Il tecnico azzurro analizza il pareggio: Champions più vicina, gestione degli infortuni, crescita nella ripresa e complimenti a Fabregas

Antonio Conte esce dal campo di Como con un pareggio che pesa molto nella corsa Champions. Non è una vittoria, ma nelle parole dell’allenatore del Napoli si capisce bene quanto questo punto venga considerato un altro passo importante verso l’obiettivo stagionale. Il motivo è semplice: il Como era una concorrente diretta, una squadra ambiziosa, costruita per provare ad avvicinarsi alle zone alte della classifica. Uscire imbattuti da questo campo e mantenere otto punti di vantaggio significa avvicinarsi alla qualificazione matematica.

Conte lo dice chiaramente: nessuna delle due squadre ha giocato per il pareggio. La partita è stata aperta, intensa, combattuta. Il Napoli avrebbe potuto segnare, ma anche il Como ha avuto le sue occasioni. Per il tecnico azzurro il risultato finale fotografa abbastanza bene l’andamento della gara: meglio il Como nel primo tempo, meglio il Napoli nella ripresa.

Un punto pesante per la Champions

La prima riflessione di Conte riguarda il valore del pareggio. Il Napoli, secondo il tecnico, compie “un altro passo importante” verso la Champions, soprattutto perché lo fa contro una squadra che aveva bisogno di vincere per riaprire la corsa.

Il dato degli otto punti di distanza è centrale. Mancano tre partite e il Como, anche vincendole tutte, potrebbe arrivare a nove punti. Per questo motivo, aver evitato la sconfitta assume un peso enorme. Conte sottolinea anche un aspetto psicologico: il Napoli non ha gestito la gara con paura o calcoli, ma ha provato a giocarla.

Questo è un messaggio importante. L’allenatore vuole far capire che la squadra non è scesa in campo per difendere il vantaggio in classifica, ma per confermare la propria identità. Il pareggio, quindi, non viene raccontato come un risultato passivo, bensì come il frutto di una partita vera, giocata “a viso aperto”.

“Abbiamo lo Scudetto sulla maglia”

Una delle frasi più significative della conferenza è quella sullo Scudetto. Conte ricorda che il Napoli porta ancora il tricolore sulla maglia e che questo deve pesare nella testa dei giocatori.

Non è soltanto orgoglio. È anche responsabilità. Il tecnico fa capire che il Napoli non può limitarsi a raggiungere la Champions e poi abbassare la tensione. La squadra deve continuare a lottare fino alla fine, cercando di arrivare più in alto possibile.

Il passaggio è molto forte: secondo Conte, chiudere bene la stagione darebbe ancora più valore allo scudetto vinto l’anno precedente. In altre parole, il Napoli deve dimostrare continuità, mentalità e ambizione. Non basta aver vinto: bisogna confermare di essere una squadra di livello alto.

La programmazione del futuro

Conte lega la qualificazione Champions anche alla costruzione del Napoli del prossimo anno. Entrare in Champions significa avere certezze economiche, sportive e progettuali. È un obiettivo che riguarda il campo, ma anche il mercato, la programmazione e il lavoro della società.

Quando Conte parla del presidente e del futuro del Napoli, lascia intendere che la qualificazione sia fondamentale per pianificare la prossima stagione con maggiore forza. La Champions porta prestigio, risorse e possibilità di trattenere o attrarre giocatori importanti.

Per questo il tecnico insiste sulla necessità di chiudere il discorso “quanto prima”. La matematica ancora non c’è, ma il Napoli è molto vicino.

Rrahmani, cambio precauzionale

Conte ha poi spiegato le condizioni di Amir Rrahmani, uscito nel finale dopo aver chiesto il cambio. L’allenatore ha chiarito che non sembra trattarsi di un problema grave, ma di una gestione prudente.

Il difensore tornava da due mesi di stop e aveva già giocato contro la Cremonese dopo un lungo periodo di assenza. In settimana aveva accusato un po’ di fatica, quindi lo staff aveva cercato di gestirlo. A Como ha sentito affaticamento e ha preferito fermarsi.

Il dettaglio importante è che il Napoli era anche in emergenza nel reparto difensivo. Juan Jesus era rimasto a Napoli per motivi personali, mentre Olivera non è stato rischiato per un piccolo affaticamento. Per questo Conte ha dovuto adattare le soluzioni, spostando Buongiorno e inserendo alternative non naturali nel ruolo.

Primo tempo con qualche insicurezza

Dal punto di vista tattico, Conte non boccia l’approccio iniziale, ma individua un problema preciso: alcune palle perse in uscita. Il Napoli, secondo lui, era partito con un buon possesso, ma due errori a centrocampo hanno dato fiducia al Como e tolto sicurezza agli azzurri.

Questo passaggio è significativo perché spiega il momento di difficoltà del primo tempo. Non si è trattato, secondo Conte, di un Napoli rinunciatario. Piuttosto, la squadra ha perso fiducia dopo alcuni palloni pericolosi regalati agli avversari.

Il Como, in quella fase, è riuscito a prendere campo e a mettere pressione. Conte riconosce che i padroni di casa sono stati migliori nella prima parte della gara.

La crescita nella ripresa

Nel secondo tempo, invece, il Napoli è salito di tono. Conte sottolinea che il piano partita non è cambiato: pressing alto, duelli individuali, volontà di andare uomo contro uomo e provare a imporre il proprio gioco.

La differenza è stata nell’esecuzione. Nella ripresa il Napoli ha avuto più coraggio, più intensità e più pulizia nella gestione del pallone. Per questo Conte considera giusto il pareggio: il Como ha fatto meglio nel primo tempo, il Napoli meglio nel secondo.

L’analisi dell’allenatore è equilibrata. Non cerca alibi, ma non sminuisce nemmeno la prestazione. Riconosce i meriti dell’avversario e allo stesso tempo evidenzia la reazione della sua squadra.

Il portiere del Como come “dodicesimo uomo”

Conte dedica parole importanti anche al portiere del Como, indicato come una delle armi principali della squadra di Fabregas. Il tecnico lo definisce quasi un giocatore di movimento in più, capace di creare superiorità numerica e rendere difficile il pressing.

Questo è un punto tattico interessante. Quando un portiere sa giocare bene con i piedi, la prima pressione avversaria diventa più complicata. Il Como, secondo Conte, riesce spesso a uscire dal pressing proprio grazie alla qualità del proprio estremo difensore.

Non è solo un complimento individuale: è il riconoscimento di un’idea di gioco moderna, in cui il portiere partecipa alla costruzione e diventa fondamentale nello sviluppo dell’azione.

Fabregas, il “predestinato”

Nella parte finale Conte parla molto bene di Cesc Fabregas. Lo definisce un allenatore “sanguigno”, passionale, uno che vive la partita con intensità. È un tratto in cui Conte riconosce qualcosa di sé.

Ma il complimento più importante riguarda lo studio. Secondo Conte, Fabregas è un tecnico che studia calcio, che cerca soluzioni e che sta costruendo una squadra coerente con le proprie idee. Per questo lo considera un predestinato.

Conte fa anche un ragionamento sull’evoluzione del calcio. Oggi, secondo lui, un allenatore di alto livello deve essere completo: deve saper lavorare con la palla e senza palla, nella fase offensiva e in quella difensiva. Non basta più aspettare bassi e ripartire. Servono organizzazione, intensità e idee.

In questo senso, il Como di Fabregas rappresenta una squadra moderna, aggressiva e ambiziosa. Conte riconosce il valore del lavoro dell’allenatore e della società, capaci di scegliere giocatori adatti a quel tipo di calcio.

Il messaggio finale di Conte

Dalle parole di Conte emerge un Napoli vicino all’obiettivo Champions, ma non ancora sazio. Il pareggio di Como viene considerato utile, pesante e forse decisivo, ma l’allenatore non vuole cali di tensione.

Il messaggio alla squadra è chiaro: bisogna chiudere la qualificazione matematica il prima possibile, ma anche continuare a onorare lo scudetto sulla maglia. Il Napoli deve guardare avanti, programmare il futuro e lottare fino all’ultima giornata.

Il punto di Como non è spettacolare, ma può diventare prezioso. Soprattutto perché arriva in una partita difficile, contro una rivale diretta e su un campo complicato. Conte lo sa, lo pesa e lo rivendica: il Napoli ha fatto un altro passo verso la Champions.

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