Antonio Vergara rappresenta una delle più belle sorprese emerse negli ultimi anni dal settore giovanile del Napoli. Le sue prestazioni hanno convinto il club a puntare con decisione sul fantasista campano, tanto da blindarlo con un contratto di lunga durata.
Il giocatore ha infatti rinnovato il proprio accordo con la società azzurra fino al 30 giugno 2030, con opzione per un ulteriore prolungamento. L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal Napoli nell’ottobre 2025.
Quanto guadagna Vergara?
Le cifre sull’ingaggio variano leggermente a seconda delle fonti, ma tutte confermano che Vergara è ancora tra i giocatori con lo stipendio più basso della prima squadra.
Secondo diverse ricostruzioni, il talento azzurro percepisce attualmente circa 375-400 mila euro netti a stagione.
Altre stime specializzate parlano invece di un costo complessivo annuo vicino ai 700 mila euro lordi tra stipendio fisso e bonus.
Napoli pronto all’adeguamento
Le ottime prestazioni offerte dal giocatore hanno però cambiato il suo status all’interno della rosa. Proprio per questo motivo il Napoli starebbe già valutando un nuovo adeguamento economico e un ulteriore prolungamento fino al 2031. Diverse fonti parlano infatti di contatti in programma tra il club e l’entourage del calciatore per ritoccare verso l’alto il contratto.
Un patrimonio del Napoli
Classe 2003, cresciuto nel vivaio azzurro sin dall’età di 11 anni, Vergara è considerato uno dei patrimoni tecnici più importanti del futuro partenopeo. Il suo contratto lungo dimostra la fiducia totale della società nelle sue qualità e nella sua crescita.
Non a caso, nonostante gli interessamenti provenienti dalla Premier League e da diversi club italiani, il Napoli continua a considerarlo un elemento centrale del proprio progetto tecnico.
La sensazione è che il prossimo passo sarà proprio un nuovo adeguamento dell’ingaggio, destinato ad avvicinare lo stipendio di Vergara a quello dei titolari della prima squadra e a confermare definitivamente il suo ruolo nel presente e nel futuro del Napoli.

