Napoli, Allegri pensa al 3-4-2-1: ecco come potrebbe cambiare la formazione dopo la sosta

Il tecnico potrebbe sfruttare la pausa per lavorare su un sistema alternativo al 4-3-3: tre difensori, esterni a tutta fascia e due trequartisti alle spalle di Hojlund

Il Napoli potrebbe cambiare volto dopo la sosta. Una delle ipotesi tattiche che sta prendendo maggiormente quota riguarda il possibile passaggio al 3-4-2-1, modulo sul quale Massimiliano Allegri potrebbe lavorare durante queste settimane per offrire alla squadra un’alternativa al 4-3-3 utilizzato nella prima parte della stagione.

Non necessariamente una rivoluzione definitiva, dunque, ma una soluzione in più a disposizione dell’allenatore. Il nuovo sistema consentirebbe di modificare soprattutto l’occupazione degli spazi nella metà campo avversaria e di schierare contemporaneamente due giocatori di qualità alle spalle della prima punta.

Difesa a tre: Di Lorenzo può diventare un braccetto

Il primo cambiamento riguarderebbe inevitabilmente la linea arretrata. Nel possibile 3-4-2-1, Giovanni Di Lorenzo potrebbe arretrare stabilmente nella posizione di braccetto destro.

Al centro della difesa ci sarebbe Amir Rrahmani, chiamato a guidare il reparto, mentre sulla sinistra potrebbe trovare spazio Rafa Marín.

Una linea composta quindi da Di Lorenzo-Rrahmani-Rafa Marín, con caratteristiche differenti ma potenzialmente complementari. Il capitano potrebbe accompagnare maggiormente l’azione quando necessario, mentre Rrahmani garantirebbe esperienza e capacità di lettura nella zona centrale.

Naturalmente si tratta di un’ipotesi e le gerarchie potrebbero cambiare anche in base alle condizioni dei calciatori e ai recuperi dall’infermeria.

Politano o Favasuli sulla fascia destra

Uno degli aspetti più interessanti del 3-4-2-1 riguarda il ruolo degli esterni. Con tre difensori alle spalle, Allegri avrebbe bisogno di due giocatori capaci di percorrere l’intera corsia.

A destra le soluzioni potrebbero essere Matteo Politano e Costantino Favasuli.

Politano garantirebbe maggiore qualità nella fase offensiva e la capacità di creare superiorità negli ultimi metri, mentre Favasuli potrebbe rappresentare un’alternativa con caratteristiche differenti.

Per entrambi diventerebbe fondamentale il lavoro senza pallone: nel 3-4-2-1 gli esterni devono infatti accompagnare l’azione offensiva, ma anche abbassarsi rapidamente quando la squadra perde il possesso.

Olivera e Spinazzola per la corsia sinistra

Situazione altrettanto interessante sulla fascia opposta, dove Mathias Olivera e Leonardo Spinazzola si contenderebbero una maglia.

Anche in questo caso Allegri avrebbe la possibilità di scegliere in base al tipo di partita. Spinazzola, una volta completamente recuperato, potrebbe garantire maggiore spinta e capacità di attaccare lo spazio, mentre Olivera offrirebbe una soluzione differente per caratteristiche.

Il passaggio alla difesa a tre potrebbe inoltre permettere agli esterni di partire qualche metro più avanti rispetto a quanto avviene normalmente in una linea difensiva a quattro.

La grande novità sarebbe a centrocampo

Il cuore della trasformazione tattica potrebbe però essere rappresentato dalla zona centrale.

Allegri potrebbe affidarsi inizialmente a due centrocampisti con compiti di costruzione e regia, soprattutto considerando le assenze e le condizioni di alcuni elementi della rosa.

Con il progressivo recupero di Scott McTominay e Frank Anguissa, tuttavia, le possibilità aumenterebbero notevolmente. Entrambi potrebbero diventare pedine importanti anche all’interno del 3-4-2-1, offrendo fisicità, inserimenti e capacità di occupare l’area avversaria.

Proprio la composizione della coppia centrale sarebbe uno degli aspetti più delicati da studiare durante la sosta.

De Bruyne più vicino alla porta

Il possibile cambio di modulo potrebbe avere conseguenze interessanti anche sulla posizione di Kevin De Bruyne.

Nel 3-4-2-1 il belga avrebbe infatti la possibilità di agire alle spalle della punta, partendo da una posizione più avanzata rispetto a quella occupata da un centrocampista tradizionale.

Una collocazione che potrebbe permettergli di ricevere maggiormente tra le linee e cercare l’ultimo passaggio, oltre ad avvicinarsi maggiormente all’area.

De Bruyne diventerebbe così uno dei candidati principali per uno dei due posti sulla trequarti.

Vergara, Neres e Alisson: quante alternative dietro Hojlund

Ed è proprio sulla trequarti che Allegri avrebbe numerose possibilità.

Oltre a De Bruyne, per i due posti alle spalle della punta ci sarebbero Antonio Vergara, David Neres e Alisson Santos. Giocatori con caratteristiche differenti che consentirebbero al tecnico di cambiare interpretazione senza necessariamente modificare il sistema.

Neres potrebbe garantire accelerazioni, dribbling e imprevedibilità. Vergara offrirebbe un’altra soluzione tecnica tra le linee, mentre Alisson, una volta recuperato, aumenterebbe ulteriormente le possibilità di scelta.

L’obiettivo sarebbe quello di avere due calciatori costantemente vicini alla prima punta, evitando che il centravanti resti troppo isolato.

Hojlund riferimento dell’attacco

Davanti il principale riferimento resterebbe Rasmus Hojlund.

Nel 3-4-2-1 il centravanti avrebbe il compito di occupare l’area, attaccare la profondità e offrire un punto di riferimento ai compagni. La presenza di due trequartisti alle sue spalle potrebbe soprattutto aumentare il numero di combinazioni offensive nella zona centrale.

Hojlund avrebbe giocatori più vicini con cui dialogare e potrebbe beneficiare degli inserimenti provenienti dalla trequarti e dalle fasce.

Per un attaccante con le sue caratteristiche, ricevere maggiore assistenza negli ultimi trenta metri potrebbe rappresentare un vantaggio importante.

Il possibile Napoli con il 3-4-2-1

In attesa di conoscere le scelte definitive di Allegri e l’evoluzione dell’infermeria, una possibile formazione potrebbe quindi essere:

Portiere; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marín; Politano (Favasuli), due centrocampisti centrali, Olivera (Spinazzola); De Bruyne, Neres (Vergara/Alisson); Hojlund.

Con i recuperi di McTominay e Anguissa, naturalmente, aumenterebbero ulteriormente le combinazioni possibili nella zona centrale.

Non una rinuncia al 4-3-3, ma un’arma in più

L’eventuale lavoro sul 3-4-2-1 non significa necessariamente l’abbandono definitivo del 4-3-3.

Avere più sistemi assimilati può consentire al Napoli di cambiare disposizione anche durante la stessa partita, adattandosi alle caratteristiche dell’avversario e ai diversi momenti della gara.

La presenza di calciatori duttili come Di Lorenzo, Politano e Spinazzola può facilitare questo tipo di trasformazione. Con semplici movimenti, infatti, la squadra potrebbe passare da una linea a quattro a una struttura con tre difensori.

La sosta diventa il laboratorio di Allegri

La pausa offre ad Allegri il tempo necessario per effettuare prove tattiche che durante le settimane con partite ravvicinate sarebbero inevitabilmente più complicate.

Molto dipenderà anche dai giocatori presenti a Castel Volturno e dal rientro dei nazionali, ma l’idea del 3-4-2-1 rappresenta una possibilità interessante per il Napoli della ripresa.

Tre centrali per dare maggiore copertura, esterni chiamati a occupare tutta la fascia e soprattutto due uomini di qualità alle spalle di Hojlund.

Il nuovo Napoli potrebbe ripartire proprio da qui. Non necessariamente con una rivoluzione definitiva, ma con una soluzione tattica in più nelle mani di Allegri per rendere la squadra meno prevedibile e sfruttare in maniera differente le caratteristiche della rosa.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *