Massimiliano Allegri comincia a delineare il suo Napoli e una delle indicazioni più interessanti riguarda il centrocampo. L’idea di vedere contemporaneamente Stanislav Lobotka, André-Frank Zambo Anguissa, Scott McTominay e Kevin De Bruyne, i cosiddetti “Fab Four”, non sembra essere al momento la soluzione principale nei pensieri dell’allenatore.
Durante il precampionato Allegri non ha ancora schierato stabilmente i quattro insieme, preferendo lavorare sull’equilibrio e sulla distribuzione dei compiti. In particolare, McTominay continua a essere utilizzato da mezzala, mentre De Bruyne viene portato qualche metro più avanti, in una zona nella quale possa incidere maggiormente con assist, conclusioni e giocate decisive.
Il messaggio che arriva dalle prime settimane è però ancora più significativo: anche i grandi nomi dovranno entrare nelle rotazioni.
Allegri non vuole quattro stelle in campo a tutti i costi
La qualità a disposizione è enorme, ma per Allegri non può essere l’unico criterio nella costruzione della squadra.
Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne possono teoricamente giocare insieme e nella passata stagione il Napoli aveva già provato questa soluzione. In sette partite disputate con i quattro contemporaneamente titolari, gli azzurri avevano ottenuto sei vittorie, pari all’86%, prima che gli infortuni interrompessero la continuità dell’esperimento.
Il nuovo allenatore, almeno in questa fase, sembra però voler percorrere una strada differente.
Prima viene l’equilibrio della squadra. Poi i nomi.
McTominay resta una mezzala
Uno dei punti fermi emersi durante il lavoro estivo riguarda Scott McTominay.
Allegri non vuole snaturare lo scozzese, che continuerà a muoversi principalmente da mezzala, sfruttando quella capacità di inserimento che lo rende particolarmente pericoloso quando può attaccare l’area partendo da dietro.
La rete realizzata contro l’Aris Salonicco nell’ultima amichevole di Castel di Sangro è stata un’altra dimostrazione delle sue caratteristiche.
Chiedergli di rimanere troppo lontano dalla porta significherebbe probabilmente rinunciare a una delle sue qualità migliori.
De Bruyne più avanti per liberare il suo talento
Discorso differente per Kevin De Bruyne.
Il belga viene immaginato in una posizione più avanzata, con meno compiti rigidi e soprattutto con la possibilità di ricevere il pallone negli ultimi trenta metri.
Allegri vuole metterlo nelle condizioni di inventare.
De Bruyne può naturalmente abbassarsi per partecipare alla costruzione, ma la priorità sembra essere quella di non costringerlo a spendere troppe energie lontano dalla porta avversaria.
Anche contro l’Aris sono arrivati segnali importanti, con il belga capace di realizzare una doppietta nel 6-2 conclusivo.
Lobotka e Anguissa, due titolari che dovranno ruotare
Ed è qui che entra in gioco il concetto di rotazione.
Con McTominay utilizzato da mezzala e De Bruyne maggiormente proiettato in avanti, Lobotka e Anguissa rappresentano due soluzioni di enorme valore per completare la mediana.
Ma avere quattro centrocampisti di questo livello non significa necessariamente doverli schierare sempre tutti contemporaneamente.
Allegri potrà scegliere partita dopo partita.
Contro avversari particolarmente aggressivi potrebbe servire maggiormente la capacità di Lobotka di gestire il possesso e uscire dalla pressione. In altre situazioni, invece, fisicità, recupero palla e progressione di Anguissa potrebbero diventare indispensabili.
Anche De Bruyne dovrà essere gestito
Un discorso particolare riguarda proprio il belga.
De Bruyne ha 35 anni e la gestione del suo minutaggio è destinata a diventare uno dei temi della stagione azzurra.
Avere a disposizione un campione del suo livello non significa necessariamente chiedergli di disputare ogni partita per novanta minuti.
Allegri dovrà scegliere quando utilizzarlo dall’inizio, quando preservarlo e quando sfruttarlo magari in una fase specifica della partita.
Il Napoli avrà una stagione lunga e non potrà permettersi di arrivare ai mesi decisivi con i propri uomini migliori senza energie.
I “Fab Four” restano una possibilità, non un obbligo
Questo non significa che Lobotka-Anguissa-McTominay-De Bruyne non verranno mai utilizzati insieme.
Allegri potrebbe certamente ricorrere alla soluzione in determinate partite oppure modificarla durante i novanta minuti.
Ma la differenza sta proprio qui: i Fab Four possono rappresentare un’arma tattica, non necessariamente la formazione base dalla quale partire sempre.
Già durante l’estate si era discusso della possibilità di riproporre il quartetto, ma il precampionato ha mostrato finora un Allegri maggiormente interessato alla ricerca dell’equilibrio.
La concorrenza può diventare un’arma del Napoli
Per Allegri si tratta quasi di un problema piacevole.
Poter scegliere tra centrocampisti di questa qualità significa avere la possibilità di cambiare completamente caratteristiche alla squadra senza necessariamente abbassarne il livello.
E le alternative non terminano con i quattro big.
La stagione richiederà spazio anche per gli altri elementi presenti nell’organico, soprattutto quando inizieranno gli impegni ravvicinati.
Il concetto sarà quindi quello di una squadra nella quale il titolare non è necessariamente chi comincia più partite, ma chi viene scelto per una determinata partita.
Contro il Genoa arriveranno le prime risposte
La ripresa degli allenamenti a Castel Volturno sarà importante soprattutto per comprendere le intenzioni di Allegri in vista dell’esordio contro il Genoa del 22 agosto.
A quel punto non si tratterà più di esperimenti da precampionato.
Le scelte effettuate durante la settimana permetteranno di capire quale sarà il primo centrocampo ufficiale della nuova stagione e soprattutto quale posizione verrà definitivamente assegnata a De Bruyne.
McTominay sembra destinato a conservare il proprio ruolo di mezzala, mentre il belga continuerà a muoversi più vicino alla zona offensiva.
Allegri cambia filosofia: prima l’equilibrio, poi i nomi
La vera novità del nuovo Napoli potrebbe quindi essere proprio questa.
Nessun obbligo di far convivere contemporaneamente tutte le stelle.
Allegri ha quattro centrocampisti di livello internazionale, ma vuole utilizzarli in funzione delle esigenze della squadra.
Lobotka per comandare il gioco, Anguissa per aggiungere forza e progressione, McTominay per attaccare l’area e De Bruyne per inventare negli ultimi metri.
Quattro campioni, quattro caratteristiche differenti e un solo principio: gioca chi serve in quel momento.
I “Fab Four” non spariscono. Semplicemente, per Allegri non devono diventare un dogma. E proprio la possibilità di ruotare anche i fuoriclasse potrebbe trasformarsi in una delle grandi armi del Napoli durante la nuova stagione.


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