Bucchioni: ”Un po’ di ritardo c’è, ci saremmo aspettati di più da un allenatore come Allegri, che evidentemente fa un po’ fatica a far capire qual è il suo calcio, però dei progressi li abbiamo visti”
Il giornalista Enzo Bucchioni, intervenuto su Radio Tutto Napoli, ha analizzato il difficile avvio di stagione della squadra di Massimiliano Allegri, reduce da quattro sconfitte nelle prime otto partite ufficiali:
“Non dobbiamo andare a cercare nel Napoli di Allegri delle cose che non vedremo mai, perché Allegri fa un certo tipo di calcio e sono i giocatori che devono adattarsi. Se andiamo a chiedere ad Allegri di fare pressing alto da squadra, come faceva Antonio Conte, è inutile, perché non lo fa. Preferisce abbassarsi, tenere il blocco basso, ripartire negli spazi. Credo che in questo momento si stia pagando questo adattamento da parte della squadra a un calcio diverso. Un po’ di ritardo c’è, ci saremmo aspettati di più da un allenatore come Allegri, che evidentemente fa un po’ fatica a far capire qual è il suo calcio, però dei progressi li abbiamo visti”.
Bucchioni: Il Napoli ha vinto soltanto tre delle prime otto partite, perdendone quattro. Il problema è soprattutto nella mentalità dei calciatori oppure nel modo in cui la squadra viene messa in campo?
“Questo è un grande tema. Non dobbiamo andare a cercare nel Napoli di Allegri delle cose che non vedremo mai, perché Allegri fa un certo tipo di calcio e sono i giocatori che devono adattarsi a quel tipo di calcio. Se andiamo a chiedere ad Allegri di fare pressing alto da squadra, come faceva Antonio Conte, è inutile, perché non lo fa. Preferisce abbassarsi, tenere il blocco basso, ripartire negli spazi. Credo che in questo momento si stia pagando questo adattamento da parte della squadra a un calcio diverso. Un calcio che implica una crescita anche del carattere, dell’atteggiamento, dell’aggressività, perché se non capisci questo e aspetti ancora di vedere le sovrapposizioni, tutti i meccanismi che c’erano in precedenza, allora diventa una squadra passiva.
La litigata con De Bruyne, che poi giustamente Allegri, che è un allenatore scafatissimo, ha subito ridimensionato perché non può tirarla per le lunghe, è anche l’esempio di quello che stiamo dicendo. I giocatori si devono adattare, sanno che l’allenatore chiede quel tipo di lavoro. È soltanto una fase di passaggio. Guardiamo anche le difficoltà che ha l’Atalanta a recepire il calcio di Sarri, che è diverso da quello di Allegri. A Bergamo giocavano uomo su uomo e ora devono passare a giocare a zona. Qualcuno superficialmente può dire che bisogna soltanto dare dei calci al pallone. I piedi sono gli stessi, però cambiano i movimenti dei compagni e quello che ti chiede l’allenatore. Invece di aggredire alto devi abbassarti con i tempi giusti per non lasciare spazi. Se non ti ricompatti, gli avversari trovano il modo di metterti in difficoltà.
Ricordiamo anche perché è stato preso Allegri: deve rivitalizzare e rivalorizzare dei giocatori. Pensa a Lucca. Perché continua a parlarne? Perché è un giocatore che è stato pagato 30 milioni e non lo puoi rottamare. Devi cercare di capire quali siano le sue caratteristiche migliori e rivitalizzarlo, perché questo è ciò che ha chiesto la società, che non ha fatto mercato dicendo che i giocatori ci sono e bisogna metterli a fuoco. Un po’ di ritardo c’è, non stiamo qui a raccontare altro. Ci saremmo aspettati di più da un allenatore come Allegri, che evidentemente fa un po’ fatica a far capire qual è il suo calcio, però dei progressi li abbiamo visti”.
Il Napoli non può più permettersi passi falsi, soprattutto in Champions League, dove ha zero punti dopo due partite. Quando arriverà il vero salto di qualità?
“È evidente che sia così. Quando migliorerà il Napoli? Te lo dico: quando tornerà Anguissa, quando McTominay avrà una condizione migliore. Al centro ci sono giocatori fondamentali. Senza quel tipo di giocatore che ti dà fisicità, che ti dà quello che manca in questo momento al Napoli, la squadra sembra fragile. Il centrocampo è il reparto determinante, quello che deve proteggere la difesa e far ripartire l’azione. Ha buoni giocatori, ma non hanno quelle caratteristiche, anche quando giocava con il doppio play. Sono due giocatori fragili, più adatti a costruire che a interdire il gioco. Quando devi chiamare il blocco basso, se non hai giocatori con quelle caratteristiche, che poi sappiano anche ripartire negli spazi, vai in difficoltà a fare quel tipo di calcio. Quindi è necessario recuperare soprattutto i giocatori fondamentali.
McTominay era fondamentale per tutti, lo è stato per tutti gli allenatori che ha avuto a Napoli, a maggior ragione quando giochi questo tipo di calcio. E anche De Bruyne: è un campione, ma si deve mettere a disposizione, perché non puoi chiedere ad Allegri di fare il calcio che fa il Belgio o che fanno altri. Sei in questa situazione e ti devi adattare. Certo, non voglio vedere De Bruyne fare delle rincorse, perché non ce l’ha, non glielo puoi neanche chiedere a quell’età. Però anche lui si deve adattare. Bisogna che si parlino con l’allenatore e che insieme decidano una posizione, ma all’interno di quei principi”.
Allegri è sempre stato riconosciuto per la capacità di gestire il gruppo e leggere i momenti delle partite. Possiamo aspettarci un miglioramento del Napoli proprio sotto questo aspetto?
“Sì, certo. Da Allegri mi sarei aspettato di più, dopo un buon numero di partite già giocate tra Champions e campionato, proprio sotto questo aspetto. Perché ad Allegri non chiederò mai di fare un gioco spettacolare, però di dare una coesione al gruppo, di far capire anche dal punto di vista caratteriale come vanno interpretate le partite. Erano tutte qualità che negli anni scorsi erano un optional. Si chiedevano il gioco, i movimenti, tutte queste cose.
È chiaro che ci vogliono sempre, però non erano preponderanti. Oggi diventano preponderanti il carattere, capire le situazioni, aiutare il compagno. Sono cose che hanno bisogno di tempo. Lo so che il mondo di oggi non concede tempo a nessuno, a maggior ragione nel calcio, dove contano soltanto i risultati. Una squadra come il Napoli, che deve competere per lo scudetto e puntare a passare il turno in Champions, è in ritardo. Io credo che siamo abbastanza vicini. L’obiettivo è recuperare degli infortunati che sono più importanti di altri. È una crescita mentale che ci sarà”.
A gennaio il Napoli potrebbe avere bisogno di qualche intervento sul mercato?
“C’è stato questo incontro tra De Laurentiis e Allegri. Secondo me qualcosa a gennaio andrà fatto, perché questa squadra qualche carenza, proprio nel senso che abbiamo detto, ce l’ha. Non mi aspetto grandi colpi, ma se c’è qualche occasione, qualche giocatore che ha difficoltà con qualche squadra, faranno anche questo per migliorare la situazione. Bisogna migliorare, lo si dovrà fare un po’ sotto tutti i punti di vista”.
Conclude Enzo Bucchioni

