Valenza dell’Academy dei Top Club alla luce dei Mondiali di Calcio 2026

Valenza dell’Academy dei Top Club alla luce dei Mondiali di Calcio 2026: perché i vivai sono ancora decisivi

I Mondiali 2026 e la riflessione sul calcio italiano

L’attuale Coppa del Mondo di Calcio 2026, la terza consecutiva a cui la Nazionale Italiana non riesce a partecipare, induce ad una serie di riflessioni e pone diversi interrogativi sia per il Dott. Giovanni Malagò (attuale Presidente F.I.G.C.) che per ciascuno di noi appassionati.

Il primo elemento, che si evince in maniera palese, è che il calcio è ormai uno sport “planetario” per cui sono venute alla ribalta (ed anche in maniera autorevole!) squadre nazionali di calcio finora mai prese in considerazione ed appaiono in difficoltà alcune blasonate compagini del continente europeo (fra cui la nostra).

Il Calcio, sport iniziato in Inghilterra e, successivamente, esportato in Europa e SudAmerica, oggi è diffuso in tutto il mondo e ciò ha creato opportunità e problemi.

Se andiamo allo stadio o ci sintoniamo su un canale tv che trasmette una partita di calcio, c’è un dato – molto evidente dal punto di vista statistico – che balza all’occhio: i giocatori stranieri in campo sono in percentuale molto significativa!

Le cause di questo dato incontrovertibile sono legate a due elementi fondamentali: 1) la globalizzazione del gioco del calcio, per cui i giocatori vengono selezionati su una popolazione di miliardi di individui – 2) i diversi fenotipi delle varie razze umane, alcune delle quali hanno sviluppato una prestanza fisica (velocità, resistenza, altezza, muscolatura, etc.) spesso migliore di quella italiana, alla quale si va aggiungendo, sempre più nel corso degli ultimi anni, un notevole miglioramento della tecnica e della tattica.

Allora è logico chiedersi se oggi, nel calcio globalizzato, le “Academy dei top club” hanno ancora un valore rispetto agli scorsi decenni.

Le ragioni economiche e sportive delle Academy

Le motivazioni di tale valenza, a mio modesto parere, riconosce le seguenti ragioni economiche e sportive:

Plusvalenza pura

  1. “Plusvalenza pura” – Allevare un giovanissimo campione in sede ha un costo molto inferiore. Un calciatore importante, specialmente se giovane, difficilmente può essere acquistato a meno di 20 milioni di euro. Kvaratskhelia, ad esempio, venne acquistato per 10 milioni di euro (affare indiscutibile che ha creato una reale “plusvalenza” finanziaria all’atto della cessione) ma Vergara, che è un giovane campione, ha avuto un costo irrisorio venendo dal vivaio. Per il bilancio del Fair Play Finanziario la “plusvalenza pura”, specie se di rilevante entità come nella fattispecie, è quanto di meglio ci si possa augurare!

Identità e marketing

  1. “Identità e marketing” – Nella globalizzazione del calcio i giovani che vengono fuori dal vivaio (e che hanno un legame forte con la tifoseria ed il territorio) si identificano con la squadra e incrementano sia la passione che il marketing (Totti e la Roma rappresentano un binomio indissolubile nell’immaginario collettivo).

Adattamento al sistema

  1. “Adattamento al sistema” – Un giocatore straniero deve imparare la tattica italiana, la lingua, gli usi e i costumi. Se viene acquistato da piccolissimo e fatto crescere nel settore giovanile, appena diviene maggiorenne gioca integrato in squadra come se fosse italiano, risparmiando almeno un paio di anni di adattamento.

Regole UEFA e lista Club Grown

  1. “Regole UEFA e lista Club Grown” – In Champions/Europa League bisogna disporre di giocatori “formatisi nel club”. Se il Club non possiede l’Academy incontra difficoltà a rispettare le nuove regole.

Scouting mondiale a costo zero

  1. “Scouting mondiale a costo zero” – Attualmente le Academy dei “top club” lavorano in maniera analoga sia in Italia che all’estero per cui i giovani talenti vanno “bloccati” con contratti fin dalla minore età e poi “allevati” nelle compagini giovanili delle grandi società di calcio.

Le criticità della globalizzazione

Tuttavia la “globalizzazione” presenta tre rilevanti problematiche:

Concorrenza internazionale

  1. “Concorrenza” – Un giovanissimo talento, specie se ancora minorenne, finisce per essere oggetto di un’asta internazionale fra i “top club” che contattano direttamente la famiglia con offerte economiche allettanti; la concorrenza, ovviamente, si manifesta dappertutto e rende difficile perfino trattenere i giovanissimi talenti italiani.

Il problema dei prestiti

  1. “Prestiti” – I “top club” hanno un ‘surplus’ di calciatori, per cui c’è il problema concreto di dover cedere in prestito dei giovani talenti ad altre squadre per farli giocare, magari anche in campionati inferiori (con relativo rischio infortuni).

Costi di gestione

  1. “Costi” – Possedere un’Academy di un certo livello per giovani calciatori costa alcuni milioni di euro all’anno (per strutture, staff, viaggi, spese sanitarie, etc.).

Gli obiettivi di un’Academy di alto livello

L’Academy di un “top club” attualmente risponde a tre esigenze fondamentali:

Risparmio

  1. “Risparmio” – Punta a procurare almeno un paio di giocatori per la prima squadra ogni 3 anni.

Guadagno

  1. “Guadagno” – Riesce in genere a creare alcuni calciatori da vendere, in Italia o all’estero, ogni anno.

Identità territoriale

  1. “Identità territoriale” – Tende a rinsaldare ulteriormente i legami con la tifoseria e con le scuole calcio presenti sul territorio.

Il ruolo delle squadre satelliti

Alla luce di quanto sopra si evince, per un “top club”, anche l’importanza di squadre “satelliti” per poter disporre all’occorrenza di “giocatori pronti”; tuttavia, quando ciò si realizza nello stesso territorio tale “sudditanza” viene generalmente addirittura auspicata dalla tifoseria, quando – invece – viene realizzata in una città importante (esempio: Bari), magari anche in un’altra Regione (Puglia, nella fattispecie), ciò porta a comprensibili malumori della tifoseria che non accetta di buon grado una condizione “subalterna” ad un altro club, rivendicando una “pari dignità” non solo formale ma anche sostanziale.

Il sostegno dell’Associazione Con Te Napoli

Anche alla luce di tali considerazioni vanno lette le recenti iniziative dell’Associazione “Con Te Napoli”, presieduta dall’amico Ing. Luigi Iaquinta e costituita da tifosi partenopei “doc”, in un’ottica di supporto e di collaborazione con la Società Sportiva Calcio Napoli, riconoscendo pienamente la leadership del Presidente Dott. Aurelio De Laurentiis, che ha riportato recentemente la nostra squadra del cuore a vincere altri due scudetti e la supercoppa!

A Cura del Prof. Luigi D’Angelo

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