Il presidente del Napoli torna a parlare del futuro del calcio e propone di intervenire anche sui quindici minuti tra primo e secondo tempo: l’obiettivo è rendere le partite più continue e conquistare l’attenzione dei giovanissimi
Aurelio De Laurentiis torna a proporre cambiamenti per il mondo del calcio. Il presidente del Napoli, intervenuto a Roma a margine di un incontro del TEHA Club, ha affrontato il tema dell’evoluzione dello spettacolo calcistico e della necessità di adattarlo alle nuove abitudini del pubblico, soprattutto quello più giovane.
Tra le idee avanzate dal patron azzurro ce n’è una destinata inevitabilmente a far discutere: ridurre la durata dell’intervallo tra primo e secondo tempo oppure arrivare addirittura alla sua eliminazione.
Secondo De Laurentiis, nessun elemento del calcio dovrebbe essere considerato intoccabile soltanto perché fa parte della tradizione.
De Laurentiis: “Non esistono regole sacre”
Il ragionamento del presidente parte da un concetto più ampio. Il calcio, secondo De Laurentiis, dovrebbe avere il coraggio di interrogarsi sul proprio futuro e valutare possibili modifiche al prodotto offerto agli spettatori.
“Dobbiamo avere il coraggio di discutere il prodotto calcio sotto ogni punto di vista”, ha spiegato, facendo riferimento al gioco, alla durata complessiva delle partite e alle numerose interruzioni.
Per il numero uno del Napoli, quindi, anche consuetudini consolidate da decenni possono essere rimesse in discussione se questo può aiutare il calcio a mantenere il proprio appeal.
La proposta: accorciare o eliminare l’intervallo
È proprio in questo contesto che De Laurentiis introduce il tema dei 15 minuti di intervallo.
La sua domanda è molto semplice: perché non valutare una riduzione della pausa oppure, in una prospettiva ancora più radicale, la sua completa eliminazione?
Secondo il presidente, la questione deve essere analizzata soprattutto pensando alla differenza tra chi segue una partita direttamente allo stadio e chi invece la guarda attraverso televisione e dispositivi digitali.
Il tifoso presente sugli spalti continua infatti a vivere l’atmosfera dello stadio anche durante l’intervallo. Per chi si trova davanti a uno schermo, invece, quei quindici minuti possono trasformarsi in un’occasione per spostare l’attenzione altrove.
“Il ragazzino prende il telefonino o torna alla PlayStation”
De Laurentiis concentra soprattutto l’attenzione sulle nuove generazioni.
Un giovane spettatore, durante una pausa di un quarto d’ora, può prendere lo smartphone, aprire un social network, guardare un video oppure tornare a giocare con la console.
Il rischio individuato dal presidente è che, una volta catturata da un altro contenuto, l’attenzione non torni sulla partita quando comincia il secondo tempo.
Da qui nasce la necessità, secondo il patron azzurro, di costruire uno spettacolo più continuo e capace di mantenere il pubblico davanti allo schermo.
La concorrenza di TikTok e YouTube
Il punto centrale dell’analisi riguarda il cambiamento delle abitudini.
Il calcio non compete più soltanto con altri eventi sportivi o programmi televisivi. Per conquistare il tempo delle nuove generazioni deve confrontarsi quotidianamente con YouTube, TikTok, videogiochi e contenuti digitali immediatamente disponibili.
Un cambiamento radicale rispetto al passato.
De Laurentiis sottolinea proprio la velocità del mondo digitale e sostiene che le istituzioni calcistiche non possano pensare di procedere con gli stessi ritmi di decenni fa.
“Non possiamo pretendere che siano i giovani ad adattarsi”
Il presidente del Napoli ribalta quindi la prospettiva.
Non dovrebbero essere necessariamente i giovani ad adattarsi alla struttura tradizionale di una partita di calcio. Secondo il suo ragionamento, dovrebbe essere invece il sistema calcistico a comprendere meglio le nuove modalità attraverso le quali viene consumato l’intrattenimento.
Il rischio, altrimenti, è perdere progressivamente una parte delle nuove generazioni, che potrebbero limitarsi a seguire gol e azioni principali attraverso highlights e contenuti brevi, rinunciando alla visione integrale delle partite.
De Laurentiis vuole cambiare il “prodotto calcio”
La proposta sull’intervallo diventa quindi soltanto un tassello di una riflessione molto più ampia.
De Laurentiis chiede al mondo del calcio di interrogarsi sulla durata delle partite, sulle pause, sulle interruzioni e sulla spettacolarità complessiva.
Il presidente azzurro parte dalla convinzione che neppure la straordinaria popolarità costruita dal calcio nell’ultimo secolo possa garantire automaticamente lo stesso successo in futuro.
Per questo invita le istituzioni a confrontarsi senza considerare intoccabili le regole e le abitudini consolidate.
L’ultima idea è destinata certamente a generare dibattito: accorciare i tradizionali 15 minuti dell’intervallo o, nella soluzione più estrema, eliminarli per rendere la partita uno spettacolo maggiormente continuo.

