Lutto nel mondo dei rally: è morto Alex Fiorio, figlio di Cesare e simbolo dell’epoca d’oro della Lancia

Il mondo dell’automobilismo italiano è in lutto. È morto oggi, 17 agosto 2026, Alessandro “Alex” Fiorio, uno dei grandi protagonisti del rally italiano tra gli anni Ottanta e Novanta e figlio di Cesare Fiorio, storico dirigente della Lancia e della Ferrari. Aveva 61 anni e negli ultimi mesi aveva reso pubblica la sua battaglia contro una grave malattia.

La notizia ha immediatamente suscitato grande commozione tra gli appassionati. Alex Fiorio non è stato semplicemente il figlio di uno dei personaggi più importanti del motorsport italiano: al volante ha costruito una carriera di altissimo livello, diventando campione del mondo Gruppo N nel 1987 e vicecampione del mondo Rally nel 1989.

Addio ad Alex Fiorio, aveva 61 anni

Fiorio era nato a Torino il 10 marzo 1965.

La sua vita è stata legata fin dall’inizio allo sport e alla velocità. Prima delle automobili c’era stato infatti lo sci, disciplina nella quale aveva dimostrato un talento importante già da giovanissimo.

A soli 17 anni aveva conquistato il titolo italiano nella discesa libera e nel gigante con i colori dello Ski Club Cervino, arrivando anche a superare le prove per diventare maestro di sci.

Poi il destino lo avrebbe portato verso un’altra forma di velocità.

Quella dei rally.

Dai primi passi alla grande avventura con la Lancia

La carriera automobilistica di Alex Fiorio comincia nei primi anni Ottanta.

Tra le prime esperienze ci sono il Panda Ice Trophy e il Campionato Fiat Uno, passaggi che gli permettono progressivamente di mettere in mostra le proprie qualità.

Poi arriva l’occasione che cambia tutto: l’ingresso nel mondo della Lancia, proprio negli anni in cui il marchio italiano stava costruendo una delle epoche più leggendarie della storia dei rally.

Fiorio diventa così uno dei protagonisti dell’era della Lancia Delta.

Nel 1987 il titolo mondiale Gruppo N

Il primo grande risultato internazionale arriva nel 1987.

Al volante della Delta del Jolly Club e con Gigi Pirollo al suo fianco, Fiorio conquista il titolo mondiale riservato alle vetture di Gruppo N.

È il successo che lo consacra definitivamente tra i grandi protagonisti della disciplina.

Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto in un periodo nel quale il rally viveva una stagione di enorme popolarità e il movimento italiano rappresentava uno dei punti di riferimento a livello mondiale.

Il 1989 e quel Mondiale chiuso alle spalle di Biasion

Il punto più alto della sua carriera arriva due anni più tardi.

Nel Mondiale Rally 1989, Alex Fiorio riesce a conquistare il secondo posto nella classifica generale, arrendendosi soltanto a un altro grande italiano: Miki Biasion.

Un risultato straordinario che ancora oggi rappresenta una delle pagine più importanti della carriera di Fiorio.

L’anno precedente, nel 1988, aveva già concluso il Mondiale al terzo posto.

In due stagioni consecutive riesce quindi a salire sul podio finale del campionato più importante della specialità.

Nove podi nel Mondiale Rally

Anche i numeri raccontano il livello raggiunto da Fiorio.

Nel corso della propria carriera nel Mondiale conquistò nove podi, divisi tra sei secondi posti e tre terzi posti.

Non riuscì a conquistare una vittoria assoluta in una prova del WRC, ma la continuità mostrata negli anni migliori gli consentì di confrontarsi ad armi pari con alcuni dei piloti più forti della sua generazione.

Ed essere vicecampione del mondo nel pieno dell’epoca d’oro della Lancia resta un risultato capace di raccontare da solo la sua carriera.

Alex e Cesare Fiorio, una storia di famiglia e motori

Il cognome Fiorio rappresenta inevitabilmente qualcosa di speciale nella storia dell’automobilismo.

Cesare Fiorio è stato uno degli uomini che hanno costruito la leggenda sportiva della Lancia nei rally, prima di vivere esperienze di altissimo livello anche in Formula 1.

Alex si è quindi trovato fin da giovane immerso nel mondo delle competizioni.

Ma ridurre la sua carriera al cognome che portava sarebbe profondamente ingiusto.

I risultati ottenuti al volante gli permisero di costruire una propria identità sportiva e di diventare uno dei piloti italiani più importanti della sua epoca.

La Lancia Delta, simbolo di una generazione irripetibile

Per tantissimi appassionati l’immagine di Alex Fiorio resterà inevitabilmente legata alla Lancia Delta.

Una macchina diventata un’icona assoluta del motorsport.

Erano gli anni delle prove speciali gremite di pubblico, delle strade sterrate, della neve, dell’asfalto e di vetture che hanno trasformato il Mondiale Rally in uno degli spettacoli sportivi più affascinanti dell’epoca.

Fiorio apparteneva pienamente a quella generazione.

E proprio per questo la notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente il mondo dei rally.

Il cordoglio dell’Automobile Club d’Italia

Anche l’Automobile Club d’Italia ha espresso pubblicamente il proprio dolore per la scomparsa del pilota.

L’ACI lo ha ricordato come uno dei personaggi più amati del mondo dei rally, un riferimento per un’intera generazione di appassionati e un simbolo dell’automobilismo italiano.

Parole che sintetizzano perfettamente ciò che Fiorio ha rappresentato ben oltre i risultati ottenuti nelle classifiche.

La malattia e l’ultima battaglia

Negli ultimi mesi Fiorio aveva reso pubblica attraverso i propri canali social la malattia contro la quale stava combattendo.

La notizia della morte è arrivata oggi, a soli 61 anni.

Lascia la moglie Oxana, le figlie Mariapaola e Francesca, oltre al padre Cesare, alla madre Francesca, al fratello Cristiano e alla sorella Giorgia.

Una perdita dolorosissima prima di tutto per la sua famiglia, alla quale si è stretto idealmente tutto il mondo dell’automobilismo.

Il rally perde uno dei protagonisti della sua epoca d’oro

Ci sono piloti ricordati soltanto attraverso le statistiche e altri che finiscono per rappresentare un periodo storico.

Alex Fiorio appartiene alla seconda categoria.

Campione del mondo Gruppo N nel 1987, terzo nel Mondiale Rally 1988 e vicecampione del mondo nel 1989, Fiorio è stato uno dei protagonisti italiani degli anni indimenticabili della Lancia Delta.

Oggi il cronometro non conta più.

Restano le immagini, le prove speciali, quella Delta lanciata sulle strade del Mondiale e i ricordi di una generazione di tifosi che ha vissuto uno dei periodi più affascinanti della storia del rally.

Alex Fiorio se ne va a 61 anni. Il mondo dei motori perde un grande pilota, la famiglia Fiorio perde un figlio, un marito, un padre e un fratello. Il rally italiano saluta uno degli uomini che hanno contribuito a scrivere la sua storia.

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