Il possibile cambio di modulo può rappresentare una svolta per il Napoli: il precedente della Juventus di Conte alimenta il dibattito, mentre Allegri cerca la formula giusta per valorizzare De Bruyne, Hojlund e Vergara
La sosta può diventare un vero e proprio laboratorio tattico per Massimiliano Allegri. Il Napoli ha bisogno di trovare nuovi equilibri e una delle ipotesi che sta prendendo maggiormente corpo riguarda il possibile passaggio alla difesa a tre, con il 3-4-2-1 tra le soluzioni che potrebbero essere provate dal tecnico azzurro.
Non necessariamente una rivoluzione definitiva, ma un’alternativa da sviluppare per permettere alla squadra di cambiare pelle anche durante le partite. Allegri ha a disposizione una rosa con diversi giocatori duttili e il nuovo sistema potrebbe aiutare soprattutto nella ricerca di maggiore equilibrio tra centrocampo e attacco.
Il paragone che inevitabilmente torna alla mente porta alla Juventus di Antonio Conte, quando il passaggio alla difesa a tre contribuì alla costruzione di una squadra capace di aprire un ciclo vincente. Situazioni, rose e momenti completamente differenti, ma il precedente dimostra come un cambiamento tattico possa talvolta rappresentare una svolta.
Allegri e il possibile passaggio alla difesa a tre
Il Napoli ha iniziato la stagione seguendo determinati principi, ma le prime settimane hanno evidenziato anche alcuni aspetti sui quali intervenire.
La difesa a tre potrebbe offrire ad Allegri maggiore copertura e, contemporaneamente, consentire agli esterni di giocare qualche metro più avanti.
Il tecnico dispone inoltre di difensori che possono adattarsi alle differenti posizioni della linea. Giovanni Di Lorenzo, per esempio, può essere utilizzato come braccetto destro, mentre al centro della retroguardia possono essere sfruttate le caratteristiche di Amir Rrahmani.
Molto dipenderà naturalmente dalle condizioni dei singoli e dai recuperi, ma la sosta rappresenta il momento ideale per effettuare esperimenti senza la pressione delle partite ogni pochi giorni.
Il precedente della Juventus di Conte
Quando si parla di passaggio alla difesa a tre, il riferimento alla prima Juventus di Conte diventa quasi inevitabile.
Anche quella squadra iniziò il proprio percorso con idee tattiche differenti prima di trovare progressivamente una struttura capace di valorizzare al meglio le caratteristiche dei giocatori presenti in rosa.
Il passaggio al 3-5-2 divenne uno degli elementi distintivi di quella Juventus.
Naturalmente non significa che il Napoli debba ripercorrere lo stesso cammino. Il calcio è cambiato, gli interpreti sono differenti e anche le richieste di Allegri non possono essere sovrapposte a quelle di Conte.
Il principio, però, resta interessante: il modulo deve adattarsi alle caratteristiche dei calciatori e non necessariamente il contrario.
De Bruyne e Hojlund, il Napoli aspetta il loro contributo
Un altro tema importante riguarda Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund.
I due hanno mostrato con le rispettive Nazionali quanto possano incidere quando vengono messi nelle condizioni ideali. Il Napoli deve adesso riuscire a ottenere lo stesso rendimento con maggiore continuità.
Le caratteristiche sono completamente differenti.
De Bruyne rappresenta qualità, visione e capacità di trovare una giocata che gli altri difficilmente riescono a vedere. Hojlund porta invece potenza, profondità e presenza offensiva.
Il loro inserimento deve inevitabilmente essere accompagnato da un processo di conoscenza della squadra e delle richieste del nuovo allenatore.
Allegri ha bisogno di tempo per costruire il suo Napoli
Quando cambia l’allenatore, cambiano inevitabilmente diversi meccanismi.
Movimenti senza pallone, distanze tra i reparti, costruzione dal basso, pressing e gestione delle transizioni richiedono tempo per essere assimilati.
La sosta può quindi diventare particolarmente utile anche per Allegri.
Il tecnico può analizzare quanto accaduto nelle prime partite e capire quali correttivi apportare. Il possibile cambio di modulo rientra proprio in questo processo.
Non significa necessariamente rinnegare quanto fatto finora, ma aggiungere un’altra possibilità al repertorio della squadra.
Il 3-4-2-1 può liberare De Bruyne
Uno degli aspetti più interessanti dell’eventuale 3-4-2-1 riguarda proprio De Bruyne.
Con due centrocampisti centrali alle sue spalle, il belga potrebbe essere avanzato stabilmente sulla trequarti e liberato da una parte dei compiti legati alla prima costruzione.
In quella posizione potrebbe ricevere maggiormente tra le linee e avvicinarsi a Hojlund.
Per il Napoli sarebbe un cambiamento significativo: De Bruyne avrebbe meno campo da percorrere per arrivare nella zona decisiva e potrebbe concentrarsi maggiormente sull’ultimo passaggio.
È proprio negli ultimi trenta metri che il suo talento può diventare determinante.
Hojlund avrebbe più uomini vicino
Anche Hojlund potrebbe beneficiare del nuovo sistema.
Una delle difficoltà di un centravanti è quella di ritrovarsi isolato quando la squadra non riesce ad accompagnare rapidamente l’azione. Con due giocatori alle sue spalle, invece, il danese avrebbe maggiori possibilità di dialogare nello stretto.
Il 3-4-2-1 potrebbe inoltre permettere agli esterni di arrivare con maggiore frequenza sul fondo, aumentando il numero di palloni giocabili all’interno dell’area.
La chiave sarebbe trovare il giusto equilibrio: aumentare la presenza offensiva senza lasciare troppo spazio agli avversari nelle transizioni.
Vergara, il ruolo può diventare decisivo
Tra i giocatori che potrebbero trarre vantaggio da un sistema con due uomini alle spalle del centravanti c’è anche Antonio Vergara.
Il suo talento può essere sfruttato soprattutto tra le linee, dove può ricevere, girarsi e cercare la giocata offensiva.
Costringerlo esclusivamente a un lavoro da esterno rischierebbe di allontanarlo dalle zone nelle quali può incidere maggiormente. Nel 3-4-2-1, invece, potrebbe essere utilizzato come uno dei due trequartisti.
In questo modo avrebbe maggiore libertà di movimento e la possibilità di combinare con De Bruyne, Hojlund e gli esterni.
Non serve scegliere un solo modulo
L’aspetto più interessante potrebbe però essere un altro: il Napoli non deve necessariamente scegliere definitivamente tra difesa a quattro e difesa a tre.
Nel calcio moderno la disposizione cambia spesso all’interno della stessa partita.
Una squadra può costruire con tre uomini e difendere con quattro o cinque, modificando la propria struttura in base alla posizione del pallone.
La duttilità di alcuni calciatori del Napoli può aiutare Allegri proprio in questo senso.
Di Lorenzo può interpretare più ruoli, gli esterni possono abbassarsi o alzarsi e diversi centrocampisti possono occupare differenti zone del campo.
La sosta può diventare il punto di svolta
Il Napoli ripartirà dopo la pausa con la necessità di trovare maggiore continuità. Per questo i giorni di lavoro possono assumere un’importanza superiore rispetto a una normale settimana di allenamenti.
Allegri può utilizzare questo periodo per correggere gli errori, valutare nuove combinazioni e capire quale struttura permetta di sfruttare meglio il potenziale della rosa.
La difesa a tre è una delle possibilità.
Il precedente della Juventus di Conte dimostra quanto un cambio di sistema possa incidere quando riesce a esaltare le caratteristiche dei giocatori, ma per il Napoli sarà il campo a stabilire se questa sarà davvero la strada giusta.
Una cosa appare evidente: Allegri sta cercando il vestito migliore per il suo Napoli. E il 3-4-2-1, con De Bruyne e un altro trequartista alle spalle di Hojlund, può diventare una delle soluzioni più interessanti da sviluppare dopo la sosta.

