La Seleção va sotto contro un Giappone straordinario, rischia l’eliminazione e viene salvata nel finale dal gol del neoentrato Martinelli. Grande prova dei Samurai Blu e del portiere Suzuki, autore di interventi spettacolari.
Il Brasile è vivo e continua la sua corsa ai Mondiali 2026, ma che fatica. La Seleção supera il Giappone per 2-1 al termine di una sfida intensa, emozionante e ricca di colpi di scena. I verdeoro hanno dovuto rincorrere, soffrire e aspettare il recupero per trovare il gol decisivo firmato da Gabriel Martinelli, entrato dalla panchina e diventato l’eroe della serata.
Per lunghi tratti della partita è stato il Giappone a mettere in seria difficoltà una delle grandi favorite per la conquista del titolo mondiale. Organizzazione tattica, velocità nelle ripartenze e grande personalità hanno permesso ai Samurai Blu di accarezzare il sogno qualificazione, sfumato soltanto negli ultimi istanti della gara.
Un Giappone coraggioso sorprende il Brasile
L’avvio di gara è tutto di marca giapponese. La nazionale asiatica affronta il Brasile senza alcun timore reverenziale, pressando alto e sfruttando ogni spazio lasciato dalla retroguardia verdeoro.
La strategia funziona e il vantaggio del Giappone arriva con pieno merito. I brasiliani accusano il colpo, faticano a costruire gioco e si affidano soprattutto alle iniziative individuali dei propri campioni.
Per diversi minuti il Brasile appare nervoso e poco lucido, incapace di trovare varchi contro una difesa perfettamente organizzata.
Suzuki protagonista assoluto
Se il Giappone resta avanti così a lungo, gran parte del merito è del suo portiere Suzuki. L’estremo difensore disputa una partita straordinaria, neutralizzando diverse occasioni create dall’attacco brasiliano.
L’intervento destinato a entrare negli highlights del torneo arriva nella ripresa, quando Vinicius Jr inventa una giocata spettacolare e conclude praticamente a colpo sicuro. Suzuki vola e con un riflesso eccezionale devia il pallone, evitando quello che molti avevano già definito il possibile gol del Mondiale.
Una parata che conferma il livello assoluto della sua prestazione e che tiene in partita il Giappone fino ai minuti conclusivi.
Casemiro guida la rimonta
Nei momenti più difficili emerge tutta l’esperienza di Casemiro. Il centrocampista, fortemente voluto e confermato dal commissario tecnico Carlo Ancelotti, prende in mano la squadra, aumenta il ritmo del possesso e offre equilibrio a un Brasile che rischiava seriamente di salutare il torneo.
La fiducia di Ancelotti nei confronti dell’ex Real Madrid viene ripagata da una prestazione di grande personalità. Casemiro recupera palloni, detta i tempi della manovra e trasmette tranquillità ai compagni proprio quando la pressione inizia a farsi enorme.
Con il passare dei minuti il Brasile cresce e riesce a trovare il pareggio, riaprendo completamente la sfida.
Martinelli cambia la partita
Quando tutto lascia pensare ai tempi supplementari, arriva la giocata decisiva.
Carlo Ancelotti inserisce Gabriel Martinelli dalla panchina e la scelta si rivela vincente. Nel recupero, al 95′, l’attaccante si fa trovare nel posto giusto al momento giusto e firma il gol che vale la qualificazione.
L’esultanza è incontenibile. I giocatori brasiliani si riversano verso l’autore della rete, mentre il Giappone crolla dopo aver accarezzato per oltre novanta minuti una delle imprese più importanti della propria storia calcistica.
Ancelotti sorride, ma c’è ancora da lavorare
La vittoria permette al Brasile di proseguire il proprio cammino mondiale, ma lascia anche diversi spunti di riflessione.
La squadra ha mostrato carattere e capacità di reagire, qualità fondamentali nelle competizioni a eliminazione diretta. Allo stesso tempo, però, le difficoltà incontrate contro il Giappone evidenziano come ci siano ancora aspetti da migliorare, soprattutto nella fase difensiva e nella gestione delle transizioni.
Ancelotti potrà comunque essere soddisfatto della risposta mentale della sua squadra, capace di non arrendersi nemmeno nei momenti più complicati.
Onore al Giappone
Esce tra gli applausi il Giappone, protagonista di una prestazione di altissimo livello. I Samurai Blu hanno dimostrato organizzazione, qualità tecnica e una mentalità sempre più internazionale, mettendo alle corde una delle principali candidate al titolo.
Suzuki è stato senza dubbio il migliore in campo, ma tutta la squadra merita applausi per il coraggio mostrato e per la qualità del calcio espresso.
Alla fine passa il Brasile, ma il Giappone lascia il Mondiale a testa altissima.
La Seleção conquista così il pass per gli ottavi di finale, dove proverà a continuare la propria corsa verso il sesto titolo mondiale. Se vuole arrivare fino in fondo, però, servirà un Brasile più brillante. Contro avversari di livello ancora superiore, soffrire così potrebbe non bastare.
Marcatori: 29′ Sano, 56′ Casemiro, 95′ Martinelli
BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Casemiro (92′ Fabinho), Bruno Guimarães (98′ Danilo Santos); Rayan, Paquetá (46′ Endrick), Vinícius Júnior; Cunha (55′ Martinelli). CT: Ancelotti
GIAPPONE (3-4-2-1): Z. Suzuki; Tomiyasu, H. Ito, Taniguchi; Doan (66′ Sugawara), Sano, J. Ito (78′ Machino), Nakamura (66′ Y. Suzuki); Kamada (78′ Tanaka), Maeda (97′ Ogawa); Ueda. CT: Moriyasu
Arbitro:
Ammoniti: Sano, Casemiro, Danilo, J. Suzuki
Espulsi: nessuno


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