Inter-Napoli, a San Siro c’è anche Lavezzi: l’idolo dei partenopei fu vicino ai nerazzurri

Un ospite speciale sugli spalti di San Siro per Inter-Napoli. Ad assistere alla sfida tra nerazzurri e azzurri c’è anche Ezequiel Lavezzi, uno dei calciatori più amati dai tifosi partenopei nell’era De Laurentiis.

La presenza del Pocho non può passare inosservata soprattutto in occasione di una partita contro l’Inter. Nel corso della sua esperienza italiana, infatti, l’argentino fu anche accostato con grande insistenza proprio al club nerazzurro.

Lavezzi a San Siro per Inter-Napoli

Lavezzi torna dunque a respirare l’atmosfera della Serie A e lo fa in occasione di una delle partite più attese del campionato.

Per i sostenitori del Napoli il suo nome continua a evocare ricordi particolarmente intensi. Arrivato in azzurro nel 2007, quando la squadra partenopea era appena tornata in Serie A, il Pocho diventò rapidamente uno degli uomini simbolo del nuovo progetto costruito da Aurelio De Laurentiis.

Velocità, dribbling, accelerazioni e soprattutto una straordinaria capacità di accendere il pubblico fecero innamorare il San Paolo.

Il Pocho simbolo della rinascita azzurra

Lavezzi rappresentò uno dei primi grandi protagonisti della rinascita del Napoli. Insieme a Marek Hamsik e successivamente a Edinson Cavani formò un reparto offensivo capace di riportare gli azzurri nelle zone più importanti del calcio italiano ed europeo.

Il rapporto tra il Pocho e Napoli andò rapidamente oltre il semplice legame tra un calciatore e la propria tifoseria. L’argentino diventò un vero e proprio idolo popolare, uno dei simboli della squadra che, dopo gli anni difficili della ripartenza, cominciava nuovamente a confrontarsi con le grandi del campionato.

Le sue accelerazioni e il suo modo istintivo di giocare rappresentavano perfettamente lo spirito di quel Napoli: una squadra ancora lontana dalla potenza economica delle grandi del Nord, ma capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversario.

Quando l’Inter pensò a Lavezzi

La presenza dell’argentino a San Siro riporta inevitabilmente alla memoria anche le numerose indiscrezioni di mercato che lo riguardarono durante la sua esperienza napoletana.

L’Inter fu infatti una delle società interessate al Pocho. Le sue caratteristiche tecniche, la conoscenza della Serie A e la capacità di giocare in differenti posizioni del reparto offensivo lo rendevano un profilo particolarmente appetibile.

Per un periodo l’ipotesi di vedere Lavezzi con la maglia nerazzurra sembrò tutt’altro che impossibile. Il trasferimento, però, non si concretizzò e l’argentino continuò la propria avventura con il Napoli fino all’estate del 2012.

L’addio al Napoli e il trasferimento al PSG

Dopo cinque stagioni in azzurro, Lavezzi lasciò Napoli per trasferirsi al Paris Saint-Germain. La sua ultima annata partenopea si concluse con la conquista della Coppa Italia del 2012, primo trofeo dell’era De Laurentiis.

Una conclusione particolarmente significativa per un giocatore che aveva accompagnato praticamente tutta la prima fase della crescita del nuovo Napoli.

Dal ritorno in Serie A alla qualificazione europea, fino alle grandi notti di Champions League e alla vittoria di un trofeo: Lavezzi fu protagonista di una trasformazione che avrebbe posto le basi per la successiva crescita della società.

Un legame con Napoli mai dimenticato

Gli anni sono passati, ma il rapporto tra Lavezzi e il popolo napoletano è rimasto speciale.

Il Pocho appartiene a quella categoria di giocatori il cui ricordo non viene misurato esclusivamente attraverso gol e statistiche. A Napoli viene ricordato soprattutto per le emozioni trasmesse, per il modo di vivere le partite e per quella capacità di creare entusiasmo ogni volta che entrava in possesso del pallone.

La sua presenza a San Siro per Inter-Napoli rappresenta così una piccola sorpresa nella grande notte del calcio italiano.

Questa volta Lavezzi osserverà tutto dalla tribuna. Ma per molti tifosi azzurri vedere nuovamente il Pocho in occasione di una partita del Napoli significa inevitabilmente tornare con la memoria agli anni in cui l’argentino correva con il numero 22 sulle spalle e contribuiva a riportare il club partenopeo tra le grandi del calcio italiano.

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