come nasce la tua passione per la musica e cosa rende unici i tuoi spettacoli con i The Portofinos?

”La passione nasce da bambino. Già a cinque anni ero sul palcoscenico, facevo spettacoli e teatro. La mia maestra mi aveva avvicinato un po’ alle arti: la musica, la scultura, la pittura e il teatro. Quindi l’arte c’è sempre stata nella mia vita. Poi, da lì a farla diventare un mestiere o qualcosa di più importante, nell’età adulta, è stata sicuramente un’altra cosa. È la vita che ti porta a fare quello che fai. Forse quello che rende speciale uno spettacolo, anche se non dovrei essere io a dirlo, è che uno spettacolo di Alessandro Ristori e The Portofinos è sicuramente un viaggio, come un film, in un Novecento che si spera possa tornare. Il sound che si è creato, quell’atmosfera che creo cantando e con il mio corpo, penso rendanotutto questo qualcosa di originale”.

2. Hai calcato palcoscenici prestigiosi in tutto il mondo. Qual è l’esibizione che porti maggiormente nel cuore?

”Guarda, è una domanda alla quale faccio sempre un po’ fatica a rispondere, anche per la quantità di eventi che si fanno in una vita, che ormai cominciano a essere centinaia all’anno, da molti anni. Ci sono tanti bei ricordi e, quando se ne parla tranquillamente, vengono fuori anche degli aneddoti. Ci sono stati dei momenti che, anche se magari non rappresentano lo spettacolo più bello della vita, ti hanno dato molta visibilità. Penso al Ballo della Rosa del 2019 e, di conseguenza, al matrimonio dei Casiraghi a Montecarlo. Ma non è una questione di fare nomi. Ricordo anche altri eventi, come la prima volta all’Annabel’s di Londra, che sicuramente mi ha aperto un mercato ancora oggi molto importante per noi. Ricordo quell’esperienza come qualcosa di enorme, anche se il club è piccolo. Non è sempre la quantità di pubblico a determinare l’importanza di un evento. La prima volta all’Annabel’s ero molto, molto emozionato e ancora oggi ricordo quella serata con grande affetto. Ma anche la Versilia, quando abbiamo iniziato lì e quella che era una piccola realtà è diventata molto importante per noi. E poi Montecarlo, che porto sempre nel cuore perché è stata una palestra che mi ha aperto le porte al Mondo”.

3. Un tempo gli artisti facevano la famosa gavetta, conquistando un passo alla volta nella propria carriera. Oggi, invece, grazie a YouTube e ai social, si può diventare famosi giovanissimi, spessosenza lo stesso percorso. Come giudichi questo cambiamento?

”Io dico sempre che la verità sta nel mezzo, perché anche negli anni Cinquanta e Sessanta i cantanti andavano in classifica a 15, 16, 17 o 18 anni. C’era Sanremo, che possiamo considerare un po’ l’X Factor di una volta. Bisogna sempre valutare ogni periodo e ogni situazione. È vero che oggi non c’è più la gavetta, anche perché non ci sarebbero neanche gli spazi per poterla fare: non ci sono più locali dove andare a suonare dal vivo. Io, da romagnolo, ho avuto la fortuna di suonare sempre d’inverno nell’entroterra e d’estate sulla Riviera. Però non è vero che una volta i cantanti arrivavano in classifica già da adulti. Elvis Presley è andato in classifica a 19 anni, Paul Anka a 16, Celentano a 18 o 19 anni, Gigliola Cinquetti a 14 anni. La gavetta la facevano sul palco, perché l’unico modo era andare sul palco e, obiettivamente, si spera, erano quasi tutti bravi. Poi, sul fatto che oggi il mondo sia più becero e che l’ostentazione, anche di cattivo gusto, sia molto più brutta e meno elegante di quanto fosse un tempo, ti do tutte le ragioni. Però i cantanti di grande successo sono sempre arrivati, nella maggior parte dei casi, in classifica molto giovani. Ci sono ovviamente delle eccezioni: Enigma è andato in classifica quando era già ultratrentenne, altri ci sono arrivati a 35 o 40 anni. Vasco aveva già trent’anni, insomma. Non è quindi un fattore di età. Il concetto di gavetta va distinto dall’età in cui un cantante arriva in classifica. La gavetta serve perché lavori, capisci come funziona il palco e come crescere artisticamente. È quella la gavetta. La classifica è un’altra cosa”.

4. Il 28 ottobre sarai protagonista del Gran Galà della Nazionale Italiana Sanitari. Cosa ti ha spinto a partecipare?

”Sicuramente un’amicizia nata tra me e Flavio Moretti, uno dei ragazzi che organizzano l’evento. Mi ha trasmesso fiducia come persona e, di conseguenza, mi ha dato fiducia anche nel progetto che porta avanti. Oggi penso che la cosa più importante sia avere voglia e fiducia nelle cose che si fanno. Ho capito che si tratta di persone che fanno tutto questo con il cuore, per motivi nobili. E quindi sì, ho decisodi partecipare”.

5. In appena un anno la Nazionale Italiana Sanitari ha già realizzato importanti iniziative benefiche, tra cui il quadrangolare dello scorso novembre e il progetto di umanizzazione del reparto di Oncologia pediatrica dell’Umberto I di Roma. Quanto possono contribuire la musica e lo sport alla solidarietà e alla sensibilizzazione delle persone?

”Tantissimo. Tra l’altro mi ricordo di questa iniziativa perché anch’io feci un videomessaggio per quella partita e la ricordo benissimo. Secondo me sport e musica si aiutano a vicenda, perché nascono come due attività sane, che dovrebbero alimentare la passione dei bambini e dei ragazzi che le praticano. Che sia il calcio, la pallavolo oppure un corso di chitarra o di batteria. Quindi nascono da qualcosa di sano e le cose sane devono aiutare chi ha bisogno. Se vogliamo, oggi anche il calcio ha bisogno di essere presente in queste iniziative per fare bella figura, perché l’esempio che dà non è sempre così positivo per le nuove generazioni, nonostante piaccia a tutti. Quindi il fatto che il calcio si avvicini a queste realtà può renderlo qualcosa di buono, qualcosa di sano. Le cose si aiutano a vicenda. La musica, ovviamente, è benessere per il corpo e per la mente. Si spera quindi che uno spettacolo di buona qualità regali emozioni e, di conseguenza, anche la voglia di aiutare qualcun altro”.

6. Il Gran Galà del 28 ottobre ha un obiettivo ambizioso: sostenere importanti progetti benefici. Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo spettacolo e quale messaggio vuoi lanciare agli ospiti?

”Io dico sempre che nella vita so fare pochissime cose, tra cui stare su un palco. E se ci sto è perché non ho creato un progetto a tavolino, ma porto la mia persona, la mia vita, il mio essere spontaneo davanti alla gente. Quindi, quando uno si presenta a cuore aperto e fa capire che non è lì per essere falso, penso che dia più fiducia a chi lo sta ascoltando. Speriamo che quella fiducia venga ripagata, in questo caso, anche attraverso quello che è l’unico vero motivo della serata e non solamente con un applauso per uno spettacolo di piazza. Io non servo a fare più pubblicità di quella che fate voi, perché siete voi l’anima di tutto questo e riuscite afarvi capire benissimo. Si spera che voi possiate dare, anche con me, qualcosa in più e che le persone capiscano che è stato scelto Alessandro Ristori non perché sia soltanto uno che va lì a fare un lavoro, ma perché partecipa con il cuore. E che la gente, in questo caso, non dia soltanto un applauso, ma qualcosa di più”.

Partecipa al Gran Galà e sostieni la NIS

The NIS Gala – Charity Night

Mercoledì 28 ottobre 2026 – Ore 20:00

Another Studio – Roma

Biglietto: 200 euro. Acquisto biglietti e sostegno alla NIS:

Informazioni e partnership:

info@nazionaleitalianasanitari.com

www.nazionaleitalianasanitari.com

Patrizio Pasqualini

Responsabile Ufficio Stampa

Nazionale Italiana Sanitari

ufficiostampa@nazionaleitalianasanitari.com

Per maggiori informazioni sull’evento:
https://www.nazionaleitalianasanitari.com/i/gala-2026

Patrizio Pasqualini
Responsabile Ufficio Stampa
Nazionale Italiana Sanitari E.T.S.
ufficiostampa@nazionaleitalianasanitari.com

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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