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Ven. Ott 30th, 2026

A Stile Tv, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’ di Raffaele Auriemma, è intervenuto Leonardo Menichini, doppio ex di Napoli-Roma

“La Roma sta meglio del Napoli? I numeri dicono sempre qualcosa di vero, la Roma ha 17 punti e il Napoli ne ha 10. Sicuramente è in una condizione anche psicologica superiore, poi sta facendo delle grandi partite. Credo che in questo momento sia più forte del Napoli però nel calcio nulla è scontato. È una partita in cui anche il Napoli ha le sue chance di poter vincere. Specifico che la Roma è più forte del Napoli in questo momento, non a prescindere. A inizio campionato davo il Napoli tra le possibili favorite, e ha ancora tempo per recuperare per lo scudetto. Ci sono però state delle problematiche, il Napoli non ha trovato la continuità, ma è chiaro che ha grandi giocatori.

La Roma ha dei giocatori che corrono, ti azzannano, non ti lasciano respirare

La Roma comunque ha dei giocatori che corrono, ti azzannano, non ti lasciano respirare, fanno pressione in ogni zona del campo, hanno Malen che la prima volta mi fece venire in mente subito Ronaldo il Fenomeno. Ha le stesse movenze, è un giocatore che fa gol, che partecipa. È una squadra forte, vedi anche Lulli per esempio, sono ragazzi in grande ascesa. Anche il Napoli ha giovani, tipo Vergara, che possono fare bene.

Quindi sicuramente sarà una bella partita. Gasperini al momento ha lavorato meglio di Allegri? Gasp ha fatto un lavoro con i giocatori che ha, ha portato alla Roma quelli che fanno il tipo di calcio che dice lui, un calcio verticale, di uomo contro uomo a tutto campo, che quando riparte cerca subito la verticalizzazione, quindi riesce con questo tipo di gioco a mettere in difficoltà l’avversaria. L’impronta di Allegri al Napoli? Non è facile quando si cambia allenatore, porta nuove idee, nuove situazioni; ci vuole un attimo per capire, trovare un amalgama di squadra. Poi c’è da dire che il Napoli è stato anche sfortunato, perché ha avuto 2/3 partite dove ha dominato e ha tirato tantissime volte in porta, ma non è riuscito a vincere.

Nel calcio si guardano solo i risultati, le prestazioni a volte vengono messe da parte e una vittoria magari fa dimenticare qualche difetto di prestazione che c’è stata. Ma il Napoli è un grande club, è abituato a vincere e a stare in alto in classifica, adesso che sta in basso – anche se c’è tempo e spazio per recuperare – diventa, sotto il profilo della critica, un po’ più complicato.

Perché le squadre italiane sembrano di un livello più basso in Europa?

Perché le squadre italiane sembrano di un livello più basso in Europa? Chiaramente ci sono 4/5 squadre a cominciare dal Psg, Barcellona, che sono costruite per far bene, che hanno speso tantissimo e negli anni ormai hanno consolidato un po’ questa forza anche a livello europeo. Mi sembra che in Europa abbiano più ritmo di noi e qui dobbiamo chiederci perché. L’Europa è difficile per questo. In Italia si gioca un po’ più sul possesso palla, anche la gente si stufa. All’estero pressano e verticalizzano di più”.

A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla Giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Ottavio Bianchi, allenatore, sul Napoli e sulla Roma:

“La Roma sta facendo molto bene, mentre il Napoli sta facendo il suo; dare dei giudizi dopo poche partite mi sembra prematuro. Bisogna anche vedere cosa c’è nello spogliatoio, alcuni giocatori possono rendere meno per svariati motivi. Adesso ci sono squadre già al top, altre arriveranno con il tempo. La Roma ha giocatori che stanno giocando al massimo della condizione, ma siamo solo all’inizio.

Se il Napoli ottenesse dei buoni risultati in questo periodo, allora avrebbe tutto il tempo per recuperare

Se il Napoli ottenesse dei buoni risultati in questo periodo, allora avrebbe tutto il tempo per recuperare. Perdendo stasera, 10 punti dai giallorossi diventerebbero tanti, ma è difficile esprimere valutazioni in questo periodo. Solo stando all’interno degli spogliatoi si può sapere cosa sta passando un gruppo, e non sempre lo si riesce a scoprire. Il Napoli può rientrare nella corsa per il vertice, poi bisogna vedere anche le coppe perché giocando ogni tre giorni diventa difficile mantenere una condizione ottimale.

A quel punto diventa difficile recuperare da un microtrauma che di solito si recupera facilmente in 5/6 giorni. Un giocatore ti può rendere del 30/40% in meno, poi magari incontri una squadra che non ha avuto impegni settimanali e va al massimo la domenica, e fai fatica. Anche all’estero, giocando ogni tre giorni si fanno sempre giocare i migliori: quando poi subentra anche solo un microtrauma, iniziano a non rendere al meglio.

Perché in Italia lasciamo andare gli allenatori migliori?

Perché in Italia lasciamo andare gli allenatori migliori? Ai miei tempi il campionato italiano era il primo in Europa, oggi veniamo dietro a Premier, Spagna, Francia e Germania. Io sono fautore del vivaio italiano, ma se non facciamo giocare i ragazzi a 18/19 anni, quand’è che maturano? In Nazionale possiamo cambiare chi vogliamo, ma se i giocatori che non sono quelli di squadre di vertice, dove possiamo andare? In Spagna hanno la cantera migliore, investono su quello. Se fossi a capo di una società, la prima cosa sarebbe investire sul settore giovanile”.

A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla Giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Giorgio Perinetti, dirigente sportivo

“L’ultima vittoria è stata importante per il Napoli, ora c’è questo scontro con la Roma. Il Napoli è stato indicato in estate come principale antagonista dell’Inter, ma ha avuto qualche problema e magari a gennaio dovrà sistemare alcune cose. La Roma sta facendo molto bene con un grande lavoro di Gasperini e tanti giovani inseriti bene. La partita ci dirà qualcosa in più sulle ambizioni di entrambe le squadre.

Credo che Allegri sia un maestro della gestione

Credo che Allegri sia un maestro della gestione, se le problematiche del Napoli non sono superabili con l’organico attuale, allora forse bisogna fare qualcosa. Purtroppo Lucca continua a dimostrare al momento di non avere la capacità di imporsi in un contesto come quello napoletano, che dà tanto ma richiede anche. La valutazione alta su di lui può avere certamente influito, ma se hai quelle qualità che ti permettono di adattarti bene in un certo ambiente, allora puoi superare le difficoltà.

Ci vuole, però, anche un certo spessore caratteriale. Lui è sicuramente un giocatore di qualità e prima o poi uscirà, ma al momento non riesce a dare il suo contributo. Al di là della straordinaria cavalcata della Lazio, la Roma potrebbe avere le carte in regola per essere l’anti Inter. Ora sta avendo qualche infortunio di troppo, ma ha denotato sicuramente una grande qualità. In questo momento ci vuole grande intensità per giocare tante partite, e lo stress dei giocatori aumenta quindi prima o poi qualcuno si ferma ai box.

La soluzione potrebbe essere quella di avere delle rose di 30 giocatori, ma questo avrebbe dei costi e poi diventerebbe difficile avere tanti elementi nello stesso gruppo, quindi è come un cane che si morde la coda. Ogni giocatore è un’impresa che lavora per un’altra impresa, che è il club: l’obiettivo è comune, ma ogni impresa può avere le sue priorità o altro. Non è facile gestire il calcio di oggi. Allenatori italiani all’estero? Quando prendi un allenatore, se non ha un curriculum già vincente, bisogna sostenerlo, altrimenti è troppo facile. È un nostro vizio, che fatichiamo a scrollarci di dosso”.

A StileTv, nel corso della trasmissione “Salite sulla Giostra” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Alessandro Giudice, economista per il Corriere dello Sport

“Non so se si è aperto realmente il dialogo con gli americani o se De Laurentiis cerca compratori veri. A quel punto si cerca di far parlare un pochino di cessione del Napoli sperando che a qualcuno venga voglia di parlare con ADL. Faccio fatica a mettere in fila le cose che ha detto, a partire dalla fantomatica offerta da 3.5 miliardi degli arabi, che è semplicemente fantasia. A De Laurentiis piace anche fare dichiarazioni che facciano rumore.

Credo che nessun club italiano possa avvicinarsi a queste cifre, anche Milan Juve ed Inter si possono collocare tra il miliardo e il miliardo e mezzo. Non è un discorso solo di appartenenza al campionato, ma in Premier ad esempio possono contare su ricavi da diritti televisivi che oggi superano quelli dei club italiani. Il valore di una società oggi è l’attualizzazione dei flussi finanziari che ti aspetti di ottenere da quella società, e le società di Premier per questo valgono di più di quelle di Serie A. Ci possono essere tanti fattori che spostano il valore di un’azienda, ma di certo non possono raddoppiarlo per una mera sensazione.

Su questa trattativa con gli americani e Matt Rizzetta di cui ha parlato, non sono chiari i motivi per cui sarebbe fallita

Su questa trattativa con gli americani e Matt Rizzetta di cui ha parlato, non sono chiari i motivi per cui sarebbe fallita: lui dice che la pagavano in tre anni, ma è normale! Tutte le acquisizioni di aziende avvengono tramite pagamenti dilazionabili in anni, c’è anche chi ha comprato club di Serie A con finanziamenti da parte dello stesso venditore. È difficile che si acquisti un’azienda mettendo subito i soldi sul conto, ma si fa con un pagamento dilazionato prestando delle garanzie. De Laurentiis ha parlato di un graduale disimpegno, quindi ci sono mille formule.

Se veramente gli avessero offerto 2.2 miliardi, lui avrebbe dovuto vendere senza pensarci, purché le garanzie fossero adeguate. A me sembra più un modo per far parlare di cessione del Napoli. Aponte avrebbe sicuramente i mezzi, è presente nel mondo del calcio come sponsor di diversi club. Il fatto di avere più disponibilità non fa di qualcuno un miglior o peggior azionista, ma è la capacità di gestire un club e farlo crescere con progetti seri. De Laurentiis ha dei meriti enormi in questo, perché ha preso il Napoli dalla Serie C, da un’asta fallimentare, e lo ha portato in alto senza ricorrere mai a capitalizzazioni, semplicemente attraverso la crescita endogena del club nei ricavi che ha saputo gradualmente portare.

ADL ha usato bene il player trading

ADL ha usato bene il player trading, talvolta scontrandosi con la piazza: nessuno è contento quando vendi giocatori come Cavani e Higuain, ma il Napoli ha saputo sopperire con grandi acquisti riuscendo a restare una società top. Sul fatto di non volersene separare, è difficile pensare di poter lasciare casa propria ma continuarci ad abitare. Non sempre questi equilibri si trovano, ma ci si può provare. Potrebbe anche trovare un acquirente finanziario che decida di avvalersi delle sue competenze, ma De Laurentiis ha 77 anni, ha in mano un giocattolo che ha preso per 10 milioni e oggi vale circa 800 milioni.

Considerando anche che il Napoli non ha debiti, oggi ha un valore d’impresa che corrisponde a quello dell’azionista. Arriva prima o poi il momento in cui devi dire “lo vendo e mi porto a casa questo valore”, oppure continuare, magari lasciandolo ai figli. Si può capire che dopo tanti anni possa venirgli in mente che magari è arrivato il momento di monetizzare questo valore, quindi è probabile che si stia guardando intorno per trovare i migliori partner. È possibile che nei prossimi due anni qualcosa intorno al Napoli succederà”.

di Vincenzo Vitiello

Giornalista Sportivo - Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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