Morto Sandro Mazzola, addio a uno dei simboli del calcio italiano. Protagonista in campo con la Grande Inter di Herrera, l’ex calciatore, dirigente e opinionista è scomparso all’età di 83 anni

Il calcio piange uno dei suoi simboli. È morto Sandro Mazzola, figlio d’arte dell’indimenticabile Valentino (Campione del Grande Torino), protagonista in campo con la Grande Inter di Helenio Herrera e con la Nazionale italiana. Calcisticamente nato e cresciuto in nerazzurro, dal suo esordio appena diciottenne fino al ritiro nel 1977, a quasi 35 anni, Mazzola ha collezionato 565 gare complessive e 158 reti in tutta la sua carriera, spesa soltanto con l’Inter.

Era una icona del calcio italiano

Era una icona del calcio italiano, le sue gesta avevano una risonanza internazionale. Grande campione sul campo, sempre equilibrato e mai sopra le righe fuori dal terreno di gioco, Mazzola è stato uno dei protagonisti dell’Inter che nella metà degli anni ’60 ha dominato in Italia e nel Mondo, conquistando tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Successivamente ha vinto un quarto Scudetto, nel 1971.

Protagonista  anche con la maglia dell’Italia, vestita per la prima volta nel 1963 e con la quale ha collezionato 70 presenze e 22 reti. In Nazionale è stato protagonista del successo agli Europei del 1968 disputati in casa, vinti nella doppia sfida contro la Jugoslavia, e al Mondiale messicano del 1970, nel quale ha sfiorato la conquista della Coppa Rimet persa in finale contro il Brasile di Pelé.

Mazzola, l’Inter e il calcio in lutto

Nato l’8 novembre 1942 a Torino, esordì in  Serie A uno storico Juventus-Inter 9-1 del giugno 1961, quando i nerazzurri schierarono la formazione giovanile per protesta contro la data scelta di quel match di recupero: di Mazzola fu l’unico gol interista, segnato su calcio di rigore.

Velocissimo, con un gran dribbling e lucido sottoporta,. Nato attaccante, si è trasformato poi in un’eccellente mezzala, intelligente rifinitore, diventando l’alter ego di Gianni Rivera, stella dei concittadini del Milan.  Appesi gli scarpini al chiodo, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali: prima all’Inter, poi al Genoa, di nuovo all’Inter e infine al Torino, fino al 2003, ma è stato anche commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport. Fu Mazzola la prima seconda voce della Nazionale durante le telecronache. In anni più recenti è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano e in quella dell’Inter, di cui è stato ovviamente anche capitano. Un ciclo inimitabile che ne ascrive per sempre la figura tra le più celebri della storia del calcio italiano e non solo.

Così, in una tiepida notte di fine estate, alla vigilia dell’ennesima partita importante della sua Inter, lo ha ricordato la società nerazzurra:

“C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile”.

La Redazione di TerzoTempo.eu, in questo momento di grande dolore, è vicina con tutto l’affetto alla famigliia di colui che ha scritto pagine indimenticabili del calcio italiano: ”Che i ricordi più belli possano diventare una carezza del cuore”. Sentite condoglianze alla famiglia di Sandro Mazzola

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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