A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Andrea Di Caro, giornalista. Queste le sue parole:
Di Caro dichiara che Gattuso era stato chiamato per raggiungere un obiettivo, ovvero quello di riunire le truppe e trovare l’uscita dal tunnel
Non doveva dare alla Nazionale un nuovo gioco o un nuovo ciclo, Mancini invece è chiamato a riaprire un ciclo, scovare dei giovani che possano crescere e provare a dare a questa Nazionale una prospettiva, un gioco
Di Caro: Ieri non si è visto nulla, questa squadra è stata presa a pallonate nel primo tempo
“Il risultato dell’Italia è negativo, sono cambiate le prospettive. Gattuso era stato chiamato per riunire le truppe e trovare l’uscita dal tunnel. Non doveva dare alla Nazionale un nuovo gioco o un nuovo ciclo, Mancini invece è chiamato a riaprire un ciclo, scovare dei giovani che possano crescere e provare a dare a questa Nazionale una prospettiva, un gioco.
Ieri non si è visto nulla. Questa squadra è stata presa a pallonate nel primo tempo e, se avessimo fatto noi la partita del Belgio, avremmo titolato tutti alla ripresa dell’Italia.
Ci si aspettava non che si trovasse il bandolo della matassa, ma…
Ci si aspettava non che si trovasse il bandolo della matassa, ma sicuramente qualcosa in più. Non credo che Spalletti sia uno scemo e anche Gattuso che pure non considero un top coach non credo sia uno sprovveduto e, se anche loro hanno avuto dei problemi è perchè il nostro calcio ha dei problemi e Mancini non può risolverli in poche settimane. Mettere insieme tutta una squadra giovane, under 23 che a Coverciano non ha il senso della maglia perchè sono dei ragazzi che non conoscono la Nazionale del passato, è una generazione che è cresciuta con instagram e a stento conosce il presente.
Non sono sciocchi, magari più svegli dei loro predecessori ai loro anni
Non sono sciocchi, magari più svegli dei loro predecessori ai loro anni, ma non c’è quel senso di appartenenza alla maglia dell’Italia. Un tempo dovevi giocare 3/4 campionati ad alto livello per prendere la Nazionale e oggi non è così. Ieri Romano non lo hai bruciato, ma non gli hai fatto fare bella figura”.
Conclude Andrea Di Caro

