Addio a Sandro Mazzola, Milano abbraccia la sua leggenda: applausi, cori e lacrime ai funerali

Centinaia di tifosi davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio per l’ultimo saluto alla bandiera dell’Inter e della Nazionale. Sulla bara la storica maglia numero 8, mentre il mondo del calcio si è stretto intorno alla famiglia

Milano si è fermata per salutare Sandro Mazzola. Nella Basilica di Sant’Ambrogio si sono celebrati lunedì 21 settembre i funerali della leggenda dell’Inter, scomparsa all’età di 83 anni. Una cerimonia vissuta nel raccoglimento, mentre all’esterno centinaia di tifosi hanno voluto rendere omaggio a uno dei simboli più grandi del calcio italiano. Per la giornata era stato proclamato il lutto cittadino a Milano e anche a Vedano al Lambro, dove Mazzola risiedeva.

Lungo applauso all’arrivo del feretro

L’immagine più emozionante è arrivata già all’ingresso del feretro. Un lungo applauso ha rotto il silenzio davanti a Sant’Ambrogio, accompagnato dai cori dei sostenitori nerazzurri.

Sulla bara erano state deposte rose e ranuncoli bianchi, mentre davanti spiccava la storica maglia numero 8, quella indossata da Mazzola negli anni della Grande Inter.

Gli ultras nerazzurri hanno esposto uno striscione dedicato al loro campione, ricordando come il suo nome resterà per sempre nella storia dell’Inter e nel cuore della Curva.

Il mondo dell’Inter riunito per Mazzola

Numerosi i protagonisti del calcio presenti alla cerimonia. Tra gli ex nerazzurri sono arrivati Aristide Guarneri, Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo, Ivan Ramiro Cordoba ed Esteban Cambiasso. Presenti anche Gianfelice Facchetti e il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta.

Particolarmente significativo il ruolo di Bergomi, che durante la celebrazione ha partecipato alle letture e ha ricordato Mazzola come una figura importante per la propria carriera, sottolineando come fosse un campione capace di andare oltre l’appartenenza a una singola squadra.

Per volontà della famiglia, la cerimonia all’interno della Basilica è stata mantenuta riservata, senza telecamere e fotografi.

L’ultimo coro: “Sandro, uno di noi”

La commozione è diventata ancora più forte al termine delle esequie. All’uscita della bara sono tornati gli applausi e i cori dei tifosi: “Sandro, Sandro” e “Uno di noi”.

Poi un ultimo omaggio alla storia: i sostenitori hanno scandito la formazione della Grande Inter di Helenio Herrera. Quando è arrivato il nome di Mazzola, dalla folla è partito un altro lungo applauso.

Il carro funebre si è quindi allontanato tra due ali di persone. Mazzola sarà sepolto nel cimitero di Monza.

L’addio a un pezzo di storia del calcio italiano

Con Sandro Mazzola se ne va molto più di un grande calciatore. Se ne va uno dei volti della Grande Inter, con la quale conquistò quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Con la Nazionale italiana fu invece campione d’Europa nel 1968 e protagonista del Mondiale del 1970.

Il calcio, però, questa volta ha lasciato spazio soprattutto all’uomo e al ricordo.

Milano lo ha salutato con il silenzio, gli applausi e le sciarpe nerazzurre. E davanti a Sant’Ambrogio, per qualche minuto, generazioni diverse di tifosi si sono ritrovate unite dallo stesso nome.

Sandro Mazzola non entra oggi nella storia dell’Inter: lì c’era già. Il lungo abbraccio di Milano ha semplicemente ricordato quanto profonda sia la traccia che ha lasciato

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