Inter-Napoli non è mai una partita normale. Figuriamoci quando in palio ci sono punti pesanti e quando, inevitabilmente, prima ancora delle formazioni si comincia a discutere dell’arbitro. La designazione di Simone Sozza per il big match di San Siro merita attenzione, ma soprattutto impone una speranza molto semplice: che domenica sera l’arbitro riesca a non diventare il protagonista.
Perché Inter-Napoli ha già abbastanza argomenti tecnici e agonistici per non aver bisogno di polemiche.
Sozza, servirà soprattutto personalità
Arbitrare una partita del genere significa entrare in campo sapendo che praticamente ogni decisione verrà analizzata.
Un fallo a centrocampo può diventare motivo di discussione. Un cartellino mancato può condizionare il giudizio sulla direzione. Figuriamoci cosa potrebbe accadere davanti a un episodio dubbio in area di rigore.
A Sozza servirà quindi soprattutto personalità.
Non quella che porta un arbitro a voler dimostrare di comandare la partita, ma quella molto più importante che gli permette di mantenere lo stesso metro dal primo all’ultimo minuto.
Il Napoli deve pensare soltanto a giocare
Dal punto di vista azzurro c’è però un errore che non bisogna commettere: arrivare a San Siro pensando già all’arbitro.
Il Napoli deve preoccuparsi dell’Inter.
Deve pensare a come limitarla, come metterla in difficoltà e soprattutto come evitare quegli errori di concentrazione che possono costare carissimo in una partita di questo livello.
Preparare psicologicamente la sfida immaginando possibili torti arbitrali sarebbe soltanto controproducente.
Gli episodi si giudicheranno dopo. Prima bisogna giocare.
Ma sugli episodi servirà uniformità
Questo non significa che la direzione arbitrale sia un dettaglio.
Anzi.
In partite così equilibrate può essere proprio un episodio a spostare tutto. Un rigore, un secondo giallo, un intervento del VAR possono cambiare novanta minuti e, qualche volta, anche il percorso di una stagione.
Quello che si chiede a Sozza non è certamente di favorire qualcuno.
Si chiede uniformità.
Se un contatto è fallo per il Napoli deve esserlo anche per l’Inter. Se un intervento merita il giallo al decimo minuto, deve meritarlo anche all’ottantesimo.
Sembra una banalità. Nel calcio italiano, troppo spesso, non lo è.
Anche il VAR dovrà intervenire soltanto quando necessario
Poi c’è il VAR.
Uno strumento nato per diminuire gli errori e che invece troppo spesso è diventato parte integrante delle discussioni del lunedì.
Inter-Napoli potrebbe presentare situazioni complicate nelle due aree e proprio per questo serviranno chiarezza e buon senso.
Il VAR deve correggere un errore evidente, non trasformare ogni contatto visto attraverso dieci replay e tre rallenty in qualcosa di completamente diverso da quello accaduto sul terreno di gioco.
La partita deve rimanere nelle mani dell’arbitro.
San Siro sarà anche un esame per Sozza
Questa designazione rappresenta inevitabilmente anche una prova importante per Sozza.
Dirigere Inter-Napoli significa essere stato scelto per una delle partite più complicate della giornata. È un attestato di fiducia, ma contemporaneamente comporta una responsabilità enorme.
La migliore prestazione possibile sarà quella nella quale, al triplice fischio, nessuno sentirà il bisogno di parlare di lui.
Inter-Napoli deve deciderla il campo
Alla fine il concetto è tutto qui.
Inter-Napoli deve essere decisa da un gol, da una parata, da una giocata individuale, da una scelta tattica o persino da un errore di un calciatore.
Non da una decisione arbitrale destinata ad alimentare discussioni per una settimana.
Il Napoli dovrà andare a San Siro senza alibi e senza pensieri preventivi. Dovrà giocare da Napoli e dimostrare sul campo il proprio valore.
A Sozza, invece, chiediamo una cosa apparentemente molto semplice: essere coerente, avere personalità e lasciare che i protagonisti siano quelli con la maglia addosso.
Perché quando dopo Inter-Napoli non si parla dell’arbitro, probabilmente significa che l’arbitro ha fatto benissimo il proprio lavoro.

