De Laurentiis attacca il sistema: “Calcio italiano da pazzi, serve una rivoluzione

Fonte Foto: Gente d'Italia

Calcio italiano? A pazzielli

Ancora una volta, senza filtri. Aurelio De Laurentiis torna a scuotere il calcio italiano con dichiarazioni forti, destinate a far discutere. Il presidente del Napoli non usa mezzi termini e fotografa un sistema che, secondo lui, è ormai al limite del collasso.
Il numero uno azzurro ha descritto il movimento con un’espressione tipicamente napoletana: “mmane e criature”, ovvero un caos totale, dove ognuno fa ciò che vuole. Una critica durissima alla gestione generale del calcio italiano, accusato di immobilismo e mancanza di visione.

Secondo De Laurentiis, il problema principale è l’assenza di riforme concrete: tutti parlano, ma nessuno agisce davvero.

Troppi club e troppe partite

Uno dei temi centrali resta quello del formato della Serie A. Il presidente del Napoli insiste da tempo sulla necessità di ridurre il numero delle squadre.

Già in passato aveva evidenziato come il sistema sia diventato insostenibile: troppe partite, costi sempre più alti e giocatori “usurati” da calendari sempre più intensi  .

La sua idea è chiara: un campionato più snello, anche a 16 squadre, per aumentare qualità e valore economico delle partite.

Il calcio lo tengono in piedi pochi club

De Laurentiis va oltre e punta il dito contro l’attuale equilibrio della Serie A: secondo lui sono solo 6-8 società a reggere l’intero sistema, mentre il resto fatica a stare al passo  .

Un’affermazione che riapre il dibattito sulla sostenibilità economica del calcio italiano e sulla distribuzione delle risorse.

L’idea Malagò e la FIGC

Tra le provocazioni più forti, anche una riflessione sulla governance: De Laurentiis lascia intendere che un cambio ai vertici potrebbe rilanciare il sistema, citando indirettamente la figura di Giovanni Malagò.

Il tema della gestione resta centrale: senza una guida forte e riforme strutturali, per il patron azzurro il calcio italiano rischia di restare indietro rispetto ai grandi campionati europei.

Un sistema da rifondare

Non è la prima volta che De Laurentiis alza la voce. Da anni denuncia un calcio “malato”, con debiti crescenti e modelli economici non più sostenibili.

La sua ricetta? Meno squadre, più qualità, maggiore controllo dei costi e una governance più efficiente.

Parole che, come sempre, dividono: c’è chi le considera provocazioni e chi invece le vede come un campanello d’allarme.















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