A Cura di Carmine Lepre
L’Argentina soffre, rincorre e ribalta un Egitto compatto e aggressivo grazie alla classe di Messi e alla forza del gruppo. Una rimonta straordinaria vale i quarti di finale al termine di una sfida ricca di emozioni, intensità e polemiche.
L’Egitto passa subito con Yasser Ibrahim
L’Argentina soffre, rincorre e fatica a trovare ritmo contro un Egitto compatto, aggressivo e feroce nelle ripartenze. La svolta arriva subito con il colpo di testa di Yasser Ibrahim, che buca il Dibu Martinez e porta avanti gli egiziani. L’Albiceleste prova a reagire procurandosi un calcio di rigore, ma Messi si fa ipnotizzare da uno storico Shobeir, protagonista assoluto anche poco dopo su Mac Allister e poi su Julian Alvarez, al termine di una grande azione argentina sviluppata sulla sinistra, il lato dove la squadra di Scaloni riesce a costruire con maggiore continuità.
Paredes tiene in piedi l’Argentina
Paredes dà lezioni su come si interpreta il ruolo di mediano, provando a tenere in piedi una squadra spesso spezzata e costretta a forzare la giocata. L’Argentina crea pericolosità solo quando riesce a fare densità tra la linea dei centrocampisti e quella dei difensori, mentre negli altri momenti l’Egitto sporca, ruba e trasforma ogni pallone recuperato in una possibile transizione. Il primo tempo si chiude sullo 0-1, con l’Albiceleste incapace di sfondare il blocco basso egiziano.
Lo spunto tattico del primo tempo
L’Argentina trova soluzioni solo quando riesce a occupare bene lo spazio tra le linee, con scambi veloci e inserimenti. Quando invece la manovra resta piatta, gli egiziani riescono ad accorciare, sporcare le ricezioni e ripartire con grande ferocia.
Secondo Tempo
La ripresa si mette subito sul piano dell’intensità. L’Argentina non riesce a dare ritmo alla propria manovra e la partita diventa sempre più sporca, fisica e cattiva. Al 58’ Ziko si illude dopo un grande contropiede, mettendo il pallone in porta, ma la rete viene annullata per un fallo su Lisandro Martinez dal lato opposto del campo.
L’Egitto colpisce ancora
Dieci minuti più tardi, però, l’Egitto colpisce ancora: altro contropiede famelico, Hassan sfonda da destra e trova Ziko al centro, che questa volta firma il 2-0 valido.
Messi trascina l’Albiceleste
Ma gli argentini sono duri a morire. Messi si carica la squadra sulle spalle, sostenuto da un’Albiceleste che non molla un centimetro: prima serve l’assist per il Cuti Romero, che non sbaglia di testa, poi lascia partire un siluro che piega le mani di Shobeir, con una coordinazione degna di uno dei migliori giocatori di sempre. È 2-2 Argentina, ma non è ancora finita.
Enzo Fernandez completa la rimonta
Con l’Egitto disperato in avanti e ormai stanchissimo, Lautaro Martinez entrato alla grande, attacca la profondità e mette dentro un pallone pesantissimo per la rincorsa lunghissima di Enzo Fernandez. Il centrocampista di San Martin incrocia di testa e completa la rimonta: niente da fare per lo stoico Shobeir.
L’Argentina vola ai quarti
Finisce tra le polemiche dei giocatori e dello staff egiziano, ma l’Argentina, con arroganza, garra e talento, si porta a casa una partita complicatissima. Messi continua a scrivere la storia, l’Egitto cade con la consapevolezza di aver sfiorato la leggenda. L’Albiceleste vola ai quarti con una sensazione chiara: anche stavolta, per arrivare fino in fondo, bisognerà fare i conti con loro.

