L’addio dell’allenatore e la risposta di De Laurentiis chiudono un ciclo intenso
La conferenza stampa tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis ha sancito ufficialmente la fine del rapporto tra il tecnico e il SSC Napoli. Un confronto lungo, molto diretto, nel quale sia Conte sia De Laurentiis hanno spiegato le rispettive posizioni, separando chiaramente le responsabilità personali dai problemi ambientali che hanno portato alla rottura.
Conte: “La decisione è stata solo mia”
Antonio Conte ha voluto chiarire subito un punto: la scelta di lasciare Napoli è stata esclusivamente personale. L’allenatore ha raccontato di aver comunicato già un mese fa al presidente la sensazione che il suo percorso fosse arrivato alla fine. Nessun problema economico, nessun ridimensionamento del progetto e nessuna pressione da parte della società. Conte ha spiegato di non aver nemmeno voluto ascoltare eventuali programmi futuri del club, perché dentro di sé aveva già preso la decisione.
Secondo il tecnico, il vero problema non è stato il Napoli come società, ma l’ambiente che si era creato attorno alla squadra. Conte ha parlato apertamente di “veleni”, “zizzania” e continue critiche che, a suo dire, hanno reso impossibile costruire quella compattezza necessaria per competere ad altissimo livello. Il passaggio più duro è arrivato quando ha definito “falliti” coloro che attaccano costantemente il Napoli per ottenere visibilità attraverso social, trasmissioni televisive o polemiche mediatiche.
Conte e il trauma di Bologna
Nel racconto dell’allenatore emerge con forza la partita contro il Bologna FC 1909 come momento decisivo della stagione. Conte ha spiegato che dopo quella gara si era accorto che il gruppo rischiava di sgretolarsi e che l’intera stagione poteva andare in frantumi. Ha raccontato di aver affrontato apertamente il problema con la squadra, scegliendo di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità invece di fare finta che andasse tutto bene.
Per Conte, proprio quella crisi ha mostrato quanto fosse fragile l’equilibrio interno. Da lì nasce anche il suo più grande rammarico: non essere riuscito a creare un ambiente totalmente compatto attorno alla squadra.
Conte: “Napoli mi resterà dentro”
Nonostante l’addio, il tecnico ha parlato di Napoli con grande affetto. Ha definito i due anni vissuti in azzurro come una delle esperienze più intense della sua carriera. Ha ricordato la vittoria dello scudetto, la Supercoppa e soprattutto il legame creato con i tifosi. Il momento più emozionante, secondo Conte, resta la festa scudetto con il popolo napoletano, descritta come qualcosa di unico rispetto a tutte le vittorie ottenute da calciatore e allenatore.
Conte ha anche ringraziato pubblicamente De Laurentiis e la sua famiglia per l’opportunità ricevuta, sottolineando che tra loro resterà sempre un rapporto di amicizia e stima reciproca.
De Laurentiis: “Ho provato a convincerlo a restare”
Dal canto suo, Aurelio De Laurentiis ha raccontato di aver cercato fino all’ultimo di trattenere Conte. Il presidente ha ricordato il momento di grande delusione vissuto dal tecnico dopo Bologna e di avergli consigliato di fermarsi qualche giorno per riflettere durante la pausa del campionato.
De Laurentiis ha spiegato che, quando Conte gli ha comunicato la sua intenzione di lasciare Napoli, lui si è limitato a lasciargli tempo e spazio, ribadendogli che il club sarebbe sempre rimasto casa sua. Il presidente ha anche confermato che non ci sono mai stati scontri economici o divergenze progettuali tra le parti.
De Laurentiis difende il progetto Napoli
Durante la conferenza, il presidente ha voluto lanciare anche un messaggio sul futuro del Napoli. Ha sottolineato che la squadra attuale resta molto forte e che, con pochi innesti, potrà continuare a competere ad altissimo livello. Secondo De Laurentiis, alcuni giocatori che con il gioco di Conte avevano trovato meno spazio potrebbero tornare centrali con un altro tipo di allenatore.
Il presidente ha inoltre spiegato che il nuovo tecnico non è ancora stato scelto e che molte decisioni dipenderanno dai movimenti delle altre grandi squadre italiane impegnate nella corsa Champions.
De Laurentiis contro il sistema calcio italiano
Una parte importante del discorso del presidente si è concentrata anche sulle problematiche del calcio italiano. De Laurentiis ha criticato:
- la gestione arbitrale,
- i rapporti tra Lega e federazione,
- il peso dei procuratori,
- l’assenza di sostegno politico al calcio.
Ha poi parlato ancora del progetto per il nuovo stadio del Napoli, attaccando il Comune sulla gestione del Maradona e confermando la volontà di costruire un impianto privato da 70mila posti.
Conte e De Laurentiis: separazione senza guerra
La conferenza ha mostrato chiaramente che la rottura non è avvenuta tra allenatore e presidente. Conte ha lasciato Napoli soprattutto per stanchezza mentale e per il logoramento provocato dall’ambiente esterno. De Laurentiis, invece, ha cercato fino all’ultimo di convincerlo a restare, mantenendo sempre aperto il dialogo.
Alla fine, più che un litigio, è sembrata la conclusione naturale di un ciclo vissuto al massimo da entrambe le parti.

