A 315 giorni di distanza dal grave infortunio alla gamba sinistra che lasciò in apnea i tifosi, Federica Brignone firma una delle più grandi imprese con l’oro in SuperG femminile: è dominio davanti a Romane Miradoli e Cornelia Hütter, quarta medaglia olimpica come Deborah Compagnoni. Goggia esce sul più bello, Pirovano 5ª davanti a Curtoni.
Brignone da … quel maledetto 3 aprile 2025
Riporta Luca Montanari di eurosport.it che ci avrebbe creduto da quel maledetto 3 aprile 2025, quando il mondo crollò interamente addosso alla più forte sciatrice del momento, che si ritrovò con una gamba fratturata nel proprio prime e una stagione da ricostruire da zero per raggiungere quantomeno il sogno olimpico sulle nevi di casa, col tricolore in mano. Il viaggio all’inferno e ritorno di Federica Brignone si tramuta in una dolcissima medaglia d’oro nel SuperG femminile a Milano Cortina 2026. Una delle più grandi imprese sportive nella storia recente delle Olimpiadi Invernali, a mani basse.
Un lungo percorso di riabilitazione per rimettere in sesto una gamba sinistra quasi interamente distrutta
Perché oggi è facile ritornare indietro nella memoria a quel maledetto giorno in cui il cuore dei tifosi italiani si fermò, dopo quella dannata inforcata ai campionati italiani che avrebbe dovuto suggellare una stagione da leggenda della Tigre di La Salle – Campionessa del Mondo e sfera di cristallo generale – e invece si trasformò nell’inizio di un lungo calvario. Un lungo percorso di riabilitazione per rimettere in sesto una gamba sinistra quasi interamente distrutta e tornare a mettere gli sci ai piedi in tempo per l’inverno. Poi il ritorno alle gare prima delle Olimpiadi, quel gigante di Kronplatz che fece già crollare emotivamente la sciatrice valdostana classe 1990. Quel giorno però il sogno cominciò a trasformarsi pian piano in realtà, fino al coronamento di un’impresa leggendaria, inimmaginabile.


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